Giardini della GNAM

I giardini della Galleria Nazionale d’Arte Moderna sono composti dai due giardini ai lati della salinata d’ingresso e dal Giardino delle Fontane che si affaccia su via Ulisse Aldrovandi.

MAPPA PINCIANO 5 della Zona Pinciano 5 (da Villa Taverna a Villa Giulia)   

Nei giardini che fiancheggiano la scalinata di accesso alla Galleria sono collocate alcune opere del XX e XXI secolo. Le sculture ai lati opposti del parterre dialogano tra loro grazie all’accento posto su tematiche storico-sociali. Pace sulla terra (1969 – 1971) di J. Lipchitz esprime grazie al movimento delle masse plastiche annodate che si librano alte nello spazio e nella luce il tema del sacrificio dei popoli oppressi che lottano per la libertà. Barca – Muro d’Europa (1979) di F. Mauri simbolizza una frattura che è stata presente in Europa, il Muro di Berlino, mediante un muro in mattoni che divide in due parti un gozzo in legno.

Nei pressi della scalinata sono collocate due opere accomunate dall’impiego di materiali industriali. Roma 2010, (progetto 2010 – realizzazione 2011) di M. Staccioli sviluppa l’idea di una scultura che si pone in stretta relazione con il luogo – inteso nella sua concezione sia fisica che sociale – nel quale e per il quale è stata realizzata. Grande Spirale (1962) di E. Colla, una delle sue opere più note, è un progetto realizzato con materiale industriale standard e con procedimenti industriali e segna l’affrancamento dell’artista dall’utilizzo di oggetti trovati.

Il Giardino delle Fontane conserva le opere di Lucilla Catania, Cloti Ricciardi e soprattutto di Maria Dompè. Quest’ultima ha creato l’unica opera al verde di un museo pubblico italiano, il «Giardino dell’Anima», un poetico esempio di arte ambientale con una forma geometrica a cerchi concentrici, nata dalla natura, che galleggia nell’acqua, fra le ninfee, dialogando con la circostante modulazione ondulata del prato, parte integrante dell’opera. Il «Giardino dell’Anima» propone un’esperienza multisensoriale, con la percezione dei riflessi dell’acqua, dei profumi, a seconda delle stagioni, emanati dai fiori attentamente scelti e disseminati tutt’intorno, della brezza animata dagli stridii degli uccelli, persino dello scricchiolare dei passi del visitatore sul granello di Tivoli, scelto dalla Dompè per caratterizzare le parti praticabili del giardino.

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