Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è in piazzale di Porta Pia 1, dove inizia via Nomentana.
“Il Santo dei tre misteri” di Armando Bussi 2a versione
(Fig.1 – Villa Patrizi e dintorni) Uscendo da Porta Pia e andando a destra per viale del Policlinico, fiancheggiamo a sinistra i due palazzi del Ministero delle Infrastrutture (ex Lavori Pubblici) e delle Ferrovie dello Stato Italiane (quest’ultimo, con ingresso dalla successiva piazza della Croce Rossa, è detto “villa Patrizi”, dal nome di una dimora settecentesca che qui sorgeva, circondata da un ampio parco, fino all’inizio del Novecento). Tali palazzi sono separati da una stradina interna – che prima rettilinea poi piega a sinistra fino alla Nomentana – la quale nei cartelli apposti dalle FS è chiamata “via De Meus” (fig.2). Ma alle stesse Ferrovie non sanno cosa voglia dire, il nome non compare nello Stradario del Comune, e perfino su Google non risulta nulla. È questo il nostro primo mistero. Continue reading
Racconto del piazzale di Porta Pia
DA RIVEDERE: ELIMINARE I DUPLICATI E, SE POSSIBILE , TUTTA LA PAGINA
Il piazzale di Porta Pia è davanti alla omonima porta, all’incrocio dell’asse radiale costituito da via XX Settembre e via Nomentana e la grande strada che corre fuori le Mura Aureliane, costituita da viale del Policlinico e corso d’Italia. Continue reading
“Il Santo di Porta Pia” di Armando Bussi
Uscendo da Porta Pia, attraversiamo corso Italia e svoltiamo a destra lungo il marciapiede che fiancheggia il palazzo del Ministero delle Infrastrutture. Facendo qualche metro verso piazza Croce Rossa superiamo a sinistra una stretta stradina e, proseguendo, ci troviamo davanti all’edificio delle Ferrovie dello Stato. Il nome di questa piccola via non figura nello stradario del Comune; nei documenti ferroviari è chiamata “via De Meus”, ma nessuno sa spiegare perché (forse, noi ci riusciremo). Più avanti c’è piazza della Croce Rossa, con l’ingresso principale del palazzo delle Ferrovie e chiamata da tutti “villa Patrizi”, dimora settecentesca che, col suo ampio parco, ha occupato questi luoghi fino all’inizio del Novecento (via di villa Patrizi).
Guardando meglio la stradina, ci sembra che in fondo svolti a sinistra, verso Nomentana. Continue reading
Storia del quartiere Flaminio dal 1870 al 1914
Per secoli l’area fuori Porta Flaminia era stata caratterizzata dai giardini delle ville costruite sulle alture a destra di via Flaminia: villa Giulia, villa Poniatowski, Villa Strohl Fern, villa Balestra, villa Ruffo, tanto per citare quelle ancora esistenti. Più avanti, verso il fiume, solo campi coltivati periodicamente invasa dagli straripamenti del Tevere. Continue reading
Corso d’Italia
Lungo il lato nord delle Mura Aureliane, da Porta Pia a Porta Pinciana, corre un ampio viale, una volta completamente alberato: è corso d’Italia. Continue reading
Foto area del 1920
la zona Nomentano1 Roma2pass in una foto del 1920 circa. La foto copre l’area fuori le mura aureliane tra viale Regina Margherita, via Morgagni e via Nomentana.
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Palazzo delle FS
Il Palazzo delle Ferrovie dello Stato è un grande complesso di edifici sito in piazza della Croce Rossa 1 che ospita la Direzione Generale delle Ferrovie dello Stato Italiane. Il complesso si estende, insieme al Ministero delle Infrastrutture, su buona parte dell’isolato delimitato da piazza della Croce Rossa, via di Villa Patrizi, via Marcello Malpighi, via dei Villini, via Nomentana, piazzale di Porta Pia, viale del Policlinico ed è chiamato anche Villa Patrizi, dal nome dell’antica villa che sorgeva in quel luogo.
Villa Lubin. L’architettura
Villa Lubin è oggi un esempio paradgmatico dell’ecclettismo del primo Novecento romano, tanto più interessante quanto più integra nel suo insieme e nel rapporto con l’ambiente circostante. Questa villa, infatti, conserva una coerenza unitaria frutto soprattutto della omogeneità culturale di quanti vi lavorarono. Continue reading
La palazzina
Tra le diverse tipologie edilizie che oggi caratterizzano la maggior parte dei quartieri romani “fuori porta” è quello della “palazzina”. Ma questo risultato non è casuale. E’ infatti il risultato di una serie di interessi spesso non nobili ma anche di un lungo dibattito che ha animato l’ambiente culturale italiano, e romano in particolare, sullo “stile” che doveva caratterizzare i nuovi edifici della nuova grande capitale europea. Continue reading
