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Storia del ponte Flaminio

Nei primi decenni del Novecento, con l’avvento delle automobili, ci si rese conto che Ponte Milvio non poteva rispondeva più alle esigenze del traffico proveniente dal nord lungo le consolari via Cassia e via Flaminia. In più per il futuro sviluppo urbanistico della zona a destra del Tevere (quartieri Fleming, Vigna Clara, ecc.) un vuovo ponte era da ritenersi assolutamente indispensabile.   Continue reading →

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Dalle armi alle arti

Obiettivo di questa pagina è quello di rendere disponibili le parti rese pubbliche del documento:  “Trasformazioni e nuove funzioni urbane nel quartiere Flaminio“.

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Esopo

Una parte dell’Istituto Comprensivo Via Volsinio era intitolata ad Esopo che, nella cultura occidentale, è l’inventore della favola come “genere letterario”.

Èsopo (in greco antico: Αἴσωπος, Áisōpos; nato forse in Bulgaria nel 620 a.C. circa e morto assassinato a Delfi nel 564 a.C.) ha avuto una grandissima influenza sulla cultura occidentale: le sue favole sono tutt’oggi estremamente popolari e note. Della sua vita si conosce pochissimo, e alcuni studiosi hanno persino messo in dubbio che il corpus di favole che gli viene attribuito sia opera di un unico autore, come per Shakespeare. Il suo stesso nome “Esopo” potrebbe essere una storpiatura della parola greca “etiope”, termine con cui i Greci si riferivano a tutti gli africani subsahariani.

Inoltre, alcuni degli animali che compaiono nelle favole di Esopo erano comuni in Africa, ma non in Europa (Il leone, la cicogna, la scimmia ecc.). Si deve anche osservare che la tradizione orale di moltissimi popoli africani (ma anche dei popoli del Vicino Oriente e dei Persiani) includeva favole con animali personificati, il cui stile spesso ricorda molto da vicino quello di Esopo. Secondo Erodoto, Esopo morì di morte violenta, ucciso dalla popolazione di Delfi, dopo essere stato assalito durante una delle sue orazioni pubbliche.

Si dice che fosse di aspetto orribile, un uomo gobbo e deforme, ma non tutte le fonti sono concordi in merito. Esopo è considerato l’iniziatore della favola come forma letteraria scritta. Per “Favole di Esopo” (in lingua greca: Aἰσώπου μῦθοι) si intende la raccolta di 358 favole costituite probabilmente da un nucleo primario di favole a cui, nel corso dei secoli, se ne sono aggiunte altre di varia origine. Le favole di Esopo si possono descrivere come archetipiche; la stessa definizione corrente di “favola” è basata principalmente sulla favola esopica. Si tratta di componimenti brevi, in genere con personaggi che sono animali personificati, con lo scopo esplicito di comunicare una morale.

Molte di queste favole sono talmente celebri da aver acquisito nella cultura moderna il ruolo di proverbio; alcuni esempi sono La volpe e l’uva, La cicala e la formica, Al lupo! Al lupo!, La tramontana e il sole e La gallina dalle uova d’oro. Molte furono anche riadattate da grandi scrittori di fiabe (per esempio Fedro o Jean de La Fontaine). Le favole di Esopo divennero proverbiali anche in epoca medievale, quando non si conoscevano più gli originali.

Una delle favole più celebri  di Esopo è Il Topo di Campagna e il Topo di Città, la conoscete? La vita in campagna è tutta orientata alla natura ed il topo di campagna sa riconosce “i segni” della natura sia le prelibatezze, come i sacchi di grano, la frutta o i raccolti nei magazzini, ma riconosce anche i pericoli, le trappole con i pezzi di formaggio in bella vista, il volo dei falchi e delle cornacchie. Mentre il topo di città è attratto da altri “manicaretti” come le buste dell’immondizia, ma è ben attento a schivare i cani o le “esche” avvelenate.

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“I giorni della memoria” di Marina Vanoni

Caro lettore dei Racconti del Flaneur, questo racconto ci è stato inviato dalla socia AMUSE Paola Dorello che l’ha ricevuto dalla autrice, la sua cara amica Marina Vanoni.  Marina, ormai novantenne, ha abitato con la sua famiglia per lunghi anni nel nostro quartiere di cui conserva ancora molti ricordi e qualche rimpianto.  Marina e la sua famiglia, nel periodo dell’occupazione nazifascista (1943-1944), hanno dovuto superare notevoli difficoltà anche a causa dell’antifascismo del padre Ezio che sarà Ministro delle Finanze nella Repubblica Italiana, dopo la fine della guerra.  La sua breve testimonianza di quegli anni costituisce l’oggetto di questo racconto.    Continue reading →

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Foro Mussolini

L’impianto del Foro Olimpico fu inaugurato nel 1932 e chiamato inizialmente “Foro Mussolini”.  Il monumentale accesso si trova su piazza Lauro De Bosis, dove si eleva l’imponente Obelisco marmoreo dedicato a Mussolini, realizzato su disegno di Costantino Costantini.  Il monolite è il più grande blocco di marmo mai estratto dalle Alpi Apuane. Continue reading →

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