pa33 Viale Romania. Dalla LUISS a piazza Ungheria

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(pa33 Copertina)  IMMAGINE SENZA AUDIO   

pa33 2 audio vr170 – FOTO CARTELLO STRADA

In questa video-passeggiata percorreremo il tratto di viale Romania che dall’incrocio con via Slataper ci porta a piazza Ungheria.

E’ un percorso breve che ci darà modo di presentarvi la LUISS, su terreno dell’antica Villa Heritz, e la piccola area diventata il vero e proprio “centro commerciale” dei Parioli. Concluderemo con un accenno all’Acqua Vergine, l’acquedotto che, sottoterra, segue il tracciato di viale Romania. 

Come al solito, una passeggiata di duecento metri o poco più, piena però di storia e di scoperte!

pa33 3 ex vR171    VIDEO PRM IN LOCO –

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Il grande cancello è l’ingresso di una delle sedi romane della LUISS Libera Università degli Studi Sociali, un grande complesso universitario con un parco che si estende in profondità fino a via Panama e, in larghezza da via del Canneto al complesso di San Bellarmino.   (LUISS – viale Romania 32)  Nel secondo dopoguerra, il complesso è acquistato dall’Istituto religioso femminile dell’Assunzione, fondato in Francia a metà Ottocento da Maria Eugenia di Gesù. E sono le Dame dell’Assunzione (come si fanno chiamare le consorelle di Maria Eugenia) che hanno realizzato il grande complesso scolastico che vediamo ancora oggi.  INTERRUZIONE 

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vR 180   –  In particolare le suore realizzano: (LUISS – viale Romania 32) 

  • (…) una chiesa, allora dedicata a Santissima Maria Assunta e oggi trasformata nell’aula magna dell’ateneo,
  • (…) il loro convento, intorno a un grande chiostro a destra della chiesa,
  • (…) il grande edificio delle aule che arriva fino al limite della proprietà, dove inizia san Bellarmino.

(…) Ma la storia di questi luoghi è molto più antica. INTERRUZIONE 1 SEC vR190 –  (…) Anche qui, i primi documenti sulla sistemazione dell’area risalgono al Seicento quando davanti a noi, tra il vicolo di San Filippo e via Salaria, si estendeva una grande proprietà della famiglia Altieri. A inizio Ottocento, al posto dell’antica vigna Altieri troviamo:

vR 200  –  (…) Se vi interessa, il casino nobile di Villa Lecce è ancora lì sulla via Salaria, tra via Panama e via BruxellesEccolo. Anche se completamente rifatto a inizio Novecento, è facile riconoscerlo, per via del grande portale settecentesco della villa che, oggi incomprensibile, è ancora lì a fianco.  vR 205  –  A fine Ottocento, Giovanni Campbell Smith, conte De Heritz, acquista Villa Lecce e Villa Digne e sistema il casino nobile di quest’ultima: facendo nascere così la grande Villa Heritz. (Giovanni Campbell Smith conte De Heritz) Il conte De Heritz era Cameriere Segreto di Cappa e Spada nella corte pontificia, incaricato del servizio personale a papa Benedetto XV. La carica, appannaggio delle famiglie nobili romane e non solo romane, (Camerieri Segreti di Cappa e Spada)  è stata abolita solo nel 1968 da papa Paolo VI.   Dopo la morte del conte, nel 1919, gli eredi vendono la proprietà alla Società Generale Immobiliare che stipula con il Comune, nel 1928, una convenzione per la costruzione di un grande quartiere residenziale di pregio.  vR 210  –  Ma per  fortuna, la fascia di terreno tra via Panama e Villa Savoia non può essere costruita per ovvi motivi di sicurezza della famiglia reale … e nemmeno la parte della villa su viale Romania, per via di una clausola introdotta dal conte De Heritz sull’obbligo di destinazione d’uso a scuola dell’antica Villa DigneRisultato di tali vincoli è stato che sull’area di Villa Heritz nasceranno solo le palazzine tra via Panama e via Bruxelles. (Villa Heritz: zona edificabile) INTERRUZIONE 1 SEC vR 215   –  Nel 1929, il vecchio casino nobile di Villa Heritz, sul vicolo di San Filippo è demolito e ricostruito. Il progettista è Giovanni Battista Milani che, … . nell’adozione del nicchione centrale, cita il distrutto casino della villa Sacchetti al Pigneto (oggi Pineta Sacchetti), opera seicentesca di Pietro da Cortona. INTERRUZIONE vR 220  – Nel nuovo casino di villa Heritz va ad abitare Bruno Mussolini, aviatore pluridecorato, terzogenito del Duce. (Villa Heritz – da via del Canneto) All’interno dell’abitazione, al piano terreno, Bruno fa realizzare dei cippi marmorei con scolpiti i nomi degli aviatori italiani suoi compagni nelle trasvolate intercontinentali. Dopo la morte prematura, avvenuta nel 1941 per un incidente in fase di atterraggio del suo bombardiere, la villa è trasformata in una specie di sacrario. Nel 1943, sotto il giardino davanti all’ingresso del casino, è realizzato un rifugio antiaereo. vR 222 –    Dopo la guerra, il casino di Villa Heritz con il parco residuo è acquistato dalle Suore dell’Assunzione, che si trasferiscono qui dalla sede di corso d’Italia e costruiscono la chiesa, il convento e poi il grande edificio scolastico. (Istituto dell’Assunzione – corso d’Italia 1) vR 225  –   Erano tempi in cui la scuola cattolica teneva particolarmente a cuore la formazione dei giovani, sia dei ragazzi, destinati a diventare i dirigenti della nazione, …  (viale dei Parioli 16 – ex Istituto San Gabriele) che delle ragazze, che dovranno occuparsi della famiglia e dell’educazione dei figli. (Istituto dell’Assunzione) Sono le suore dell’Assunzione che, una volta acquistata la villa, eliminano tutte le aggiunte del periodo fascista: Fanno interrare l’ingresso del rifugio antiaereo … e fanno seppellire nel parco, senza rivelare a nessuno il luogo esatto, un motore e un pezzo dell’ala dell’aereo in cui era morto Bruno Mussolini, ingombranti cimeli portati a Roma dai suoi camerati. INTERRUZIONE vR 227  –  Nel 2000, tutto il complesso è venduto alla Libera Università degli Studi Sociali, la LUISS,  che ristruttura e amplia gli edifici, sia quelli delle aule che quelli dedicati ai servizi, trasformando la villa in un moderno ateneo … del tipo delle prestigiose università anglosassoni e americane. INTERRUZIONE INTERRUZIONE

