I Racconti del Flâneur : “Il bersagliere incantato”

Nella Roma dei Papi esistevano almeno sei statue “parlanti”, ruderi di monumenti in marmo di epoca imperiale, che i burloni adornavano con motti e versi satirici; e così Pasquino, Madama Lucrezia, l’Abbate Luiggi, il Babbuino, Marforio e il Facchino “dialogavano” tra loro rimandandosi, in un crescendo salace, i commenti e i segreti della curia romana o della nobiltà nera. Dopo la presa di Roma, fuori le mura aureliane, le statue sono sorte forse meno numerose e meno caustiche, ma non per questo prive di storie da raccontare.  Continue reading

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I Racconti del Flâneur : “Napoleone Bonaparte, la verità storica”

Nel bicentenario della morte di Napoleone i Racconti del Flâneur pubblica un ritratto “controcorrente” di Bonaparte scritto da Carlo De Bac, convinto pacifista: “Napoleone Bonaparte, la verità storica”  con un contributo di Andrea Ventura sulla Roma Napoleonica.

L’immagine che Carlo da di Napoleone è decisamente negativa. Il suo libello trae spunto dalla famosa frase dell’ode “5 Maggio” di Manzoni :”ai posteri l’ardua sentenza” e la sentenza, dopo duecento anni, e alla luce di migliaia di pagine di ricerche e pubblicazioni, svolte da centinaia di studiosi in tutto il mondo, non è sempre assolutoria. In questo caso il lato oscuro di Napoleone evidenzia anche i gravi saccheggi perpetrati dalle truppe francesi in tutta Italia e a Roma in particolare.

Nel (ri)leggere l’ode il “5 Maggio”, con il suo ritmo incalzante, specie per chi (come molti soci di AMUSE) ha dovuto mandarla a memoria, non è possibile non accompagnare la recita con una celebre “colonna sonora”: la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore Op. 55 “Eroica” di  Ludwig van Beethoven. Ebbene, proprio la storia dell’ “Eroica” evidenzia le contraddizioni di Napoleone, che da incarnazione dei principi della rivoluzione francese si trasforma, agli occhi di Beethoven (e poi, con il tempo, a quelli moltissimi altri intellettuali artisti, politici e semplici cittadini), in un “tiranno”. Quando Beethoven scrisse questa sinfonia, sul manoscritto, in cima al frontespizio, compariva la dicitura “Bonaparte”  e “Ludwig van Beethoven” in fondo. Ma non appena Beethoven ricevette la notizia che Bonaparte si era dichiarato Imperatore, esclamò in preda all’ira: “Quindi non è altro che un comune mortale!  Ora calpesterà tutti i diritti dell’uomo, cederà alla sua ambizione; ora si crederà superiore a tutti gli uomini, diventerà un tiranno!”. Afferrò la parte superiore del frontespizio, lo strappò a metà e lo gettò a terra. La pagina dovette essere ricopiata, e fu solo allora che la sinfonia ricevette il titolo di “Sinfonia Eroica”.

Ebbene è proprio questa trasformazione che De Bac racconta, nel racconto Napoleone Bonaparte, la verità storica” 

Alla fine delle “nefandezze” napoleoniche, Andrea Ventura ha aggiunto una visione della “Roma Napoleonica” e di quanta parte dell’architettura e dell’arte di quel periodo si trovi proprio nel Municipio II. Queste innovazioni ambientali e architettoniche rivelano comunque lo spirito di servilismo che ha contraddistinto il comportamento della maggior parte degli italiani di allora nei confronti di Napoleone.

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I racconti del Flâneur Roma2pass: “La Scuola di Arte Educatrice nelle Mura Aureliane”

Fino al 20 settembre del 1870, le Mura Aureliane servivano a “difendere” Roma, poi hanno perso la propria funzione militare e, in varie occasioni, le torri e le porte sono state riconvertite in uffici, musei, studi di artisti, pub (sì! il circolo dei dipendenti dell’Ambasciata Britannica a Porta Pia è uno stupendo pub sulle mura), un palazzo nobiliare (villa Gentili-Dominici) e perfino una scuola.  Continue reading

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I racconti del Flâneur Roma2pass: “Targa a Enzo Fioritto”

Le strade di Roma, e quelle del Municipio II in particolare, sono punteggiate da targhe marmoree che ricordano personaggi, spesso sconosciuti, che hanno vissuto nei palazzi che sorgono lungo le sue strade.  Spesso sono vittime della ferocia nazista, a volte assassinati alle Fosse Ardeatine, altre volte caduti per la Patria.  Continue reading

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I racconti del Flâneur: “Il lago fantasma del Re”

Il “Racconto del Flâneur” di questa settimana si intitola “Il lago fantasma del Re” e parla di un lago scomparso nel folto della vegetazione di Villa Ada. Per presentarlo però dobbiamo partire da una passione ormai desueta e anche antipatica a molti: la caccia.  Ma la caccia è un’attività che l’uomo svolge da sempre e le persone che hanno questa passione ne sono talmente dipendenti che, letteralmente, “non pensano ad altro”.  (cliccare su ogni singola foto per aprirla in un’altra pagina e vederla nelle sue dimensioni reali)

