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Mario De Renzi

Mario De Renzi (Roma, 1897-1967), architetto, professore universitario di composizione architettonica e accademico di San Luca, è uno tra i più importanti architetti e urbanisti che operano a Roma nel ventennio fascista, caratterizzato da uno stile estremamente vario: nei primi anni di lavoro si rifa’  a uno stile tradizionale e al barocchetto romano ma successivamente realizza importanti palazzine razionaliste. Continue reading

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DA RIVEDERE PER ESTRARRE I BRANI UTILI E BUTTARE IL RESTO

Dalla larghezza (o meglio dalla strettezza) della strada che prosegue in leggera discesa verso nord, capiamo che siamo su una strada antica. Qui, sotto i nostri piedi, infatti correva l’antica via Salaria, una strada più antica della fondazione di Roma, l’unica strada consolare che non ha preso il proprio nome né dal console che l’ha realizzata né della località che permette di raggiungere. E sapete perché? Perché quando questa strada nasce non c’erano consoli, e i piccoli villaggi della penisola non avevano nemmeno un nome. Su questo percorso le greggi si spostavano con le stagioni, dai monti della Sabina al mare e viceversa, semplicemente seguendo la sponda sinistra del Tevere.  Continue reading

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Roma2pass e le attività con le Scuole

Roma2pass propone un programma di passeggiate, seminari, conferenze ed attività per le scuole e per l’Università. Ogni anno, anche grazie all’aiuto ed ai suggerimenti di molti docenti, i nostri programmi si sono arricchiti di iniziative che permettono agli studenti di conoscere sempre meglio il territorio del II Municipio.  Continue reading

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ITINERARIO 1 – Quartiere Africano, Trieste, Salario

Lunghezza 2,5 km ca ⬧ Percorso Circolare ⬧ Bus

Tappe del Percorso Livello
Partenza da Via Nomentana davanti alla Basilica di Sant’Agnese fuori le Mura (Visita di Sant’Agnese e del Mausoleo di Santa Costanza) ***
Via di Sant’Agnese – Piazza Annibaliano (visita stazione metro S.Agnese – Annibaliano) *
Viale Eritrea – Piazza Sant’Emerenziana – Chiesa Parrocchiale di Sant’Emerenziana (Visita della Chiesa e dei mosaici) **
Via Lago Tana – Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Goretti (Visita della Chiesa, delle vetrate e dell’Affresco dell’Abside   **
Viale Etiopia – Case Torre di Mario Fiorentino

Murales del Sottopasso Ferroviario

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Via Migiurtinia – Piazza Elio Callistio (Sepolcro di Elio Callistio “La sedia del diavolo”) **
Via Chisimaio, via Tripoli e via Makallè fino alla Villa Leopardi (Visita della Villa e del Giardino Botanico ***

Passeggiate in dettaglio 

AMUSE APS propone le seguenti attività

Quartiere Africano 

  • Via Nomentana (Partenza) – Breve storia della via 
  • Sant’Agnese – Storia della Santa, del suo martirio e del culto – Breve storia del Complesso – Visita del complesso – Scalone – Basilica Onoriana – Mosaico Absidale – Ciborio – Reliquiario con le ossa di Sant’Agnese e Santa Emerenziana – Basilica costantiniana – Mausoleo – Catacombe.
  • Mausoleo di Santa Costanza – Storia – Mosaici – Sarcofago
  • Piazza Annibaliano – Stazione Metropolitana – Parcheggio sotterraneo
  • Viale Eritrea – Storia del “fosso di Sant’Agnese” – Edilizia residenziale
  • Chiesa Parrocchiale di Santa Emerenziana – Chiesa – Mosaici
  • Sede Municipio II e Mercato Rionale 
  • Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Goretti – Architettura – Vetrate – Affresco absidale
  • Edilizia Residenziale di Viale Eritrea – Torri residenziali
  • Murales del Sottopasso ferroviario – Storia dell’Hip-Hop – Storia dei Murales – Differenza tra Murales, Tag, Sfregio e vandalismo
  • Sepolcro di Elio Callistio – Caratteristiche del Sepolcro e del Personaggio – Leggenda della Sedia del Diavolo – Storia del Cardinale Altemps
  • Villa Leopardi – storia della Villa – Arte e Architettura – Giardino Botanico – Attività degli “Amici di Villa Leopardi” – Giardino di Via Makallè
  • Ritorno su via Nomentana – Fine visita

