Villaggio Olimpico. L’architettura

L’incarico per il progetto del Villaggio Olimpico è assegnato dall’INCIS, Istituto Nazionale per le Case degli Impiegati dello Stato, a un gruppo di professionisti: Luigi Moretti, Vittorio Cafiero, Adalberto Libera e Amedeo Luccichenti, Pierluigi Nervi.

La progettazione del Villaggio segue i principi del Movimento Moderno che in quegli anni studia, a livello mondiale, nuove soluzioni architettoniche in risposta alla mutata realtà sociale e alle nuove possibilità tecnologiche. Il movimento inoltre propugna un’edilizia a misura d’uomo, basata sul gioco di luci e volumi in cui la funzionalità prevale sule decorazioni. Maestri del Movimento sono Le Corbusier, Walter Gropius, Frank Lloyd Wright e Alvar Aalto).

La pianta del Villaggio è idealmente strutturata come quella di un accampamento delle legioni romane (castra). Gli accampamenti, e poi le colonie, si basavano infatti su un reticolo di vie ortogonali: i decumani, orientati in direzione est-ovest, e i cardi, orientati in direzione nord sud. Il decumanus maximus e il cardo maximus avevano alle loro estremità le quattro porte dell’accampamento e si incontravano nel foro. All’estremità del decumanus maximus c’era la porta praetoria, quella verso al nemico.

Nel Villaggio Olimpico, la porta praetoria è su viale Tiziano, verso ovest, il decumano massimo è viale della XVII Olimpiade e le strade lungo il viadotto di Corso Francia costituiscono il cardo maximus in fondo al quale c’è l’accesso sud, aperto verso l’Auditorium (un infelice chiusura della zona sottostante al viadotto da parte di una bocciofila, ha completamente distrutto questo effetto).

L’impianto urbanistico del Villaggio prevede un accorta distribuzione delle costruzioni all’interno dell’area d’intervento: tenendo conto che edifici alti e compatti sono già realizzati sul fronte di viale Tiziano (edifici in viale Tiziano), si decide di costruire da quella parte edifici più alti mentre nella zona interna del villaggio e nella parte verso Villa Glori sono realizzati edifici più bassi. il tutto tra grandi superfici ricche di vegetazione, in continuità con le emergenze collinari di Villa Glori e del Monte Parioli. Inoltre, al fine di  non rompere la continuità degli spazi verdi, i caseggiati sono non più alti di cinque piani e staccati dal suolo tramite pilastri di cemento.

Sebbene gli edifici del Villaggio Olimpico siano stati realizzati utilizzando diverse soluzioni architettoniche, l’omogeneità dell’intero complesso è garantita dall’utilizzo di elementi comuni a tutte le palazzine sotto l’aspetto tipologico e costruttivo:

  • utilizzo di cemento armato
  • uso dei cosiddetti pilotis, nome francese dei pilastri che sorreggono un edificio, isolandolo dal terreno, inizialmente usati da Le Corbusier al fine di creare uno spazio coperto, libero da pareti e in diretta relazione con l’esterno
  • pareti esterne a tamponatura doppia in mattoni rivestite in laterizio giallo dorato,
  • finestre a nastro continuo in modo da dare al progettista la massima libertà di disposizione degli spazi interni senza influenzare l’estetica dell’edificio, verniciati di bianco all’esterno, con serrande giallo scuro,
  • tetti a terrazza, capaci di accogliere del verde pensile (oggi non presente), con torrini asciugatoi con pareti traforate, per nascondere i panni stesi.

Il Villaggio offre 1348 appartamenti, in edifici di dieci tipi differenti, riconducibili a cinque schemi principali:

  • edifici disposti sui lati di un quadrato, in modo da formare al centro una grande corte. Questi edifici la luce tra i pilastri è maggiore che nelle altre costruzioni permettendo così più flessibilità nella disposizione degli ambienti e da questo dettagli si capisce l’intevento di Luigi Nervi.
  • le cosiddette “crocette”, edifici a 2 piani con pianta a croce intersecati da piccole strade ad uso pedonale e attribuibili a Luigi Moretti
  • edifici in linea su 3 o 4 piani. Questo che vediamo in particolare che si affaccia su viale della XVII Olimpiade ha 3 piani e ha i balconi.
    le case in linea di cinque piani con chiostrina centrale,
  • gli edifici a pianta pianta quadrata alti solo due piani, con portico centrale in cui si apre la scala centrale

Ogni appartamento è composto da ingresso, ampio soggiorno, cucina, più piccola negli alloggi in cui è prevista un stanza di servizio, tre stanze e doppi servizi. Le rifiniture sono razionale e sufficientemente eleganti: pavimenti in marmette di graniglia di marmo, infissi esterni metallici internamente tamburati in abete, rivestimenti in maioliche per i servizi, carta da parati e zoccoletti battiscopa in in marmo.

Ogni casa, all’interno uno, aveva il suo portiere incaricato, tra l’altro del decoro dell’edificio. Quando L’INCIS ha venduto le case ha venduto anche le case dei portieri e tale pratica è scomparsa.

Il Villaggio Olimpico è riconosciuto come uno dei migliori quartieri di edilizia pubblica realizzati a Roma e il progetto vince nel 1961 il premio regionale IN/ARCH. Oggi, ferma restando la qualità dell’edilizia popolare qui realizzata, stanno uscendo fuori dei difetti nella costruzione. Per esempio, a causa del fatto che gli scarichi sono stati realizzati dentro i pilasti, eventuali problemi di drenaggio causano problemi di acqua stagnante che potrebbe alla lunga indebolirli. Inoltre, la fascia continua delle finestre, molto positiva sia dal punto di vista estetico che dell’economicità degli infissi, tutti rigidamente uguali, ha dei problemi legati al fatto che le fasce di muratura di tamponamento superiore e inferiore, non avendo punti di raccordo, tendono a muoversi in modo indipendente tra di loro con conseguenti difetti nella tenuta stagna delle finestre.

Per approfondire: Villaggio Olimpico. La genesi, Villaggio Olimpico. La realizzazione, http://www.archidiap.com/opera/villaggio-olimpico/, www.archidiap.com/opera/case-a-croce-al-villaggio-olimpico/,

In rete:

  • Il Villaggio Olimpico nel sito dell’arch. Luigi Moretti
  • “Italia: inaugurato a Roma il Villaggio Olimpico” (1960) YouTube
  • Villaggio olimpico: Bernardo di Ekke, ospite della capitale (1960) YouTube
  • www.archidiap.com/works/villaggio-olimpico/

Altre pagine correlate: Villaggio Olimpico. L’urbanistica, Villaggio Olimpico. Il castrum romano, Monumento a Jan Palach, Villaggio Olimpico. La sculture di Cataldi, Chiesa di San Valentino,

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