Risultati della ricerca per: il civico giusto

“Il Civico Giusto” di Elena Cipriani

RACCONTO DEL FLANEUR ROMA2PASS PUBBLICATO IL 30/04/2024.

Passeggiando per il quartiere Coppedè, di fronte al liceo Avogadro, al civico 7A di via Olona una targa in ottone con un albero attira la mia attenzione.  E’ il segno identificativo del progetto “Il Civico Giusto”, un’opera d’arte frutto della manualità di Dante Mortet, erede di un antico “sapere artigiano” che la sua famiglia fa vivere da più di un secolo nella bottega di via dei Portoghesi 18.  Continue reading

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“Il Flâneur racconta …” di Caterina Loredana Mammola

RACCONTO DEL FLANEUR PUBBLICATO IL 30/04/2024.

Alba domenicale di marzo, dall’insolito splendore: a Roma, il verde e l’azzurro gareggiano nella sinestesia della luce e del silenzio.  La primavera incipiente sembra volersi annunciare con sontuoso compiacimento.  Un eccentrico personaggio, gode, solitario, delle strade dormienti, delle prospettive aperte, del profumo delle grandi ville a nord del centro.  Risale dal laghetto di Villa Ada, alle spalle l’odore intenso delle siepi d’alloro, attraversa la Salaria sgombra del rumore della “civiltà” dell’uomo, percorre viale Somalia, oltrepassa il quadrivio di largo Forano, imbocca via Magliano Sabina, supera la chiesa dei Cuori di Gesù e Maria (i cuori del figlio e della madre) si ferma a piazza Vescovio: un caffè?  No, il suo pensiero è altrove.  Non è distratto, quest’oggi, il Flâneur del secondo Municipio (poiché di lui si tratta), cerca qualcosa, segue il filo del ricordo e della memoria.  Continue reading

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“Il Santo dei tre misteri” di Armando Bussi 2a versione

(Fig.1 – Villa Patrizi e dintorni)  Uscendo da Porta Pia e andando a destra per viale del Policlinico, fiancheggiamo a sinistra i due palazzi del Ministero delle Infrastrutture (ex Lavori Pubblici) e delle Ferrovie dello Stato Italiane (quest’ultimo, con ingresso dalla successiva piazza della Croce Rossa, è detto “villa Patrizi”, dal nome di una dimora settecentesca che qui sorgeva, circondata da un ampio parco, fino all’inizio del Novecento).  Tali palazzi sono separati da una stradina interna – che prima rettilinea poi piega a sinistra fino alla Nomentana – la quale nei cartelli apposti dalle FS è chiamata “via De Meus” (fig.2).  Ma alle stesse Ferrovie non sanno cosa voglia dire, il nome non compare nello Stradario del Comune, e perfino su Google non risulta nulla.  È questo il nostro primo mistero.  Continue reading

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“Il Santo di Porta Pia” di Armando Bussi

Villa Patrizi e sue adiacenze, in un disegno del 1881

Uscendo da Porta Pia, attraversiamo corso Italia e svoltiamo a destra lungo il marciapiede che fiancheggia il palazzo del Ministero delle Infrastrutture.  Facendo qualche metro verso piazza Croce Rossa superiamo a sinistra una stretta stradina e, proseguendo, ci troviamo davanti all’edificio delle Ferrovie dello Stato.   Il nome di questa piccola via non figura nello stradario del Comune; nei documenti ferroviari è chiamata “via De Meus”, ma nessuno sa spiegare perché (forse, noi ci riusciremo).   Più avanti c’è piazza della Croce Rossa, con l’ingresso principale del palazzo delle Ferrovie e chiamata da tutti “villa Patrizi”, dimora settecentesca che, col suo ampio parco, ha occupato questi luoghi fino all’inizio del Novecento (via di villa Patrizi).

Guardando meglio la stradina, ci sembra che in fondo svolti a sinistra, verso Nomentana Continue reading

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