Mummia romana

Nel 1485 a Roma, durante dei lavori sulla via Appia, è trovata un antica tomba romana intatta, risalente al I secolo a.C., quindi ai tempi di Cesare e Cicerone.
All’interno un corpo di donna immerso in un liquido bluastro profumato (forse il Natron, che gli Egiziani usavano per l’imbalsamazione). La cosa che fa rimanere attoniti gli studiosi dell’epoca è che, nonostante fossero passati circa 1500 anni, la donna è perfettamente integra nel liquido, sembra stesse dormendo.

Riportiamo la descrizione dell’umanista fiorentino Bartolomeo Fonte che l’ ha vista: “Un corpo disposto bocconi, coperto d’una sostanza alta due dita, grassa e profumata. Rimossa la crosta odorosa, apparve un volto di così limpido pallore da far sembrare che la fanciulla fosse stata sepolta quel giorno. I lunghi capelli neri aderivano ancora al cranio, erano spartiti e annodati come si conviene a una giovane e raccolti in una reticella di seta e oro.

Orecchie minuscole, fronte bassa, sopraccigli neri, infine occhi di forma singolare sotto le cui palpebre si scorgeva ancora la cornea. Persino le narici erano ancora intatte e sì morbide da vibrare al semplice contatto di un dito. Le labbra rosse, socchiuse, i denti piccoli e bianchi, la lingua scarlatta sin vicino al palato. Guance, mento, nuca e collo sembravan palpitare. Le braccia scendevano intatte dalle spalle sì che, volendo, avresti potuto muoverle. Le unghie aderivano ancora alle splendide lunghe dita delle mani distese. Petto, ventre e grembo erano invece compressi da un lato e dopo l’asportazione della crosta aromatica si decomposero. Dorso, fianchi e il deretano invece, avevano conservato i loro contorni e le forme meravigliose, così come le cosce e le gambe che in vita avevano sicuramente presentato pregi anche maggiori del viso.”

Il corpo fu portato in Campidoglio e molti pensarono che potesse trattarsi della figlia di Cicerone, cioè Tullia, morta giovanissima. Migliaia di Romani andarono a vederla…ma dopo pochi giorni il corpo imputridì e il papa Innocenzo VIII, decise di seppellirla. La sepoltura avvenne nottetempo, in un luogo segreto intorno al Muro Torto dove venivano normalmente sepolti tutti quelli che morivano senza pentirsi dei propri peccati. Da allora non se ne seppe più nulla.

Ma c’è un’altra leggenda nella leggenda: si dice che quando fu aperta la tomba della ragazza ai suoi piedi c’era una lampada accesa. Che si spense al contatto con l’aria. Ma come aveva potuto illuminare la stanza per 1500 anni? Da che cosa era stata alimentata? Altre leggende parlano di lampade eterne che hanno brillato per secoli senza spegnersi e l’unica (traballante) spiegazione fino ad oggi trovata è che funzionassero con pile nucleari, che durano 5000 anni e diffondono una particolare luce bianco-azzurra. Secondo questa tesi, quindi, gli antichi conoscevano la radioattività.

da https://www.lamoneta.it/topic/119744-una-scoperta-straordinaria-a-roma-16-aprile-1485/ : Nell’anno 1485 , il giorno 16 di Aprile , durante il pontificato di Papa Innocenzo VIII , nel corso di scavi nella Via Appia , circa 5 miglia fuori Porta Appia delle mura aureliane , fu trovato a circa 3,5 metri di profondità , dentro il suo semplice sarcofago , il corpo intatto di una ragazza romana di eta’ apparente intorno ai 20 anni . Di questo eccezionale ritrovamento esistono tre testimonianze scritte , dell’epoca , una di Antonio di Vaseli , di messer Daniele da San Sebastiano , presenti allo scavo e una carta proveniente dal Codice 716 della Biblioteca di Monaco , di cui ne trascrivo per motivi di spazio , di queste tre , una sola testimonianza di un testimone dei fatti , anche perché quanto scritto indipendentemente dai tre e’ uguale nei particolari , cambiano solo le parole usate nel testo. “Durante gli scavi fatti sulla via Appia per cercare pietre e marmi , in questi ultimi giorni sono state scoperte tre tombe di marmo sepolte a metri 3,60 sotto terra . Una era di Terenzia Tulliola , figlia di Cicerone ( ma questa identificazione e’ errata in quanto in nessuna fonte storica e’ scritto che Cicerone possedette una tomba di famiglia al V miglio della via Appia ) , le altre erano prive di epitaffio . Una di queste due conteneva il corpo di una ragazza giovane , intatto in tutte le sue membra e ricoperto dalla testa ai piedi da una sostanza aromatica spessa circa 2,5 centimetri . Rimuovendo questo rivestimento che crediamo fosse composto da mirra , incenso , aloe e altre sostanze , e’ comparso alla vista un corpo e un volto cosi’ bello , cosi’ affascinante , che sebbene la ragazza fosse morta da almeno 1500 anni , sembrava fosse stata deposta quel giorno . La spessa massa di capelli biondi riunita sopra la testa secondo l’ antico uso , sembrava essere stata appena pettinata . Gli occhi erano aperti e le palpebre potevano essere a mano richiuse e sollevate , le orecchie ed il naso erano cosi’ ben conservati che dopo essere stati leggermente deformati , tornavano immediatamente al loro posto . Esercitando una lieve pressione sulle guance , il colore roseo scompariva come in un corpo vivo . Si poteva vedere la lingua tra le labbra rosa e se tirata delicatamente fuori , tornava al suo posto ; le articolazioni delle braccia , mani e delle gambe , piedi conservavano ancora la propria elasticità . Unici gioielli indossati , una rete d’oro intorno ai capelli per sorreggerli e un anello nel dito indice della mano sinistra , subito rubati al momento della scoperta . Quasi l’ intera Roma uomini e donne fino a circa ventimila presenze ha visitato quel giorno questa meraviglia ……..” . “……..Questa ragazza dentro la sua cassa aperta fu portata in esposizione sul Campidoglio e questa meravigliosa reliquia del passato non diede alcun segno di decomposizione , solo dopo parecchi giorni l’ aria comincio a provocare i suoi effetti , il viso e le mani cominciarono a diventare neri ……” Questo uno dei racconti della scoperta ; chi poteva essere questa misteriosa ragazza deposta in un sarcofago senza iscrizione ? sembrerebbe appartenere ad una povera ragazza , ma allora come pote’ permettersi una sepoltura che ne conservo’ intatto il corpo per XV secoli ? esclusa la possibilità che potesse trattarsi della figlia di Cicerone , si penso’ a Priscilla la cui tomba sulla via Appia e’ descritta dal poeta Stazio , ma il punto della scoperta non coincide con quello della tomba . Concludendo non essendo presente sul sarcofago alcun epitaffio non si conoscerà mai il nome e la condizione sociale della ragazza . Il corpo della povera ragazza che si era conservato intatto per tanti secoli subi’ da parte dei miserabili uomini del XV secolo una fine ignominiosa , due sono le versioni dell’ epoca , la prima piu’ umana , fu portata fuori Porta Salaria e seppellita sotto le mura , la seconda più vergognosa , il corpo fu gettato nel Tevere .

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