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ITINERARIO 1 – Quartiere Africano, Trieste, Salario

Lunghezza 2,5 km ca ⬧ Percorso Circolare ⬧ Bus

Tappe del Percorso Livello
Partenza da Via Nomentana davanti alla Basilica di Sant’Agnese fuori le Mura (Visita di Sant’Agnese e del Mausoleo di Santa Costanza) ***
Via di Sant’Agnese – Piazza Annibaliano (visita stazione metro S.Agnese – Annibaliano) *
Viale Eritrea – Piazza Sant’Emerenziana – Chiesa Parrocchiale di Sant’Emerenziana (Visita della Chiesa e dei mosaici) **
Via Lago Tana – Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Goretti (Visita della Chiesa, delle vetrate e dell’Affresco dell’Abside   **
Viale Etiopia – Case Torre di Mario Fiorentino

Murales del Sottopasso Ferroviario

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Via Migiurtinia – Piazza Elio Callistio (Sepolcro di Elio Callistio “La sedia del diavolo”) **
Via Chisimaio, via Tripoli e via Makallè fino alla Villa Leopardi (Visita della Villa e del Giardino Botanico ***

Passeggiate in dettaglio 

AMUSE APS propone le seguenti attività

Quartiere Africano 

  • Via Nomentana (Partenza) – Breve storia della via 
  • Sant’Agnese – Storia della Santa, del suo martirio e del culto – Breve storia del Complesso – Visita del complesso – Scalone – Basilica Onoriana – Mosaico Absidale – Ciborio – Reliquiario con le ossa di Sant’Agnese e Santa Emerenziana – Basilica costantiniana – Mausoleo – Catacombe.
  • Mausoleo di Santa Costanza – Storia – Mosaici – Sarcofago
  • Piazza Annibaliano – Stazione Metropolitana – Parcheggio sotterraneo
  • Viale Eritrea – Storia del “fosso di Sant’Agnese” – Edilizia residenziale
  • Chiesa Parrocchiale di Santa Emerenziana – Chiesa – Mosaici
  • Sede Municipio II e Mercato Rionale 
  • Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Goretti – Architettura – Vetrate – Affresco absidale
  • Edilizia Residenziale di Viale Eritrea – Torri residenziali
  • Murales del Sottopasso ferroviario – Storia dell’Hip-Hop – Storia dei Murales – Differenza tra Murales, Tag, Sfregio e vandalismo
  • Sepolcro di Elio Callistio – Caratteristiche del Sepolcro e del Personaggio – Leggenda della Sedia del Diavolo – Storia del Cardinale Altemps
  • Villa Leopardi – storia della Villa – Arte e Architettura – Giardino Botanico – Attività degli “Amici di Villa Leopardi” – Giardino di Via Makallè
  • Ritorno su via Nomentana – Fine visita

Visita approfondita al complesso Monumentale di Sant’Agnese e Santa Costanza        

  • Le basiliche Costantiniane Circiformi
  • Il sacello di Sant’Agnese
  • La Basilica Costantiniana di Sant’Agnese
  • I Mausolei circolari di Roma
  • Il Mausoleo di Costantina
  • Il Sarcofago di Porfido
  • Simbologia dei Mosaici
  • La leggenda del Tempio di Bacco
  • I restauri cinquecenteschi
  • Le devastazioni dei barbari
  • La Basilica Onoriana
  • Lo scalone di Giuliano della Rovere (poi Papa Giulio II)
  • I rifacimenti di Paolo V e del Card. Veralli
  • Il Miracolo del 12 Aprile 1855
  • I rifacimenti di Pio IX
  • Il Convento di Sant’Agnese

Visita/Evento di Sant’Agnese in occasione dell’Offerta degli Agnelli (21 Gennaio 2025)

  • Processione degli Agnelli
  • Benedizione degli Agnelli
  • Santa Messa
  • Festa e Benedizione

Visita Botanica a Villa Leopardi

  • Le ville lungo la Via Nomentana
  • La ex Vigna Crostarosa
  • Le aste pubbliche dei beni ecclesiastici del 1874
  • La Proprietà Leopardi Dittajuti
  • Il Casino di Villa Leopardi
  • Il Giardino della Villa
  • I progetti del Giardino
  • Le attività dell’Associazione degli Amici di Villa Leopardi

Visita a Villa Chigi

  • La villa del Cardinale Fabio Chigi
  • La Roma del Settecento
  • Le feste del Settecento Romano
  • La storia del Casino 
  • I restauri del Giardino del 2000
  • L’attuale progetto di restauro del Parco

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1.3. A scuola con Roma2pass 2024 – 2025

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Giovanni Battista Giovenale

Giovanni Battista Giovenale nasce a Roma il 1849.  Architetto, ingegnere, restauratore e storico dell’architettura, costituì per oltre mezzo secolo una figura di primo piano nel panorama culturale romano.

