Risultati della ricerca per: giacomo balla

“Alessandro Marcucci e il vicolo Carcano” di Giovanna Alatri

In questa terza puntata del racconto Quando ai Parioli c’erano i campi … di Giovanna Alatri parliamo di Alessandro Marcucci che ha abitato a via o vicolo Carcano, una piccola traversa della via Salaria che correva lungo il muro nord-ovest di Villa Albani, sul tracciato dell’odierna via Adda. La via era allora intitolata a  Filippo Carcano (1840-1914) milanese, pittore e poi professore all’Accademia di Brera. Nella Pinacoteca di Brera sono esposte diverse sue opere. Oggi a Roma a Filippo  Carcano è stata intitolata una strada del quartiere Ardeatino.

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“Giovanni Cena e il vicolo di San Filippo” di Giovanna Alatri

In questa ultima puntata del racconto Quando ai Parioli c’erano i campi … di Giovanna Alatri parliamo di Giovanni Cena che abitava ai Parioli, sul vicolo di San Filippo. Questo stradello iniziava dal vicolo dei Parioli o via Parioli (oggi via Giovanni Paisiello) e correva sulle attuali via Emilio de’ Cavalieri, viale Romania, via Mafalda di Savoia, via di San Filippo Martire) che seguivano il tracciato dell’antica via Salaria. Continue reading

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“Quando ai Parioli c’erano i campi …” di Giovanna Alatri

di Giovanna Alatri

vicolo dell’Arco Oscuro

Sino agli inizi del Novecento, prima che venissero realizzati i lavori di trasformazione di Roma, previsti dopo l’Unità per lo sviluppo urbanistico della Capitale (1), la zona dei Parioli era una delle periferie più ricche di verde della città per la presenza di ville storiche, di vigne, di campi, ma destinata in tempi relativamente brevi a trasformarsi in un quartiere denso di edifici, che hanno cancellato gran parte dei suoi splendori naturalistici e hanno fatto dimenticare i nomi di alcuni “inquilini” che vi abitavano: artisti, letterati, educatori, come ad esempio, tra i tanti, Giacomo Balla, Alessandro Marcucci, Giovanni Cena, allora poveri e sconosciuti ma che sarebbero presto “saliti in gloria”.  Continue reading

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I racconti del Flâneur: “Giovanni Cena e il vicolo di San Filippo”

In attesa di riprendere l’attività di Roma2pass, continuiamo a proporvi una passeggiata virtuale nell’area, fuori le Mura Aureliane a nord della città, genericamente chiamata Parioli e farvi conoscere alcuni illustri “inquilini” che vi abitavano, un secolo fa, poveri e sconosciuti ma che avrebbero acquistato nel tempo fama e notorietà. Stiamo parlando di Giacomo Balla, di Alessandro Marcucci e di Giovanni Cena, protagonisti del racconto Quando ai Parioli c’erano i campi …  che Giovanna Alatri ha scritto per i Soci e gli amici di AMUSE.

Questa quarta e ultima puntata del racconto s’intitola “Giovanni Cena e il vicolo di San Filippo” e parla del poeta e scrittore Giovanni Cena (1870-1917) che dedicò la sua vita al risanamento e l’alfabetizzazione dell’Agro Romano e delle paludi pontine, insieme ad un piccolo gruppo di studiosi fra cui Angelo Celli, Anna Fraentzel Celli, Alessandro Marcucci e, in modo discontinuo, Sibilla Aleramo. Anche Giovanni Cena abitava ai Parioli, sul vicolo di San Filippo. Questo stradello iniziava dal vicolo dei Parioli o via Parioli (oggi via Giovanni Paisiello) e correva sulle attuali via Emilio de’ Cavalieri, viale Rossini, viale Romaniavia Mafalda di Savoiavia di San Filippo Martire), seguendo il tracciato dell’antica via Salaria.

Sperando di poter riprendere presto le nostre passeggiate Roma2pass, vi invitiamo a leggere anche quest’ultima puntata, augurandovi una buona lettura!

Giovanni Cena e il vicolo di San Filippo, quarta puntata del racconto Quando ai Parioli c’erano i campi …  di Giovanna Alatri.

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P.S. Chiunque degli amici di AMUSE voglia farci partecipi dei suoi ricordi personali o delle sue ricerche sugli abitanti celebri del Secondo Municipio è benvenuto su queste pagine e può scrivere a roma2pass@gmail.com

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I racconti del Flâneur: “Alessandro Marcucci e il vicolo Carcano”

In attesa di riprendere l’attività di Roma2pass, continuiamo a proporvi una passeggiata virtuale nell’area, fuori le Mura Aureliane a nord della città, genericamente chiamata Parioli e farvi conoscere alcuni illustri “inquilini” che vi abitavano, un secolo fa, poveri e sconosciuti ma che avrebbero acquistato nel tempo fama e notorietà. Stiamo parlando di Giacomo Balla, Alessandro Marcucci e Giovanni Cena, protagonisti del racconto Quando ai Parioli c’erano i campi …  che Giovanna Alatri ha scritto per i Soci e gli amici di AMUSE.

Questa terza puntata del racconto s’intitola “Alessandro Marcucci e il vicolo Carcano” e parla del pedagogista il cui nome è indissolubilmente legato all’impresa di alfabetizzazione dell’agro romano, con la creazione di scuole di fortuna allestite in capanne e vagoni ferroviari dismessi. Alessandro Marcucci abitava a via o vicolo Carcano, una piccola traversa della via Salaria che correva lungo il muro nord-ovest di Villa Albani, sul tracciato dell’odierna via Adda.  Filippo Carcano (1840-1914) milanese, è stato un pittore poi professore all’Accademia di Brera. Nella Pinacoteca di Brera sono esposte diverse sue opere. Oggi a Roma via Carcano è una strada del quartiere Ardeatino.

Sperando di poter riprendere presto le nostre passeggiate Roma2pass, vi invitiamo a leggere anche questa puntata, augurandovi una buona lettura!

Alessandro Marcucci e il vicolo Carcano, terza puntata del racconto Quando ai Parioli c’erano i campi …  di Giovanna Alatri.

Torna a leggere la seconda puntata: Giacomo Balle e la via dei Parioli.

P.S. Chiunque degli amici di AMUSE voglia farci partecipi dei suoi ricordi personali o delle sue ricerche sugli abitanti celebri del Secondo Municipio è benvenuto su queste pagine e può scrivere a roma2pass@gmail.com

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Artisti a Villa Strohl Fern

L’opera meritoria del marchese Alfred Strohl è legata all’ospitalità fornita agli artisti a prezzi modesti e, in alcuni casi, senza compenso alcuno. Per questo scopo fa costruire nel parco della sua Villa Strohl Fern numerosi studi, con grandi finestroni (tutti rigorosamente sul lato nord dell’edificio) e piccoli alloggi per ospitare artisti. Scopo del filantropo era quello di creare una sorta di comunità ideale in persone provenienti da tutto il mondo potessero vivere e lavorare liberamente, senza oneri ne costrizioni. Continue reading

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