Tor Fiorenza e il quartiere di piazza Vescovio 1942

Dal capitolo Quartiere Savoia del libro di Guglielmo Cerroni: Roma nei suoi quartieri  e nel suo suburbio Palombi Editori, 1942.

Alle sue spalle ecco, ora Tor Fiorenza: anzi. ecco quel cocuzzolo che oltre la via del Monte delle Gioie, oltre la via di Villa Chigi si affaccia in ripida scarpata sulla via Salaria, e da cui domini il panorama suggestivo della pianura abbracciata dai nastri lucenti dell’Aniene e del Tevere.   

Qui sono nati dei grattacieli. ma dei grattacieli cui all’altezza corrisponde l’estensione. Case popolari: linde. moderne, dotate di ogni conforto Di quassù ammiri un panorama vivido come un quadro: l’aeroporto sullo sfondo con i suoi apparecchi che si levano in volo, con i trimotori delle linee postali che vi atterrano. Hai la sensazione precisa del movimento che si svolge nella stazione aerea dell’Urbe.

A sinistra, sotto il Monte Antenne, l’Aniene si snoda pigro, per buttarsi nel Tevere che separa Tor di Quinto da questa zona. A destra Val Melaina, con le sue case che sembrano balocchi e Città Giardino che sembra una carta topografica in rilievo sul velluto dei prati.

La linea ferroviaria Roma-Firenze ti fa pensare a lontananze suggestive a belle contrade, e magnifiche città, e la ferrovia elettrica Roma-Viterbo che sta alla sinistra, a cavalcioni tra il Tevere e l’Aniene, ti fa pensare che sarebbe bello realizzare una proposta molto vecchia. Distaccare, cioè, un tronco urbano da questa linea, in modo da congiungere con rapidità l’Aeroporto, via di Val Melaina e di conseguenza Monte Sacro, col piazzale Flaminio.

Questo centro è uno dei fulcri delle comunicazioni interne cittadine e conta realizzazione si creerebbe una vera e propria linea metropolitana, tale da dare maggiore snellezza al traffico di essa. Si calcola tecnicamente che con la diramazione sarebbe possibile raggiungere dall’Aeroporto il piazzale Flaminio in cinque minuti, e da Val Melaina in otto o dieci al massimo.

Sono pensieri che vengono alla mente ammirando questo incantevole panorama di quassù. dai grattacieli di questa nuova zona nata dall’altura dominante una piana ubertosa e che sa la canzone possente dei trimotori, il cadenzato rombare dei piccoli apparecchi da turismo e la sonora nascita della nuova stazione del Littorio che è sorta di fronte all’Aeroporto..

Tor Fiorenza è nata su di un’altura che domina tutta la meravigliosa zona solcata dalla grande arteria consolare che è una delle più suggestive che si partono da Roma e che per quasi tutta la sua lunghezza è fiancheggiata di platani ed ippocastani. Il nome di Tor Fiorenza deriva secondo alcuni da una torre che era elevata nella direzione che in linea d’aria è volta verso l’orizzonte di Firenze. Secondo altri Fiorenza sarebbe stata una famiglia che qui aveva il suo fondo. Una via, quella del Monte Antenne, ricorda l’antichissima Antemone sulla destra dell’Aniene che si vuole Romolo abbia conquistata per prima tra i centri laziali, Il possesso dei Chigi è ricordato dall’attuale via di Villa Chigi che sbocca nella zona lasciata intatta dall’edilizia e che confina con la strada ferrata Roma-Firenze. Tor Fiorenza collegata dalle sue strade attraverso piazza Vescovio con la zona di piazza Crati, è quartiere eminentemente abitato da impiegati e funzionari. Le sue case sono grattacieli, ma anche notevoli come capacità: veri piccoli paesotti che ricordano il sistema delle costruzioni ad alveare. La zona è in via di sistemazione essendo una delle più recenti come nascita. L’Istituto Nazionale Fascista Assistenza agli Invalidi del Lavoro (ndr oggi INAIL) vi ha costruito il suo grande istituto ortopedico e traumatologico per i grandi invalidi del lavoro che è una delle più notevoli realizzazioni assistenziali per i lavoratori.

Fonti: Cerroni, Roma nei suoi quartieri  e nel suo suburbio Palombi Editori 1942.

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