Mostra della Nuova Acqua Vergine al Pincio

La fontana-ninfeo, sistemata come mostra del nuovo Acquedotto dell’Acqua Vergine, domina l’affaccio su piazza del Popolo dalla collina del Pincio, la cui celebre terrazza panoramica è sostenuta dalle tre grandi arcate del loggiato entro il quale è collocata la fontana. Siamo nel rione Campo Marzio.

La prima idea di una loggia a coronamento del sistema di risalita da piazza del Popolo al giardino del Pincio si deve ai progetti per la Passeggiata del Pincio redatti nel 1813 dall’architetto francese Louis-Martin Berthault, durante gli anni del dominio napoleonico sullo Stato Pontificio (1809-14). Gli unici resti del progetto francese sono la forma della piazza,disegnata in modo da svolgere un punto di aggregazione dei cittadini in concorrenza con piazza San Pietro, e la colonne rostrate che ancora oggi adornano la discesa dal Pincio verso la piazza.

Con la caduta del governo francese nel gennaio 1814 e il ritorno del papa, i lavori vennero impostati a nuovi criteri di economicità e furono affidati a Giuseppe Valadier. La costruzione della loggia terminale fu conclusa nel 1834 a completamento le opere di sistemazione monumentale del prospetto della collina con la nuova strada che collegava Trinità dei Monti con la sottostante piazza del Popolo.

A partire dagli anni Trenta del Novecento, il Governatorato diede avvio ai lavori di realizzazione del nuovo acquedotto Vergine a beneficio dei quartieri in via di edificazione dei Prati di Castello, Valle dell’Inferno, Piazza d’Armi e Flaminio. Nel 1936 si decise di realizzare, sotto la loggia del Pincio, la mostra di completamento del nuovo tratto dell’acquedotto, su disegno dell’architetto Raffaele de Vico. In tale occasione venne rimosso il monumento equestre a Vittorio Emanuele II, qui collocato nel 1877 e ricollocato nel giardino del museo della Fanteria, dove si trova attualmente, e conferito all’insieme la fisionomia che tutt’oggi possiamo apprezzare.

 

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