 

pa33 5 ex vR 280  – FOTO TARGA STRADALE

Lasciamo la LUISS e incamminiamoci su viale Romania verso l’incrocio con via Locchi.

Andiamo così a “esplorare” una particolare area del quartiere, che ci piace chiamare Borghetto Parioli.

pa33 6 ex vR 281 VIDEO IN VIALE ROMANIA ANG. V.SLATAPER  RIFARE SENZA I RIFERIMENTI ALLA SIGNORA 

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Per arrivarci, continuiamo a percorrere il viale verso piazza Ungheria  lasciando alla nostra destra il  bel palazzo all’angolo con via Slataper. I pini in mezzo al viale ci ricordano che il vicolo di San Filippo era largo circa la metà dell’attuale corsia destra e che la corsia sinistra, creata a spese dei proprietari confinanti, era dedicata al passaggio dei tram.  

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vR 282  ELIMINATO  – vR 285  –  Poco più avanti sulla destra, vediamo un edificio decisamente più vecchio di quelli che siamo abituati a vedere da queste parti. La cosa ci sorprende e ci spinge a pensare.  Il nome Parioli, lo sappiamo, evoca numerosi e spesso scontati luoghi comuni: ricchi signori, bionde consorti, ristoranti chic; esattamente come nei film di Carlo Vanzina.  Ma qui non è così! vR 290  –   Al civico 35 c’è un ferramenta. Lì accanto, c’è Il Grottino del Laziale, una vecchia trattoria che fa della cucina romana il suo cavallo di battaglia. Se c’entrate, scendendo tre gradini, sembra di stare a Trastevere. Affacciandoci su via Locchi poi, qualche metro più avanti, vediamo un negozio di casalinghi, un alimentari “vecchio stile”, il pescivendolo, una merceria, e perfino le pompe funebri. vR 291  Siamo in uno luogo insomma, in cui si sono concentrati i servizi più umili di questo esclusivo quartiere. (viale Romania 15 angolo via Locchi) INTERRUZIONE vR 295 –  Questa specie di Borghetto dei Parioli ha radici antiche. Qui sul vecchio vicolo di San Filippo, alcuni edifici isolati nella campagna ci sono da sempre stati. Eccoli, sulla mappa di fine Ottocento su cui il piano regolatore del 1909 è stato successivamente disegnato.   Uno di essi in particolare, era una stazione di posta per cambiare o far riposare i cavalli: Roma infatti era ancora lontana. In questa foto del 1919, vedete la stazione di posta di Torpignattara ma la nostra stazione, qui ai Parioli, non doveva essere molto diversa (Stazione di Posta – Torpignattara – 1910)    INTERRUZIONE 1 SEC vR 305 – A partire dagli anni Venti, Roma si allarga fuori le mura in tutte le direzioni. Anche da queste parti, antiche ville e vigne sono lottizzate e sorgono  numerosi cantieri edilizi. E arrivano centinaia di muratori, artigiani, operai che ovviamente hanno bisogno di mangiare e di bere. vR 307  –  Bulzoni, oggi prestigiosa enoteca a viale dei Parioli, apre in quegli anni qui una piccola bottega che vende il vino dei Castelli agli operai, che siedono ai suoi tavoli per mangiare il cibo portato da casa. Con gli anni, il quartiere intorno alla nuova piazza Ungheria, seppur ancora lontano dalla città, incomincia a riempirsi di abitanti. E le esigenze crescono. (viale dei Parioli – Villino) vR 310  –  Ma le prime costruzioni parioline sono villini e pochissimi degli altri edifici prevedono negozi sulla strada. Lungo viale dei Parioli, per esempio, non è previsto nemmeno un negozio, e in realtà fino al secondo dopoguerra ce ne saranno pochissimi. E tutto il commercio di questa zona si sviluppa su bancarelle e carretti dove comprare di tutto, anche, il ghiaccio da mettere della ghiacciaia. INTERRUZIONE 1 SEC vR 315  –  Prima della guerra, il mercato rionale era su piazza Ungheria, iniziava dal marciapiede di viale Liegi, e proseguiva su viale RossiniI banchi erano strutture mobili e, a fine giornata, venivano smontati e trasportati con carretti e in un deposito che … dove pensate che stesse? Stava qui, nel nostro Borghetto, in una casupola appoggiata al montarozzo che era dove oggi sorge il complesso di San Bellarmino. (viale Romania 22).  