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Un caffè a Villa Ada

I Racconti del Flaneur di Roma2pass tornano a parlare di Villa Ada e in particolare di quella particolarissima costruzione che è la Coffe House o Tempio di Flora.
E’ Maria Grazia Toniolo che ci accompagna in quel luogo in cui oggi il degrado regna sovrano ma in cui basta dimenticarsi dei problemi (tanti) e chiudere gli occhi (forte) per trovarsi magicamente a “conversare amabilmente, seduti al fresco, con dame abbigliate come fate, tra damaschi, gioielli e parrucche, con la servitù che circolava recando grandi vassoi di tazzine di caffè o ancora meglio di bricchi di cioccolata fumante“.
Non perdere di leggere il breve racconto “Un caffè a Villa Savoia” e non te ne pentirai!

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“Le Porte di Ferro di Via Salaria” di Andrea Ventura

Verso storie e mondi sotterranei

Umberto Eco (1932 – 2016) oltre che grande intellettuale fu anche, sorprendentemente, un appassionato lettore e collezionista di fumetti. A proposito dell’intellettuale “fumettista” Hugo Pratt (1927 – 1995) e del suo personaggio/Alter Ego, Corto Maltese, Eco era solito dire: “Quando ho voglia di rilassarmi leggo un saggio di Engels, se invece desidero impegnarmi leggo Corto Maltese”.  Continue reading

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Approfondimento

da fare

Fonte:  https://www.roma2pass.it/villa-ada/relazione-storico-artistica/

Dopo poco più di un ventennio e alcuni passaggi di consegne, nel 1904 il complesso venne riacquistato dai Savoia, che avviarono nuovi consistenti interventi di risistemazione.  Nel parco furono così introdotte colture agricole e venne creata una riserva di caccia.

Il palazzo reale fu arricchito con la creazione del giardino segreto, abbellito da scalee digradanti e disegnato con parterres decorati da statue e fontane. Tra il 1904 e 1906 fu costruito il grande portale maestro su via Salaria, con annessa abitazione del custode; l’antico casale Filomarino, oggi sede del Servizio Giardini del Comune, denominato la ” Tribuna ll” e pendant del precedente, venne sistemato a vaccheria e dotato di un laboratorio per la produzione del latte.

Nei medesimi anni la villa detta della Sacra Famiglia, casino di villeggiatura posto ai confine sud-occidentale della chiusa, già Bettelli-Olivieri poi detta Villa S. Filippo, verrà inizialmente destinata a abitazione dell’attendente del principe di Piemonte, generale Bonaldi, e quindi trasformata, tra il 1925 e il 1930, con la nuova denominazione di Villa Polissena, nella residenza della principessa Mafalda di Savoia e del consorte Filippo d’Assia Kassel, con uno spettacolare giardino realizzato su progetto di quest’ultimo.

Numerosi lecci da sughero, provenienti dalla Sardegna, pini e cipressi piantati sapientemente nei punti strategici fusero insieme l’antico parco, ornato da fontane e reperti archeologici seminascosti in boschetti e nicchie di tufo, con il nuovo spettacolare giardino realizzato su progetto di Filippo  d’Assia. La vegetazione del parco venne arricchita di essenze rare e di numerose varietà di palme; nell’area delle serre, di fronte alle scuderie, venne intensificata la coltivazione dei fiori ed introdotta anche quella delle fragole, mentre numerosi pini sostituirono i vigneti sul colle in prossimità di Villa Polissena.

L’area verso Monte Antenne, caratterizzata da sempre da impianti boschivi, venne denominata “Bosco della Regina Elena” e al suo interno venne creata una riserva di caccia con sentieri ancora oggi presenti.

Pagine al livello inferiore:

Pagina al livello superiore: Villa Ada dal 1900 al 1945

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“Maggio a Villa Ada” di Maria Grazia Toniolo

RACCONTO DEL FLANEUR ROMA2PASS pubblicato il

Il secondo parco pubblico della Capitale è costituito dall’ex residenza Savoia oggi chiamata Villa Ada.   Si tratta di un enorme comprensorio verde di circa 130 ettari, che dal quartiere Parioli si estende fino a Forte Antenne, praticamente alla confluenza dell’Aniene nel Tevere, Inutile sottolineare quanto la zona sia ricca di testimonianze storiche; oggi è sede di prestigiosi circoli sportivi.  Continue reading

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“Il lago fantasma del Re” di Lorenzo Grassi

 

Come molti sanno, nel parco romano di Villa Ada ci sono tre laghi: quello “grande” con la penisola dei pioppi bianchi vicino all’entrata in via di Ponte Salario, uno più piccolo dal quale sgorga il ruscello che scorre nella valle delle sughere e il terzo nella parte superiore, accanto al pratone molto frequentato a due passi dall’ingresso sulla via Salaria. Si tratta di laghi moderni (solo quello piccolo ricalca un vecchio bacino) realizzati intorno alla metà degli anni Settanta del Novecento.  (in figura il grande lago moderno di Villa Ada) (ndr. cliccare sulle foto per una corretta visione)    Continue reading

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