Buffalo Bill a Roma

Nel 1890 treni speciali portarono a Roma il colonnello William Frederick Cody, detto Buffalo Bill, il celebre cacciatore di bufali incarnazione dello spirito d’avventura del selvaggio West. All’epoca aveva 34 anni e venne in Italia con il suo circo Wild West con cui girava tutta Europa.

Una carovana di centinaia di persone, animali e attrezzature arrivò in treno da Napoli dove era sbarcata, per dare vita al Buffalo Bill Wild West Show, spettacolo che voleva rievocare il mito della “Frontiera americana”. L’esibizione prevedeva cavalcate di cowboys che prendevano al lazo le vacche e domavano i cavalli selvaggi , manovre di artiglieria contro un villaggio pellerossa, assalto a un convoglio di pionieri. Tra gli “attori” c’erano i grandi capi Toro Seduto e Alce Nero e la famosa Calamity Jane.”

L’accampamento della troupe fu sistemato ai Prati di Castello, dove è l’attuale piazzale Clodio e stette lì quasi un mese. Gli spettacoli ebbero luogo lì vicino,in piazza d’Armi. La curiosità che provocò Buffalo Bill e gli indiani che erano con lui fu davvero tanta e la folla che partecipava agli spettacoli fu enorme. Il biglietto d’ingresso all’accampamento costava la ragguardevole cifra di 5 lire e l’incasso, strabiliante, fu di 160 000 lire nei primi 11 giorni.

Buffalo Bill si era convertito al cattolicesimo e, durante la sua permanenza romana,  fu ricevuto nei più eleganti salotti. Insieme ai suoi cowboys e ai Sioux vestiti di tutti i colori si presentò in piazza San Pietro, gremita di gente per l’anniversario dell’incoronazione di Leone XIII, e venne condotto dai camerlenghi fino alla tribuna nella Cappella Sistina dove prese posto tra la nobiltà romana. Quando il pontefice uscì nella piazza, i cowboys e gli indiani si inchinarono rispettosamente e si fecero il segno della croce. Il Papa, colpito dal loro atteggiamento, diede loro la benedizione. I giornali dell’epoca raccontarono che gli insoliti ospiti riportarono una profonda impressione alla corte del pontefice. Buffalo Bill, insieme ai cowboys e agli indiani del suo spettacolo, si fece poi fotografare al Colosseo, e davanti ad altri monumenti romani.

Qui a Roma però, il grande Buffalo Bill fece una pessima figura. I suoi cowboys sfidarono tutti e i butteri della campagna romana raccolsero la sfida e la vinsero.

Malgrado il pessimo tempo, innanzi ad una grande folla, il 4 marzo avvenne la sfida, che consisteva nel sellare e cavalcare, senza essere disarcionati, alcuni indomiti puledri. L’incontro ebbe aspetti veramente drammatici: n puledro preso al laccio spezzò tre funi trascinando quattro cowboys, un altro ruppe due funi. Alla fine i cavalli furono atterrati, sellati e portati con la bocca sanguinante e furibondi attorno alla pista. Tra i butteri romani che raccolsero la sfida si distinse Augusto Imperiali, detto Augustarello, a capo di un gruppo di nove compagni della tenuta del duca Caetani di Sermoneta. Domato un morello, il buttero riuscì a saltargli in groppa e a guidarlo in una stupenda galoppata attorno al campo, tenendo con la destra le redini e con la sinistra il cappello. Lui fu più bravo di tutti e avrebbe dovuto vincere il premio in denaro previsto per la scommessa. Ma Buffalo Bill disse che Imperiali aveva messo troppo tempo a terminare la prova e, tra i fischi del pubblico, i rifiutò di pagare. Buffalo Bill ordinò spumante per brindare con i vincitori approfittando dell’occasione per dare una nuova prova della sua bravura: prendere di mira i turaccioli delle bottiglie, senza sbagliare un colpo.

Il giorno dopo, forse scottato dalla pessima figura, smontò le tende e lasciò Roma.

L’avvenimento è ricordato da una serie di immagini scattate dal fotografo dilettante Luigi Primoli, fratello del più celebre Giuseppe, e da Charles Abéniacar, che negli anni umbertini documenta soprattutto gare sportive ed esercitazioni militari.

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