Visita approfondita al complesso Monumentale di Sant’Agnese e Santa Costanza        

  • Le basiliche Costantiniane Circiformi
  • Il sacello di Sant’Agnese
  • La Basilica Costantiniana di Sant’Agnese
  • I Mausolei circolari di Roma
  • Il Mausoleo di Costantina
  • Il Sarcofago di Porfido
  • Simbologia dei Mosaici
  • La leggenda del Tempio di Bacco
  • I restauri cinquecenteschi
  • Le devastazioni dei barbari
  • La Basilica Onoriana
  • Lo scalone di Giuliano della Rovere (poi Papa Giulio II)
  • I rifacimenti di Paolo V e del Card. Veralli
  • Il Miracolo del 12 Aprile 1855
  • I rifacimenti di Pio IX
  • Il Convento di Sant’Agnese

Visita/Evento di Sant’Agnese in occasione dell’Offerta degli Agnelli (21 Gennaio 2025)

  • Processione degli Agnelli
  • Benedizione degli Agnelli
  • Santa Messa
  • Festa e Benedizione

Visita Botanica a Villa Leopardi

  • Le ville lungo la Via Nomentana
  • La ex Vigna Crostarosa
  • Le aste pubbliche dei beni ecclesiastici del 1874
  • La Proprietà Leopardi Dittajuti
  • Il Casino di Villa Leopardi
  • Il Giardino della Villa
  • I progetti del Giardino
  • Le attività dell’Associazione degli Amici di Villa Leopardi

Visita a Villa Chigi

  • La villa del Cardinale Fabio Chigi
  • La Roma del Settecento
  • Le feste del Settecento Romano
  • La storia del Casino 
  • I restauri del Giardino del 2000
  • L’attuale progetto di restauro del Parco

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1.3. A scuola con Roma2pass 2024 – 2025

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Accademia di Belle Arti

Era l’anno 1845 quando, sulla via di Ripetta, dal lato verso l’antico porto omonimo, era inaugurata l’Accademia di Belle Arti.

L’architetto Pietro Camporese il Giovane (Roma, 1792-1873), che l’aveva ideata, aveva realizzato due nuclei collegati tra loro da un corpo attraversato da una ampia volta a botte arricchita, nel prospetto principale su piazza Ferro di Cavallo (lungo via Ripetta), da una struttura classicheggiante con colonnato ionico.

L’andamento dell’intera struttura assumeva, in pianta, uno sviluppo vagamente a ferro di cavallo, un’indicazione che da allora diventerà sinonimo dell’edificio fino ad offrire il nome alla piazza.  Attorno all’area destinata alla costruzione vi erano delle preesistenze molto significative: l’asse viario di via Ripetta era pienamente impostato e, nei pressi, importanti presenze architettoniche erano costituite dalla chiesa di S. Rocco, pochi anni prima terminata dall’architetto Valadier in stile sicuramente neoclassico.  La zona era poi caratterizzata dalla facciata di Santa Maria in Portae Paradisi, di pertinenza dell’Ospedale di San Giacomo in Augusta, detto degli Incurabili, nonché dell’Anfiteatro Corea, come allora era chiamata la struttura per gli spettacoli realizzata sopra i ruderi del Mausoleo di Augusto.

La zona stava già assumendo uno specifico ruolo artistico in quanto vi sorgeva, nei pressi, lo studio di Antonio Canova e, sulla non lontana via Margutta, cominciavano ad aprirsi i primi studi d’artista.

Papa Gregorio XVI, che aveva decretato la costruzione dell’edificio, fu all’epoca da alcuni criticato perché si erano spesi troppo soldi, specie in riferimento ad un periodo piuttosto critico per le finanze e per la storia dello Stato della Chiesa. L’edificio, infatti, aveva richiesto un cospicuo investimento non solo per la parte specificatamente architettonica ma anche per la dotazione di numerosissimi calchi in gesso che erano considerati fondamentali per la formazione dei giovani artisti.

La grande aula per le riunioni era stata arricchita, già in fase di costruzione, da due gigantesche statue dei Dioscuri, copia di quelli marmorei da originali di Fidia che ornavano, assegnandole addirittura il nome, la piazza di Monte Cavallo (com’era chiamata all’epoca piazza del Quirinale).  Papa Gregorio XVI aveva deciso di far costruire uno stabile appositamente come scuola per gli artisti poiché questi, da anni, o meglio da secoli, erano andati migrando da un edificio all’altro di Roma, sempre utilizzando strutture precedentemente adibite ad altro scopo.

