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Mario De Renzi

Mario De Renzi (Roma, 1897-1967), architetto, professore universitario di composizione architettonica e accademico di San Luca, è uno tra i più importanti architetti e urbanisti che operano a Roma nel ventennio fascista, caratterizzato da uno stile estremamente vario: nei primi anni di lavoro si rifa’  a uno stile tradizionale e al barocchetto romano ma successivamente realizza importanti palazzine razionaliste. Continue reading

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R2p news: “Quando ai Parioli arrivarono i carri armati”

Anche questo giovedì AMUSE, pubblica una nuova storia nella rubrica “I Racconti del Flâneur Roma2pass”.

Questa volta Corrado Iannucci ci presenta una testimonianza raccolta da un coraggioso ufficiale che partecipò alla difesa di Roma dopo la caduta del fascismo nel 1943.  Il teatro della storia è piazza Ungheria che allora si trovava al centro di residenze importanti e caserme di rilievo.  (in figura: “Lancieri di Montebello” in tenuta da servizio armato ed un autocarro di fronte alla chiesa di San Bellarmino. Foto comunitaolivettiroma) Continue reading

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“Giacomo Balla e la via dei Parioli” di Giovanna Alatri

RACCONTI DEL FLANEUR ROMA2PASS pubblicato il 10/05/2020

Questo racconto si è classificato 2° nel concorso Premio AMUSE 2023.

In questa seconda puntata del racconto “Quando ai Parioli c’erano i campi …” di Giovanna Alatri parliamo di Giacomo Balla (1871-1958)  pittore, esponente di spicco del Futurismo, che abitava ai Parioli, sul vicolo (poi via) dei Parioli, una viuzza stretta e solitaria che da Porta Pinciana conduceva all’osteria delle Tre Madonne, sul percorso delle odierne via Pinciana e via Giovanni Paisiello).

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Liberty e effimero a Roma

La vicenda Liberty a Roma è attraversata, e per certi versi enfatizzata, da un’importante occasione espositiva: la mostra internazionale del 1911, celebrativa del primo cinquantenario dell’unità nazionale. Un’occasione che oggi si classificherebbe nell’ambito dell’effimero, ma che in città lascia anche molte eredità non effimere. In realtà, nel quadri dell’esposizione il tono floreale non è affatto né egemone né prevalente: l’eclettismo storicistico pervaso da un pathos che qualcuno avrebbe poi definito «carducciano», che si ritiene il più appropriato all’occasione celebrativa, fa sicuramente la parte del leone, ma anche il gusto modernista riesce a ricavarsi uno spazio. Lo ha nella grafica delle affissioni (i manifesti dell’esposizione sono affidati a Duilio Cambellotti, Aleardo Terzi, Galileo Chini, Vittorio Grassi) ma pure, nelle architetture temporanee, in quelle permanenti e nelle stesse acquisizioni di opere d’arte effettuate in tale circostanza da istituzioni pubbliche. Continue reading

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