Formatosi a Roma, inizia l’attività nel periodo della cosiddetta “febbre edilizia”: dopo il concorso per il palazzo delle Esposizioni (1876), Giovenale, fu tra gli artefici del rinnovo e della trasformazione della città capitale.

Le sue prime realizzazioni riguardano interventi sul tessuto urbano del centro storico, come il restauro del palazzo Wedekind (1879), a piazza Colonna (fu lui a mettere un solo orologio sulla sommità dell’edificio in luogo dei due originari).

Spesso ebbe a che fare con ampliamenti di fabbricati, talvolta anche di sensibile entità, effettuati con malcelato intento speculativo da committenti facoltosi: eclatante in tal senso è l’edificio che il marchese Filippo Theodoli fece costruire, su progetto del G., nel giardino della propria residenza di via del Corso accorpandolo a essa. Interventi di questo tipo venivano attuati in virtù di licenze edilizie rilasciate per lavori di “sopraelevazione” (con l’opportuna modifica delle coperture e l’aumento di altezza degli ambienti sottostanti) e di “riduzione” degli alti ambienti risultanti (come nei palazzi Malatesta, oggi Pecci-Blunt, e Costaguti).

È palese in questi primi lavori la ricerca di soluzioni progettuali il più possibile corrette che non pregiudicassero ulteriormente l’omogeneità del tessuto urbano: volontà concretizzata dal G. in una grande sobrietà stilistica, la quale risulta peraltro con altrettanta evidenza anche nelle architetture affrontate ex novo, come i casamenti Mencacci-Pericoli, oggi hotel Tritone, Spithöwer e Tombari, nei quali il progettista si rifece ad austeri modelli cinquecenteschi o della prima architettura barocca (rispettivamente: ibid., prott. 55733/1886 e 92343/1890; 8831/1886; 59039/1888).

Del tutto differente l’atteggiamento progettuale del G. alle prese con particolari tipologie residenziali come il villino unifamiliare o la palazzina di lusso: nel complesso costituito dal casamento e dal villino Folchi e nel villino Boncompagni, di epoca successiva, tra le più pregevoli realizzazioni della zona di villa Ludovisi, il G. attinse con mano particolarmente felice al repertorio formale tardobarocco, sorprendente omaggio a un gusto che come archeologo e restauratore lo stesso architetto negava polemicamente.

Dopo gli scandali finanziari che avevano sancito la crisi dell’attività edilizia, il G., dando voce alla necessità fattasi urgente di salvaguardare la qualità del patrimonio architettonico, fondò nel 1890 l’Associazione artistica fra i cultori di architettura, che, analogamente alle istituzioni sorte in Francia e in Gran Bretagna, nacque con l’obiettivo di risollevare le sorti e il prestigio dell’architettura attraverso una serie di iniziative volte allo studio dei monumenti, in particolare di quelli della cosiddetta “età di mezzo”, ma anche alla promozione di concorsi per la realizzazione degli edifici pubblici o di rappresentanza. L’azione di tutela, costante, e per certi versi ambigua, era esercitata attraverso una sorta di vigilanza compiuta da una commissione dei rioni, composta da quattordici soci, a cura della quale venne redatto un Inventario dei monumenti, intrapreso a partire dal 1895 durante la presidenza di Gaetano Koch, e che ebbe l’indubbio merito di rivalutare i pregi artistici di una certa edilizia minore.

Il restauro della chiesa di S. Maria in Cosmedin (1896-99) vide il G. impegnato personalmente fin dagli studi preliminari, condotti con grande rigore filologico. La fase progettuale, egualmente affidata al G. e oggetto di plauso unanime da parte dei contemporanei, costituì il manifesto del cosiddetto “restauro scientifico”, secondo il quale l’indicazione metodologica di intervento doveva essere dedotta in maniera univoca dall’analisi della formazione del monumento, e attuata rendendo i rifacimenti e le eventuali aggiunte individuabili in ogni tempo.

Fonte:  Raffaella Catini Dizionario Biografico degli Italiani Treccani

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Goethe a Roma

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Fontane moderne

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