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Le meridiane di Villa Borghese di Bruno Caracciolo

Il padiglione della Meridiana

Negli anni Ottanta del Seicento, Giovan Battista Borghese decise per la sua villa Pinciana la creazione di un terzo giardino segreto in aggiunta ai primi due che erano stati realizzati quasi contemporaneamente al Casino Nobile negli anni 10 del Seicento. Come quinta scenografica del nuovo giardino e a fare da pendant a quello già presente dell’Uccelliera, l’architetto Carlo Rainaldi (1611-1691) ristrutturò un precedente edificio rustico, descritto precedentemente come: “quattro stanze che servono per i polli”, realizzando un nuovo padiglione, detto Casino della Meridiana per la presenza di un orologio solare nel prospetto rivolto verso il giardino. Alle spalle del padiglione venne realizzato l’ingresso al secondo recinto della villa, l’attuale Parco dei Daini.

Così come quello dell’Uccelliera, il padiglione della Meridiana è composto da due corpi di fabbrica uniti da un androne affrescato con figure muliebri e vedute agresti. Nei locali al suo interno attualmente sono ospitati uffici della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Per poter realizzare l’orologio solare Rainaldi dovette ovviare alla poco felice esposizione della parete del padiglione rivolta verso il giardino, ricorrendo a un escamotage: al fine di poter contare su un numero di ore di insolazione maggiore progettò l’edificio con una pianta trapezoidale: la facciata, infatti, non è perfettamente normale all’asse del giardino, ma è rivolta più a sud con un angolo di 9°.

La meridiana che dà nome al padiglione è circondata da un’elegante cornice barocca con agli angoli quattro teste di putti a rilievo in stucco con le gote gonfie in allusione al soffiare dei venti.

Il pittore Pietro Valeri fu incaricato di dipingere le linee per segnare le ore della meridiana che, probabilmente presentava uno sfondo dipinto con un paesaggio di cui non è stata trovata traccia nel corso degli ultimi restauri, che hanno permesso, invece, di scoprire sul bordo superiore della cornice un motto in latino: SIDERA NON TERRAM MENTE COLENDA DOCENT (ci insegnano che si devono considerare con la mente gli astri, non la terra).

L’installazione di una meridiana in un giardino non rappresenta una novità: nel 1628 in quelli del Quirinale era stata realizzata quella a quattro facce concave ancora lì presente, progettata dal Borromini e dal matematico Teodosio Rossi. Nei giardini della Villa Aldobrandini di Frascati la presenza di un orologio floreale realizzato con il mirto è attestata fin dal 1620.

In occasione dei lavori che hanno interessato Villa Borghese negli anni 1997-99 la meridiana è stata restaurata con la consulenza dello gnomonista Lucio Baruffi.

La lettura dell’orologio solare non è semplice perché presenta le linee di due sistemi orari diversi: le ore italiche e le ore francesi (vedi glossario), evidenziate rispettivamente in arancione e azzurro nella illustrazione. La difficoltà di lettura è aumentata dal fatto che in corrispondenza delle linee non è presente l’indicazione dell’ora corrispondente.

La meridiana è tutt’altro che precisa: gli studi dell’ing. Baruffi hanno evidenziato errori anche superiori alla mezzora, variabili tra le varie linee e per la stessa linea nel corso dell’anno; lo gnomone, inoltre, appare essere stato riposizionato in epoca imprecisata e non è perfettamente in asse con la parete. Nel corso del restauro è stato scelto di non correggere gli errori presenti.

La meridiana del Giardino del Lago

A partire dal 1785 Marcantonio IV Borghese intraprese un vasto programma di rinnovamento e tra gli interventi più importanti ci fu la creazione sotto la guida del giardiniere Francesco Bettini di un laghetto circondato da un giardino all’inglese caratterizzato dall’imitazione di un ambiente naturale con viottoli tortuosi immersi in una fitta vegetazione con specie autoctone ed esotiche.

Tra le numerose sculture e reperti più o meno antichi che arredano il giardino è presente tuttora un piccolo obelisco, la cui funzione di meridiana è attestata da un’incisione acquarellata di Jean-François Sablet di fine Settecento (vedi particolare). La sfera in cima all’obelisco, che serviva a indicare l’ora con maggiore precisione, non c’è più. Né ci sono più al suolo le lastre di pietra sulle quali era incisa la linea del mezzogiorno, ma il vialetto che porta all’obelisco ha mantenuto una direzione nord – sud, che contrasta con l’orientamento degli altri presenti nel giardino.

Glossario

  • Gnomone: asta la cui ombra serve a indicare le ore nelle meridiane.
  • Ora italica: metodo di suddivisione del giorno secondo il quale la giornata è suddivisa in 24 ore della stessa durata numerate dal tramonto, momento che rappresentava la ventiquattresima ora. A Roma il sistema rimase in uso fino al 1846.
  • Ora francese: il sistema è caratterizzato dalla suddivisione del giorno in 24 ore numerate dalla mezzanotte. Le ore 12 corrispondono al transito del Sole al meridiano ed è detto francese perché portato in Italia dalle truppe napoleoniche.
  • Ora civile: è quella dei comuni orologi e si basa sulla suddivisione in 24 ore della durata del giorno solare medio ed è unificata per tutte le località all’interno dello stesso fuso orario.

Bibliografia

  • Alberta Campitelli “Villa Borghese: da giardino del principe a parco dei romani” – Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – 2003
  • Pagina web di Roma2Pass https://www.roma2pass.it/casino-della-meridiana/
  • Lucio Baruffi “Meridiana di Villa Borghese – restauro” relazione presentata al IX Seminario Nazionale di Gnomonica – San Felice di Benaco (BS) 1999
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