L’istituzione artistica romana era antichissima, risalendo alla medievale Università dei Pittori, Miniatori e Ricamatori.  Sisto IV, nel 1478, rinnovando gli statuti dell’antica Università, aveva concesso un piccolo oratorio che fu dedicato a San Luca, protettore degli artisti.  Gli scultori erano a quel tempo ancora legati all’Università degli Scalpellini dalla quale si scissero nel 1539, all’epoca di papa Paolo III per interessamento di Michelangelo.

Nella seconda metà del 1500 il pittore Girolamo Muziano si fece promotore di una vera e propria scuola per insegnare le arti ai giovani, così Gregorio XIII, accogliendone le richieste, autorizzava, nel 1577, l’istituzione di un’Accademia Romana di Belle Arti con annessa Congregazione, sotto la protezione di San Luca, con sede all’Esquilino (allo stesso Papa si deve l’istituzione della Congregazione di Santa Cecilia per i musicisti). Pochi anni dopo, Sisto V, tolta la sede sull’Esquilino, assegnava all’Accademia la Chiesetta di Santa Martina presso il Foro Romano (che in seguito fu rinnovata da Pietro da Cortona e prese il nome dei Santi Luca e Martina) con annessa Accademia di San Luca di cui fu primo principe Federico Zuccai. Nel 1754 Benedetto XIV istituì l’Accademia del Nudo che fu diretta da quella di San Luca, con locali sul Campidoglio.

Dal 1804 gli studenti furono ospitati in varie altre sedi fino alla costruzione dell’edificio del Camporese. Con l’avvento di Roma Capitale l’istituzione scolastica passò allo Stato e così anche l’istituzione artistica mentre l’Accademia di San Luca, trasferita la sua sede in Palazzo Carpegna, continuò ad assolvere funzioni in favore delle Arti.

Il Regio Istituto di Belle Arti, fondato alla fine del 1873 dal Ministero, cominciò a funzionare nel 1874.  Il programma di studio fu ripartito in un corso preparatorio della durata di un anno, un corso comune con tre anni d’insegnamento e un corso speciale di altri tre anni. Il corso speciale era diviso in quatto indirizzi: Figura disegnata, Ornato e decorazione, Modellato e Architettura. Con l’avvento del fascismo, il neoministro della Pubblica Istruzione Giovanni Gentile attuò una profonda riforma della scuola e, con Regio Decreto del 1923, si istituirono i Regi Licei Artistici e le Accademie di Belle Arti. Nel 1962 furono aggiornati i programmi di studio del Liceo e, nel 1974, in attuazione dei Decreti Delegati, il Liceo ricevette una sua autonomia, separandosi amministrativamente dall’Accademia di Belle Arti.  Personalità significative hanno insegnato nell’istituto, quali Afro, Carrino, Cordio, Consagra, Guelfo, Guccione, Maccari, Mafai, Monachesi, Novelli, Nunzio, Purificato, Sanfilippo, Tacchi, Turcato.  Altri artisti e architetti insigni ne sono stati allievi, come Ceccobelli, Dessì, Levini, Bordini, De Renzi, Lai, Lombardi, Mainardi, Miarelli, Pellegrin, Ridolfi, Sacripanti.
Nel 2001, in attuazione del piano del dimensionamento del comparto scuola, il Primo Liceo Artistico venne fuso con il Sesto Liceo Artistico, prendendo la denominazione di Liceo Artistico Statale “Via di Ripetta”.

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via di Ripetta

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“La deportazione degli ebrei romani residenti nel Municipio II” di Bruno Caracciolo

Siamo nell’autunno del 1943.  Dopo un inizio della guerra che aveva visto le armate dell’Asse vittoriose, nel corso del 1943 la situazione volse a favore degli Alleati.  A febbraio le truppe che avevano invaso la Russia uscirono sconfitte dalla battaglia di Stalingrado e furono costrette alla ritirata; a maggio italiani e tedeschi furono cacciati al di là del mare nel Nord Africa. La disponibilità di basi aeree e navali a poca distanza dalle coste italiane consentì lo sbarco degli Alleati in Sicilia il 9 luglio 1943 e il 19 agosto le truppe italo-tedesche abbandonarono l’isola.  Continue reading

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