Un illustre e appassionato cacciatore fu il primo Re d’Italia, Vittorio Emanuele II, che quando fu “costretto” a vivere a Roma (dopo il 1870) chiese subito di poter andare a caccia, senza venir meno ai suoi obblighi di Sovrano.  I suoi ministri si misero alla ricerca di una tenuta sufficientemente ampia (e fornita di selvaggina) nei dintorni di Roma e finalmente, nel 1872, il re riuscì ad acquistare (di tasca propria) la vecchia villa Pallavicini sulla via Salaria, le proprietà intorno e il monte Antenne.   Aveva finalmente a disposizione un parco di circa 200 ettari, ricco di animali selvatici, a meno di 3 chilometri dal Quirinale (cioè da casa) e a un chilometro da Villa Mirafiori, dove viveva la sua Bella Rosin.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è pa2-Fontanaccio-150x150.jpg Il re amò così tanto questa villa da farla abbellire con piante, fontane, costruzioni nei pochi anni in cui riuscì a godersela. E tra i tanti interventi richiesti dal Re ci fu anche un grande lago artificiale al centro della proprietà, per favorire la presenza di selvaggina, sia di piuma che di pelo.     La passione del Re per la caccia era così forte che un freddo giorno del gennaio 1878, nei pressi dei bordi di questo lago vicino a una fontana (oggi detta Fontanaccio), stette così a lungo appostato nei rovi, in attesa di una lontra che si era intanata, da ammalarsi di polmonite e morirne.

Ringraziamo Lorenzo Grassi per averci offerto la storia che presentiamo questo giovedì, in cui ci racconta proprio di questo lago, di come sia stato perduto nella boscaglia e poi ritrovato grazie ai pochi ruderi nascosti nel verde.

Speriamo che i nostri lettori si incuriosiscano e vadano anche loro a Villa Savoia, cioè Villa Ada, “a caccia” di questo lago fantasma o del Fontanaccio (noi in ogni caso, per evitare che qualcuno ci prenda sul serio e si perda nel bosco, inseriamo, qui sotto, la mappa).

Il lago fantasma del Re

Buona lettura!  (cliccare sul titolo per leggere il racconto)

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I racconti del Flâneur: “21 gennaio: festa di Sant’Agnese”

Questa settimana nella rubrica “i Racconti del Flâneur Roma2pass” pubblichiamo una storia della nostra amica Flâneuse Maria Grazia Toniolo, che ci parla del rito degli agnellini che simboleggiano Sant’Agnese e che il 21 gennaio di ogni anno vengono benedetti nella Basilica dedicata alla santa sulla via Nomentana.

Si tratta di un rito particolare e commovente, che si tramanda da secoli e che serve a fornire alle suore che allevano questi agnellini, la lana per tessere i pallii con i quali il 29 giugno il Santo Padre decora le spalle nei nuovi arcivescovi metropoliti.

Questo racconto, come quelli già pubblicati e altri che seguiranno, vuole invogliare gli abitanti del Municipio II, a partecipare a riti quasi sconosciuti che si svolgono in questo territorio e a visitare luoghi forse dimenticati. In figura: Domenichino, Sant’Agnese, Castello di Windsor (Berkshire)

Leggi il racconto “21 gennaio: festa di Sant’Agnese” di Maria Grazia Toniolo.

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I racconti del Flâneur: “I racconti del Barbiere”

Questa settimana, nella rubrica  i Racconti del Flâneur, Roma2Pass presenta un ricordo di Massimo Santucci che parla di un flâneur del tutto particolare: il barbiere di piazza Pitagora. Un personaggio, ormai scomparso, ma che, tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, era conosciutissimo in zona e che, a sua volta, conosceva tutti e tutto del circondario.

La nuova storia s’intitola I racconti del barbiere e per leggerla basta cliccare qui Continue reading

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I racconti del Flâneur: “Quando a piazza Ungheria arrivarono i carri armati”

Anche questo giovedì AMUSE, pubblica una nuova storia nella rubrica “I Racconti del Flâneur Roma2pass”.

Questa volta Corrado Iannucci ci presenta una testimonianza raccolta da un coraggioso ufficiale che partecipò alla difesa di Roma dopo la caduta del fascismo nel 1943.  Il teatro della storia è piazza Ungheria che allora si trovava al centro di residenze importanti e caserme di rilievo.  (in figura: “Lancieri di “Montebello” in tenuta da servizio armato ed un autocarro di fronte alla chiesa di San Bellarmino. Foto comunitaolivettiroma) Continue reading

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Interessanti conferenze su Roma

Le conferenze organizzate settimanalmente dall’istituto di Studi Romani sono disponibili online.

Nella pagina www.studiromani.it/conferenze.html è possibile sia consultare il programma mensile delle conferenze che avere il pulsante da cliccare per vedere la specifica conferenza di interesse (nell’ora del suo inizio) sul proprio PD, pad o telefonino.

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