Film: Guardie e ladri

Guardie e ladri è un film del 1951 diretto da Mario Monicelli e Steno con Totò, Aldo Fabrizi, Pina Piovani, Carlo Delle Piane, Ernesto Almirante, Ave Ninchi, Rossana Podestà, Mario Castellani, Aldo Giuffré, […].

Il film, che s’innestava nella corrente neorealista, è una delle opere più importanti nate dalla collaborazione artistica tra i registi Monicelli e Steno nonché uno dei migliori di Totò, la cui interpretazione è ancora oggi riconosciuta come una delle sue prove attoriali più apprezzate.

[…] La sceneggiatura, ambientata a Roma durante il secondo dopoguerra, vede come protagonista Ferdinando Esposito, un ladruncolo sfuggito a una guardia e che questi deve ricatturare, pena la perdita del posto. Dopo inseguimenti vari, i due finiscono per divenire amici, scoprendo di avere molti problemi che li accomunano, nonostante la totale discordanza dei ruoli. Distribuito nelle sale italiane nel novembre del 1951 e presentato in concorso alla 5ª edizione del Festival di Cannes, valse a Piero Tellini il premio per la sceneggiatura e a Totò il Nastro d’argento. Inizialmente ebbe noie dalla censura, tuttavia fu particolarmente acclamato dalla critica dell’epoca che lo giudicò un classico dell’allora nascente filone della commedia all’italiana. (1)

Scena: L’inseguimento tra Ferdinando Esposito (Totò) ed il brigadiere Bottoni (Aldo Fabrizi) è cominciato da poco. I due sono ancora sulle auto e, prima di scendere e proseguire a piedi, passeggeranno come si vede per piazzale Manila; da qui è scomparso il monumento equestre di Simon Bolivar, scolpito da Pietro Canonica e inaugurato nel 1934 da Mussolini, visibile sulla sinistra del fotogramma. Il monumento è oggi in piazzale Simon Bolivar, a circa un chilometro da dove era posizionato nel film. Piazzale Manila era un luogo tranquillo allora, ma la calma durò ben pochi anni perché nel 1960, in occasione dei giochi olimpici, fu costruito il viadotto di Corso Francia che ha portato e porta tuttora una grossa mole di traffico da nord verso il centro e che ha reso quel piazzale un rumorosissimo crocevia.(2)

Luogo: Piazzale Manila

Scena:  In precipitosa fuga dalla guardia: Siamo in pieno inseguimento: Ferdinando Esposito (Totò) sta cercando di sfuggire a piedi alle grinfie del brigadiere Bottoni (Aldo Fabrizi), di un americano truffato con la famosa “patacca” e perfino di un tassista a cui non e’ stata pagata la corsa (Mario Castellani). Scesi dalle auto, i nostri protagonisti proseguono l’inseguimento verso la zona del quartiere Africano. Qui li vediamo scendere per quella che un tempo era via di Ponte Salario, oggi diventata un enorme cavalcavia! Infatti, lì dove correvano Totò e Fabrizi ora c’è la circonvallazione Salaria, un asse attrezzato in piena città. L’unico edificio che puo’ confermare l’esattezza del luogo è quello che si vede sulla sinistra in Viale Somalia, ma per il resto l’area è del tutto irriconoscibile, perché  lì all’epoca sorgeva una borgata spontanea fatta di baracche e case mal costruite. (2)

Luogo: Via di Ponte Salario

Scena: L’osteria della fuga dalla toilette: L’inseguimento si è concluso e il ladro (Totò) si è arreso alla guardia (Aldo Fabrizi). Dopo un ultimo esilarante scambio di battute i due si avviano verso un’osteria, dalla cui toilette Ferdinando Esposito (Totò) fuggirà abilmente. Ebbene, la casupola che si vede qui è uno dei pochissimi edifici presenti nella lunga scena dell’inseguimento ad essere ancora intatto. Oggi è abitata. É circondata dagli alberi e infossata in un punto difficilmente raggiungibile, in un piccolo lembo di terra chiuso tra la Tangenziale Est e la linea ferroviaria Roma – Firenze. La strada che i due percorrevano fin lì dal masso dove Totò si era seduto dichiarandosi preso si riesce ancora in qualche modo a ritrovare ma è completamente immersa nella vegetazione. (2)

Luogo: Prato della Signora | Via Valentino Fioravanti

Fonti:

Video:

 

 

 

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