via della Fonte dell’Acqua Acetosa
da fare
Il vicolo dell’Acqua Acetosa era il proseguimento del vicolo dell’Arco Oscuro che scendeva alla via Salaria Antica, nei pressi dell’Acqua Acetosa (dove arrivava anche il Vicolo della Rondinella), percorrendo la piccola valle tra due colli dei Parioli: il Monte San Valentino a sinistra e il Monticello a destra. Continue reading
Piazzale dell’Acqua Acetosa o piazzale Acqua Acetosa è la piazza in cui, da una parte, sorge la Fontana dell’Acqua Acetosa e dall’altra, la stazione dell’Acqua Acetosa della Ferrovia Roma Nord. Continue reading
All’altezza di corso Francia (Ponte Flaminio) il lungotevere assume la denominazione di Lungotevere dell’Acqua Acetosa e segue il lato sinistro del Tevere fino alla Fontana dell’Acqua Acetosa, dove il viale continua con il nome di via dei Campi Sportivi.
Impianti sportivi dell’Acqua Acetosa … via dei Campi Sportivi
Fino a metà Novecento, la Fontana dell’Acqua Acetosa si trovava in aperta campagna ed era meta di gite e scampagnate “fuori porta”, durante le quali si beneficiava di una bella bevuta di quella che qualcuno giura che fosse “tra le migliori acque litiche della Penisola”. La fonte quindi è stata sempre meta di numerosi romani che “andavan ad empir fiaschi e recipienti della salubre acqua”. Continue reading
Una parte dell’Istituto Comprensivo Via Volsinio era intitolata ad Esopo che, nella cultura occidentale, è l’inventore della favola come “genere letterario”.
Èsopo (in greco antico: Αἴσωπος, Áisōpos; nato forse in Bulgaria nel 620 a.C. circa e morto assassinato a Delfi nel 564 a.C.) ha avuto una grandissima influenza sulla cultura occidentale: le sue favole sono tutt’oggi estremamente popolari e note. Della sua vita si conosce pochissimo, e alcuni studiosi hanno persino messo in dubbio che il corpus di favole che gli viene attribuito sia opera di un unico autore, come per Shakespeare. Il suo stesso nome “Esopo” potrebbe essere una storpiatura della parola greca “etiope”, termine con cui i Greci si riferivano a tutti gli africani subsahariani.
Inoltre, alcuni degli animali che compaiono nelle favole di Esopo erano comuni in Africa, ma non in Europa (Il leone, la cicogna, la scimmia ecc.). Si deve anche osservare che la tradizione orale di moltissimi popoli africani (ma anche dei popoli del Vicino Oriente e dei Persiani) includeva favole con animali personificati, il cui stile spesso ricorda molto da vicino quello di Esopo. Secondo Erodoto, Esopo morì di morte violenta, ucciso dalla popolazione di Delfi, dopo essere stato assalito durante una delle sue orazioni pubbliche.
Si dice che fosse di aspetto orribile, un uomo gobbo e deforme, ma non tutte le fonti sono concordi in merito. Esopo è considerato l’iniziatore della favola come forma letteraria scritta. Per “Favole di Esopo” (in lingua greca: Aἰσώπου μῦθοι) si intende la raccolta di 358 favole costituite probabilmente da un nucleo primario di favole a cui, nel corso dei secoli, se ne sono aggiunte altre di varia origine. Le favole di Esopo si possono descrivere come archetipiche; la stessa definizione corrente di “favola” è basata principalmente sulla favola esopica. Si tratta di componimenti brevi, in genere con personaggi che sono animali personificati, con lo scopo esplicito di comunicare una morale.
Molte di queste favole sono talmente celebri da aver acquisito nella cultura moderna il ruolo di proverbio; alcuni esempi sono La volpe e l’uva, La cicala e la formica, Al lupo! Al lupo!, La tramontana e il sole e La gallina dalle uova d’oro. Molte furono anche riadattate da grandi scrittori di fiabe (per esempio Fedro o Jean de La Fontaine). Le favole di Esopo divennero proverbiali anche in epoca medievale, quando non si conoscevano più gli originali.
Una delle favole più celebri di Esopo è Il Topo di Campagna e il Topo di Città, la conoscete? La vita in campagna è tutta orientata alla natura ed il topo di campagna sa riconosce “i segni” della natura sia le prelibatezze, come i sacchi di grano, la frutta o i raccolti nei magazzini, ma riconosce anche i pericoli, le trappole con i pezzi di formaggio in bella vista, il volo dei falchi e delle cornacchie. Mentre il topo di città è attratto da altri “manicaretti” come le buste dell’immondizia, ma è ben attento a schivare i cani o le “esche” avvelenate.
Pagine al livello inferiore:
Pagina al livello superiore: Se questa pagina ha una pagina a livello superiore, inserire qui l'indirizzo di quest'ultima.
Pagine allo stesso livello:
Altre pagine Roma2pass correlate:
Nei dintorni (per vedere tutti i Punti di Interesse in zona, clicca su MAPPA):
Nel 1880 nasce Giovanni Fassi, principale esponente della famiglia che diventa famosa per la produzione del gelato. Continue reading
Caro lettore dei Racconti del Flaneur, questo racconto ci è stato inviato dalla socia AMUSE Paola Dorello che l’ha ricevuto dalla autrice, la sua cara amica Marina Vanoni. Marina, ormai novantenne, ha abitato con la sua famiglia per lunghi anni nel nostro quartiere di cui conserva ancora molti ricordi e qualche rimpianto. Marina e la sua famiglia, nel periodo dell’occupazione nazifascista (1943-1944), hanno dovuto superare notevoli difficoltà anche a causa dell’antifascismo del padre Ezio che sarà Ministro delle Finanze nella Repubblica Italiana, dopo la fine della guerra. La sua breve testimonianza di quegli anni costituisce l’oggetto di questo racconto. Continue reading
Itinerari, percorsi, passeggiate, … viaggi: termini che evocano, con i loro cento significati intrecciati, immagini letterali o metaforiche di un cammino che sia esso tangibile o dell’anima. Lo sa bene il Flâneur, personaggio inusitato che abita le pagine di Roma2pass e, celato ai più, vede non visto, osserva, riflette, racconta … Continue reading