Risultati della ricerca per: via bari

Sacco di Roma dei Visigoti

Come Porta Collina con i Galli nel Quarto secolo a.C., anche Porta Salaria, nonostante fosse stata irrobustita da Onorio, subì vigorosi oltraggi.  Il più grave fu quello inferto da Alarico (370-410) re dei Visigoti che prima dell’alba del 24 Agosto del 410 d.C. trovò i battenti della porta aperti e poté dilagare nella città, saccheggiandola per tre giorni. Continue reading

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Aureliano

Le Mura Aureliane furono realizzate dall’Imperatore Lucius Domitius Aurelianus nato a Sirmio, ossia Sremska Mitrovica in Serbia il 9 settembre del 214, acclamato Imperatore nel dicembre del 270 ed assassinato, praticamente senza ragione, da una assurda congiura degli equivoci, a Caenophrurium nei pressi di Bisanzio il 25 settembre del 275.

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Duilio Cambellotti

Duilio Cambellotti (1876-1960), romano, è stato un artista italiano di arti grafiche e di arti visive. E’ uno degli artisti più validi in Italia dell’Art Nouveau è l’esponente più famoso della schiera di artisti e nello stesso tempo artigiani che operano nella prima metà  del Novecento. E’ stato illustratore di libri e riviste, incisore, xilografo, pittore, scenografo, architetto, decoratore, arredatore, designer, grafico, cartellonista pubblicitario, progettista di suppellettili, oggettistica e componenti d’arredo, scultore, ceramista e illustratore. Continue reading

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Un bambino in toga di Domenico Augenti

Quando nel 1871, per motivi di viabilità, è stata demolita la Porta Salaria delle Mura Aureliane tra pietre e calcinacci della torre orientale venne fuori un bianco altare funebre, con la statua di un fanciullo in toga che tiene in mano un rotolo su cui è incisa una poesia.  Era la  Tomba di Sulpicio Massimo che oggi possiamo vedere dietro il grande cancello di via Piave 45, all’angolo con la via che prende il nome del giovane poeta, via Sulpicio Massimo. Continue reading

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Tomba di Sulpicio Massimo

Dalla demolizione della torre orientale di Porta Salaria nel 1921 sono venuti alla luce due monumenti: uno non identificato e il monumento funebre di Quinto Sulpicio Massimo.  La strada, che passa a pochi metri da qui, è stata a lui intitolata per ricordare a tutti il nome di quel poeta, un bravo e sfortunato bambino dell’antichità.

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