Il monumento a Guido Baccelli è al centro di piazza Salerno nel quartiere Nomentano, non distante dal Policlinico.
Città Universitaria
La città universitaria occupa un intero isolato tra piazzale Aldo Moro, viale della Scienza, viale dell’Università, viale Regina Elena, piazzale del Verano, via Cesare De Lollis, via degli Irpini e via dei Marrucini, fino a tornare a piazzale Aldo Moro.
Dal 1980 al 1999
Dettaglio della pagina Sviluppo del costruito (elenco delle principali costruzione realizzate negli anni in esame). Continue reading
Madonnella del tranviere
La Madonnella di viale del Policlinico, detta anche “Madonna del tranviere”, è sulle Mura Aureliane corrispondenti al Castro Pretorio, tra piazza Croce Rossa e il Policlinico Umberto I. Continue reading
Filippo Galassi
Tra le opere di Filippo Galassi (1856–1920) ingegnere ricordiamo: Continue reading
Esopo
Una parte dell’Istituto Comprensivo Via Volsinio era intitolata ad Esopo che, nella cultura occidentale, è l’inventore della favola come “genere letterario”.
Èsopo (in greco antico: Αἴσωπος, Áisōpos; nato forse in Bulgaria nel 620 a.C. circa e morto assassinato a Delfi nel 564 a.C.) ha avuto una grandissima influenza sulla cultura occidentale: le sue favole sono tutt’oggi estremamente popolari e note. Della sua vita si conosce pochissimo, e alcuni studiosi hanno persino messo in dubbio che il corpus di favole che gli viene attribuito sia opera di un unico autore, come per Shakespeare. Il suo stesso nome “Esopo” potrebbe essere una storpiatura della parola greca “etiope”, termine con cui i Greci si riferivano a tutti gli africani subsahariani.
Inoltre, alcuni degli animali che compaiono nelle favole di Esopo erano comuni in Africa, ma non in Europa (Il leone, la cicogna, la scimmia ecc.). Si deve anche osservare che la tradizione orale di moltissimi popoli africani (ma anche dei popoli del Vicino Oriente e dei Persiani) includeva favole con animali personificati, il cui stile spesso ricorda molto da vicino quello di Esopo. Secondo Erodoto, Esopo morì di morte violenta, ucciso dalla popolazione di Delfi, dopo essere stato assalito durante una delle sue orazioni pubbliche.
Si dice che fosse di aspetto orribile, un uomo gobbo e deforme, ma non tutte le fonti sono concordi in merito. Esopo è considerato l’iniziatore della favola come forma letteraria scritta. Per “Favole di Esopo” (in lingua greca: Aἰσώπου μῦθοι) si intende la raccolta di 358 favole costituite probabilmente da un nucleo primario di favole a cui, nel corso dei secoli, se ne sono aggiunte altre di varia origine. Le favole di Esopo si possono descrivere come archetipiche; la stessa definizione corrente di “favola” è basata principalmente sulla favola esopica. Si tratta di componimenti brevi, in genere con personaggi che sono animali personificati, con lo scopo esplicito di comunicare una morale.
Molte di queste favole sono talmente celebri da aver acquisito nella cultura moderna il ruolo di proverbio; alcuni esempi sono La volpe e l’uva, La cicala e la formica, Al lupo! Al lupo!, La tramontana e il sole e La gallina dalle uova d’oro. Molte furono anche riadattate da grandi scrittori di fiabe (per esempio Fedro o Jean de La Fontaine). Le favole di Esopo divennero proverbiali anche in epoca medievale, quando non si conoscevano più gli originali.
Una delle favole più celebri di Esopo è Il Topo di Campagna e il Topo di Città, la conoscete? La vita in campagna è tutta orientata alla natura ed il topo di campagna sa riconosce “i segni” della natura sia le prelibatezze, come i sacchi di grano, la frutta o i raccolti nei magazzini, ma riconosce anche i pericoli, le trappole con i pezzi di formaggio in bella vista, il volo dei falchi e delle cornacchie. Mentre il topo di città è attratto da altri “manicaretti” come le buste dell’immondizia, ma è ben attento a schivare i cani o le “esche” avvelenate.
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Giovanni Fassi
Nel 1880 nasce Giovanni Fassi, principale esponente della famiglia che diventa famosa per la produzione del gelato. Continue reading
Museo di storia della medicina
Il Museo di storia della medicina è in viale dell’Università 34/a, ospitato dall’Istituto Storia della Medicina. Fondato nel 1938 da Adalberto Pazzini, il Museo di Storia della Medicina conserva una ricca collezione di oggetti che permettono di ricostruire l’evoluzione del sapere e delle pratiche della medicina dalla preistoria alla rivoluzione genomica. Continue reading
Villa Gangalanti
Villa Gangalanti è una proprietà lungo la via Salaria. presente nella pianta del Nolli del 1748 e definita “Casa di villeggiatura con corte” di proprietà Gangalandi. Continue reading
Sapienza
Nel 1980 il Senato accademico del primo ateneo di Roma delibera di reintrodurre il termine Sapienza. La denominazione viene finalmente ripresa e resa ufficiale nel 1982 con decreto del Presidente della Repubblica, nel quale l’Università viene denominata “Università degli Studi di Roma La Sapienza”. Continue reading