vR 320  –  Ma i banchi del mercato, in cui si vendono alimentari e poco più, non bastano. Servono anche gli accessori per la casa, la cartoleria per i bambini che vanno a scuola,  l’idraulico per il rubinetto che perde, la tintoria. E piano piano diverse botteghe  aprono nei locali su strada di questi edifici, caratterizzati da canoni di affitto contenuti. E le nuove palazzine che sorgono negli anni Trenta a via Locchi, di cui alcune realizzate dall’INCIS, non cambiano le caratteristiche di questa piccola area.      vR 325  –  E la sua missione commerciale si rafforza quando il Comune decide, sul finire della guerra, di spostare, qui a via Locchi, il mercato rionale. “Provvisoriamente” dissero allora, ma per più di cinquant’anni nessuno ha avuto il coraggio di spostarlo. Solo nel 2007 le pressioni del costruttore del nuovo grande residence realizzato al posto dell’Istituto San Gabriele rendono possibile il trasferimento del mercato. Ma l’apertura del grande supermercato sotto la vecchia scuola … (via Vittorio Locchi) e di un discount market  nel piccolo edificio all’angolo davanti a noi hanno permesso a questo strano Borghetto dei Parioli di rimanere pieno di vita e commerci. (viale Romania angolo via Vittorio Locchi) vR 326  –  Tale “specializzazione” dell’area è testimoniata anche dalla presenza delle numerose bancarelle che occupano, qui vicino, il marciapiede di viale dei Parioli e che nessuna protesta, da parte dei cittadini, è riuscita a far sloggiare. INTERRUZIONE vR 330 –  Dopo via Locchi, a destra vediamo un edificio rimesso a nuovo.  Era il casino di una vecchia proprietà, Vigna Masucci, che si affacciava sul vicolo di San Filippo. Con l’urbanizzazione della zona, il vecchio casale è ampliato e diventa un convento, le suore affittano i locali sulla strada e diverse botteghe si aggiungono così al nostro borghetto. vR 331  –  Qui c’era la gioielleria, il parrucchiere, il bar di Demetrio, un vecchio negozio di giocattoli conosciuto da tutti i bambini di queste parti. (viale Romania 5) Tutti sfrattati, quando una società dell’Opus Dei ha acquistato l’edificio, che oggi, completamente rimesso a nuovo, ospita una serie di attività legate al mondo universitario femminile. (viale Romania 5) vR 335 – Nel borghetto Parioli, infine, non poteva mancare il meccanico. Eccolo! Poco più, verso piazza Ungheria, l’autofficina di Massimo, un personaggio ormai storico in questo quartiere.   INTERRUZIONE INTERRUZIONE 

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Siamo arrivati alla fine della nostra passeggiata, ma dobbiamo ancora parlare di qualcosa che è stata sotto i nostri piedi per tutto il percorso,

da quando siamo partiti a via Mafalda di Savoia fino a qui: l’acquedotto dell’Acqua Vergine.

pa33 9 ex VR 345 – VIDEO VIALE ROMANIA ANG. V.LOCCHI (AQUA VIRGO)

Siamo sullo spartitraffico … c’è un grande tombino rettangolare, riconoscibile perché presenta un marchio improbabile da queste parti: quello delle Ferrovie dello Stato.  

