Questa pagina illustra i passi da fare per la pubblicazione di un Racconto del Flâneur.
Il concorso è riservato ai Soci AMUSE in regola con l’iscrizione annuale. Continue reading
Attività all’orto LUISS
Nella collana i “Racconti del Flaneur“, oggi pubblichiamo il racconto “L’orto-giardino dell’Università” scritto da una nostra amica, Paola Mariani, sulla sua esperienza nell’ambito del gruppo di soci AMUSE che lavorano nell’Orto della LUISS in viale Romania. Continue reading
“L’orto-giardino dell’Università” di Paola Mariani
RACCONTO DEL FLANEUR ROMA2PASS pubblicato il 1 novembre 2023
La mia iscrizione ad AMUSE risale a pochi mesi fa, ma questa storica associazione del nostro Municipio II mi ha conquistato subito con l’eleganza dei suoi progetti, con la grande passione che riversa nella difesa del verde urbano e con le splendide passeggiate Roma2pass, percorsi d’arte e di architettura che organizza; ogni visita è una storia a sé per l’impostazione personale che ogni narratore mette nel suo racconto. Continue reading
“ROMA2PASS” è un insieme di progetti aperti a tutti, realizzati dall’associazione “AMUSE APS” per diffondere la conoscenza del territori (e dei personaggi) del Municipio II di Roma. Continue reading
“Un tardo pomeriggio di primavera a piazza Ungheria”
L’amico e socio AMUSE Corrado Iannucci ci ha inviato un “racconto del Flaneur” in cui ci parla del forte legame dei romani che abitano nel quartiere Pinciano-Parioli con il 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo: l’ultima unità “interamente montata” delle Forze Armate Italiane, cioè l’unica in cui ogni militare ha il suo cavallo. Continue reading
Post scriptum
Chi fosse interessato ad approfondire il contesto storico cui fanno riferimento queste righe, potrebbe partire dall’accurata inchiesta televisiva del 1989 di Sergio Zavoli “La notte della Repubblica”, presente in Raiplay https://www.raiplay.it/programmi/lanottedellarepubblica e pubblicata nel 1992 da Nuova Eri. Nel corso degli anni, numerosissimi testi di analisi storica e politica degli anni di piombo sono stati resi disponibili, insieme con ricordi dei diretti protagonisti; per ovvi motivi di spazio, non è qui possibile fornirne un elenco senza rischiare immotivate assenze. Di notevole interesse e complessità appaiono essere gli atti della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Questa Commissione è stata costituita con legge 17 maggio 1988, n. 172 e ha proseguito i suoi lavori fino al 2001; i documenti relativi alla sua attività sono accessibili presso l’Archivio storico del Senato e risultano, in larga parte, già presenti su internet.

Sebastiano De Albertis
Carica di Pastrengo (1880)
L’episodio della carica dei carabinieri a Pastrengo nel 1848 è stato immortalato in molti dipinti, di cui il più famoso è probabilmente quello di Sebastiano De Albertis (1828 – 1897), di cui esistono tre versioni.
Alla url https://www.carabinieri.it/arma/curiosita/carabinieri/nellarte è disponibile una presentazione dei dipinti che hanno avuto i carabinieri come soggetto, dalla fondazione dell’Arma fino a Salvatore Fiume, Pietro Annigoni e Giulio Turcato, passando anche per le copertine di Achille Beltrame e Walter Molino sulla “Domenica del Corriere”. Come accennato più sopra, il Museo Storico dell’Arma possiede una significata collezione di opere d’arte raffiguranti carabinieri e cavalli; una loro descrizione è resa disponibile dal Notiziario Storico dell’Arma in quattro articoli a partire dal numero 6 del 2020 (https://www.carabinieri.it/media—comunicazione/notiziario-storico/il-notiziario/anno-2020/notiziario-n_6).
Tra le varie opere, merita attenzione il dipinto di Clemente Tafuri (1937) che ritrae uno zaptié libico nella sua ricca uniforme, sul cui copricapo è visibile la fiamma argentea dell’Arma. Questo dipinto conduce a recuperare il ricordo di questi militari che, presi nel turbine della seconda guerra mondiale, non sempre ebbero dall’Italia l’attenzione che avrebbero meritato.

