Villa Tre Madonne

Villa Tre Madonne sorge in via de Notaris 4-6, tra l’attuale largo Don Minzoni e via Aldrovandi, alle spalle della Facoltà di Architettura di Valle Giulia ed è la sede dell’Ambasciata del Belgio presso la Santa Sede.

MAPPA della Zona Pinciano 5 (da Villa Taverna a Villa Giulia)

In origine la proprietà è detta Vigna Ginnasi. A fine Ottocento, la proprietà che dal vicolo delle Tre Madonne si estende a tutta la sottostante valle dove era il barco di Villa Giulia (oggi Valle Giulia) ed è proprietà della famiglia Cartoni (Vigna Cartoni )

Il terreno di Vigna Cartoni è acquistata dallo stato nel 1910 per la realizzazione della parte dedicata alle Belle Arti dell’Esposizione universale del 1911 realizzata a Roma in occasione del Cinquantenario della nascita del Regno d’Italia. Con l’Esposizione, l’intera valle e i boschi adiacenti sono trasformati in un effimero luogo espositivo, sistemando l’intera area con piazzali, rampe, fontane ed edificando i vari padiglioni delle nazioni partecipanti.

I casali della proprietà, che dominano la valle e i terreni intorno, invece, nel 1920 sono acquistati da don Roffredo Caetani, principe di Bassiano e duca di Sermoneta che nel 1926 commissiona a Piero Aschieri la trasformazione in villa. Il progetto, non eseguito, è portato a compimento dall’ingegnere Carlo Broggi nel 1929 che ingloba nella nuova costruzione una parte degli antichi casali e degli edifici rustici preesistenti e. Il progetto Broggi, seppur con minore inventiva rispetto a quello dell’Aschieri, è perfettamente integrato con le antiche preesistenze della Vigna Cartoni e denota una viva attenzione al carattere rustico e venatorio dell’edificio, come richiesto dal committente.

La nuova villa prende il nome di Villa delle Tre Madonne dal nome dell’antico vicolo su cui la proprietà si affaccia anche se i Caetani l’hanno sempre chiamata casino di caccia visto che è circondata da giardini e boschi con alberi secolari.

Nel 1934 la villa è venduta al lord inglese Robert Berkeley e tra il 1934 e il 1939 la gli interni sono decorati con ricercatezza. Nel 1939 la villa è affittata al Belgio che la acquista nel 1954 trasformandola nella propria Ambasciata presso la Santa Sede.

Degni di nota sono lo splendido salone con arazzi di manifattura di Bruxelles, la galleria e la splendida sala da pranzo con boiserie e carte cinesi alle pareti. All’esterno logge, porticati, mensole, torrette, avancorpi, comignoli, spioventi dei tetti, costituiscono una facciata dal ricco movimento volumetrico arricchito da dettagli estetici di buon risultato.

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