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VR 347  –  E’ la traccia di un episodio avvenuto esattamente in questo punto. (viale Romania all’altezza di via Locchi) Qualche anno fa, un maestoso pino che era in mezzo al viale, crollò di schianto. Per fortuna era notte e non ci furono vittime. I primi curiosi, che si affacciarono … nel grande buco, creato dalle le radici ormai all’aria, intravidero un muro … in opus reticolatum, orientato più o meno nella stessa direzione della strada soprastante. INTERRUZIONE vR 350 – Era (anzi è, visto che sta ancora qui sotto) il condotto dell’Acqua Vergine, l’unico acquedotto romano con un percorso sotterraneo, voluto dal grande generale, amico e genero di Augusto, Marco Vipsanio Agrippa (il cui nome è inciso a caratteri cubitali sul fronte del Pantheon). L’acquedotto è lungo venti chilometri, con un dislivello di soli 6 metri tra sorgente e punto di arrivo: ciò significa che il condotto sotterraneo in cui scorre l’acqua ha una pendenza costante di soli 30 cm per chilometro.  vR 355 –  L‘Acqua Vergine sgorga a pochi chilometri da Roma, fuori il Raccordo Anulare tra la Tiburtina e la Prenestina. (Fontana di Benedetto XIV via Collatina Vecchia) Una volta arrivato nelle vicinanze di Roma, … il condotto devia verso nord.  Supera su arcate la valle dell’Aniene a Pietralata …  e  riprende il suo percorso sotterraneo verso ovest.   Passa sotto il quartiere Africano, sotto le catacombe di Priscilla, Villa Adaper poi deviare ancora verso sud e proseguire sotto via di san Filippo Martire e viale Romania fino a dove siamo noi ora. vR 356  –  Da qui devia a destra, supera, sottoterra naturalmente, viale dei Parioli, via Bertoloni e viale Bruno Buozzi e arriva sotto a Valle Giulia. (Pozzetto d’ispezione dell’Acqua Vergine – via Bertoloni 11) FARE FOTO POZZETTO D’ISPEZIONE DELL’ACQUA VERGINE ALL’INTERNO DI  VIA BERTOLONI 11 Questa foto, in cui si vede il condotto, è stata scattata sotto il Ninfeo della villa di papa Giulio!  (Villa Giulia – sotterranei)  L’Acqua Vergine prosegue sotto Villa Borghese, con il pozzo d’ispezione su viale del Muro Torto (Pozzetto d’ispezione dell’Acqua Vergine ) Villa Medici, dove il pozz d’ispezione è in via San Sebastianello (Pozzetto d’ispezione dell’Acqua Vergine)  vR 357  –  Arriva infine a Campo Marzio, dove le sue diramazioni danno il nome a via Condotti, o meglio via dei Condotti … e dove è finalmente possibile vedere l’acquedotto sia all’aperto in via del Nazareno  (Acqua Vergine via del Nazareno 9A) che al chiuso, nella Rinascente in via del Tritone.  (via del Tritone, Rinascente, piano -1) vR 358  –  Sono alimentate dall’Acqua Vergine tutte le fontane romane da Villa Giulia al centro di Roma. Tra di esse la fontana di Palazzo Borromeo in via Flaminia, la Barcaccia a piazza di Spagna, la splendida Fontana di Trevi e, infine, la Fontana dei Fiumi a piazza Navona. INTERRUZIONE INTERRUZIONE

 

 

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Riprendiamo a camminare su viale Romania, lasciando a destra i campi sportivi dell’oratorio di San Bellarmino

Dopo pochi passi siamo a piazza Ungheria. (MIN 5 SEC) 

pa33 12 ex vR 361 – VIDEO A PIAZZA UNGHERIA.

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La nostra passeggiata è terminata. Arrivederci alla prossima,  e non dimenticate di seguirci su www.roma2pass.it, su Facebook e sul canale Roma2pass di YouTube. Grazie 

pa33 13 ex Pagina finale – FARE

(pa33 99) Grazie per l’attenzione e arrivederci.

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