Clemente Tafuri
Zaptié libico (1937)
Fino agli anni cinquanta, alcune centinaia di ascari erano presenti tra Roma e Napoli, dove erano inquadrati come militari di uno specifico reparto del Ministero dell’Africa italiana, all’epoca ancora esistente. Le loro vicende sono state raccolte da Valeria Isacchini nel testo del 2018 “Le conseguenze di una mostra fallita: gli ascari nel dopoguerra in Italia” (disponibile a www.ilcornodafrica.it/ascari-dopoguerra/”. I tentativi di integrazione in Italia e di reinserimento nelle terre di origine non furono lineari, come analizzato da Valeria Deplano nel suo libro “La madrepatria è una terra straniera. Libici, eritrei e somali nell’Italia del dopoguerra (1945-1960)” edito da Le Monnier nel 2017 (un’intervista all’autrice è disponibile a www.letture.org/la-madrepatria-e-una-terra-straniera-libici-eritrei-somali-nell-italia-del-dopoguerra-valeria-deplano ).
E’ pur vero che, al momento della liquidazione dei loro imperi coloniali (ben maggiori per geografia e storia), anche altri stati non hanno di certo brillato nel predisporre adeguate protezioni del proprio personale locale; nel 2021, la conclusione (forse inevitabile ma di sicuro affrettata) della presenza della coalizione occidentale in Afghanistan ha purtroppo seguito un copione simile.
Corrado Iannucci
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“Un tardo pomeriggio di primavera a piazza Ungheria” di Corrado Iannucci
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“Un tardo pomeriggio di primavera a piazza Ungheria” di Corrado Iannucci

RACCONTO DEL FLANEUR ROMA2PASS pubblicato il 12/10/2022
Il ricordo dei carabinieri a cavallo ai Parioli forse si è un po’ offuscato, da quando il 4° Reggimento è stato trasferito nella più funzionale caserma di Tor di Quinto alcuni decenni fa. Continue reading
“Damnatio memoriae, decoro e vandalismo nel Municipio II” di Andrea Ventura
L’immagine di una città, di tutte le città, è il risultato della cultura di chi la abita. Il paesaggio urbano, come il paesaggio rurale rispecchia tecniche, tradizioni, abitudini, perfino superstizioni e stregonerie di chi vive in quei luoghi. Questo coacervo di abitudini si esprime in quello che si chiama “cultura popolare”. La cultura popolare ha creato, senza che nessuno li progettasse i borghi medievali dell’Italia Centrale, la cultura popolare ha generato, in barba ai piani regolatori gli orrori di alcune periferie romane o il paesaggio di certi tratti dei centri abitati delle coste calabresi dominate dalla ‘ndrangheta. È sempre la cultura popolare che genera un ambiente urbano di grande ordine come i lungolago di Lugano o di grande disordine come alcune conglomerazioni sorte accanto a certe borgate romane. Come è potuto succedere? Come accade tutto ciò? E soprattutto PERCHÉ accade? Continue reading
I ciliegi di via Panama
Tornano “i Racconti del Flâneur” prendendo spunto dalla giornata del 17 giugno nel quale AMUSE ha coinvolto i propri soci, i residenti di via Panama con i portieri delle palazzine della strada, gli amici dell’associazione Daje de Alberi e tutti i cittadini interessati per innaffiare i 49 nuovi ciliegi giapponesi che il Servizio Giardini ha piantato lungo la via. Continue reading
“Le Porte di Ferro di Via Salaria” di Andrea Ventura
Verso storie e mondi sotterranei
Umberto Eco (1932 – 2016) oltre che grande intellettuale fu anche, sorprendentemente, un appassionato lettore e collezionista di fumetti. A proposito dell’intellettuale “fumettista” Hugo Pratt (1927 – 1995) e del suo personaggio/Alter Ego, Corto Maltese, Eco era solito dire: “Quando ho voglia di rilassarmi leggo un saggio di Engels, se invece desidero impegnarmi leggo Corto Maltese”. Continue reading