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Progetti dei Parchi di affaccio a Roma

Il 13 febbraio 2024, Nell’ambito del grande intervento di rigenerazione dell’asse urbano del Tevere che porterà alla creazione dei più grande parco lineare di Roma.  L’Assessora all’Agricoltura, Ambiente di Roma capitale Sabrina Alfonsi ha presentato i progetti esecutivi dei cinque “Parchi d’affaccio sul Tevere”, in preparazione del Giubileo 2025.  L’appalto dei parchi d’affaccio giubilari prevede un investimento complessivo di 7,3 milioni di euro comprensivo degli interventi di manutenzione a carico delle ditte affidatarie per due anni ed è suddiviso in due lotti.  Continue reading →

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Vincenzo Fasolo

Vincenzo Fasolo (1885-1969) è stato ingegnere, professore universitario e preside della Facoltà di Architettura di Roma. Architetto della fabbrica di S. Pietro, presidente dell’Accademia di San Luca e membro dell’Accademia dei Virtuosi del Pantheon.

Tra le opere realizzate in ambito romano si ricordano;

  • la Casina delle Civette a villa Torlonia (1916-20),
  • il Liceo-ginnasio T. Mamiani (1921-24),
  • l’ex Palazzo del Governatorato a Ostia (1924-26),
  • la Caserma dei Vigili del Fuoco a via Marmorada (1926-28),
  • la Colonia marina Vittorio
    Emanuele ll a Ostia (1930-32),
  • la ristrutturazione del Convento di S. Martino ai Monti (1936-38),
  • il Ponte Duca D’Aosta al Foro Italico (1936-39) e
  • il Palazzo dell’Anagrafe in via del Mare (1938-39).

Ė stato autore di saggi storici sull’architettura.

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Stadio Olimpico

Immerso nel parco del Foro Italico, alle pendici di Monte Mario, lo Stadio Olimpico è il più grande complesso sportivo della città e uno dei maggiori in Europa.

La sua storia inizia nel lontano 1927: progettato nella sua prima forma da Enrico Del Debbio, fu inaugurato parzialmente nel 1932 con il nome di Stadio dei Cipressi ma i lavori proseguirono fino allo scoppio della II Guerra mondiale, durante la quale fu abbandonato e infine usato come autoparco dalle truppe alleate. Il cantiere per il completamento dello stadio riaprì nuovamente nel 1950: inaugurata il 17 maggio 1953 con la partita di calcio tra Italia e Ungheria, la nuova struttura poteva ospitare circa 100.000 spettatori, da cui il nuovo nome di Stadio dei Centomila.

Con l’assegnazione a Roma dei Giochi della XVII Olimpiade del 1960, lo stadio fu nuovamente oggetto di lavori che ne abbassarono la capacità ma ne aumentarono gli standard qualitativi, e venne definitivamente ribattezzato con il nome che mantiene ancora oggi.

Oggetto di un radicale intervento di ristrutturazione in vista dei mondiali di calcio del 1990 e poi di un restyling interno nel 2007, per renderlo conforme alle norme UEFA, lo stadio è la “casa” delle due squadre di calcio cittadine che giocano in serie A, la A.S. Roma e la S.S. Lazio.

Grazie al raggiungimento del livello 4 nella classificazione degli stadi UEFA, può ospitare le finali delle due maggiori competizioni UEFA per club, la UEFA Champions League e la UEFA Europa League, oltre a quella del campionato europeo di calcio. Fin dalla sua inaugurazione nel 1953 lo Stadio Olimpico ha accolto però anche altri sport, in particolare gare e manifestazioni di atletica leggera, tra cui il Golden Gala. Dal 2012, al suo interno si disputano inoltre gli incontri casalinghi del torneo delle Sei Nazioni, il più seguito evento di rugby a livello europeo.

La storia dello stadio è ricca però anche di altri eventi memorabili: le sue tribune e il suo prato sono stati spesso animati dalla musica di grandi star nazionali e internazionali: Miles Davis, David Bowie e Tina Turner, Madonna, i Depeche Mode, l’ex Pink Floyd Roger Waters, gli U2, i Pearl Jam ed Ed Sheeran, oltre a Vasco Rossi, Renato Zero, Claudio Baglioni, Antonello Venditti, Luciano Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e Tiziano Ferro.

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Galleggiante Tofini

Negli anni tra le due guerre, la capitale ha un rapporto molto stretto con il “suo fiume”, nonostante la sistemazione degli argini avesse già creato una barriera artificiale.  Continue reading →

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Considerazioni urbanistiche sul quartiere Flaminio

I piani regolatori del 1873 e del 1883 non si occupano dell’area fuori le mura a nord della città, caratterizzata, come tutte le parti periferiche intorno alla città, da grandi ville suburbane. Ma la nuova capitale d’Italia cresce demograficamente e già  nelle carte del 1889 e del 1891 si vedono disegnate ipotesi di lottizzazioni a fini edificatori, in forma prima embrionale e poi un poco più evoluta. Nasce quello che diventerà  il quartiere Flaminio. Continue reading →

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