La storia inizia lungo via Panama, nell’orto urbano di una delle sedi della LUISS (Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli) che mi ha aiutato a ritrovare benessere interiore. In quest’orto, grazie alla collaborazione tra l’Associazione AMUSE APS e l’Università, ho seguito un corso di orticoltura offerto dalla Direzione dell’ateneo per sensibilizzare gli studenti e i cittadini interessati alle verdure e agli ortaggi (entrambi cibi che dovrebbero essere ogni giorno sulle nostre tavole). Dal giardiniere e dall’agronomo di LUISS ho ricevuto i primi insegnamenti per gestire in autonomia un piccolo orto, in un terrazzo o un giardino non importa, e quest’attività mi ha fatto scoprire quanto sia piacevole e fonte di benessere il contatto con la terra e con le piante. Continue reading
Antica Salaria DA FARE
DA FARE: forse si tratta solo di una mia sintesi di una passeggiata Roma2pass. DA VERIFICARE
(SA102) Piazza Fiume e dintorni (versione estesa)
Questa pagina presenta gli argomenti da trattare o accennare durante le passeggiata. La presentazione dell’evento è all’indirizzo PIAZZA FIUME E DINTORNI (SA101) (roma2pass.it) Continue reading
San Rocco
La chiesa di San Rocco all’Augusteo è una chiesa realizzata nel XVII secolo nel rione Campo Marzio , nella parrocchia di San Giacomo in Augusta. Continue reading
Giovanni Battista Giovenale
Giovanni Battista Giovenale nasce a Roma il 1849. Architetto, ingegnere, restauratore e storico dell’architettura, costituì per oltre mezzo secolo una figura di primo piano nel panorama culturale romano.
Formatosi a Roma, inizia l’attività nel periodo della cosiddetta “febbre edilizia”: dopo il concorso per il palazzo delle Esposizioni (1876), Giovenale, fu tra gli artefici del rinnovo e della trasformazione della città capitale.
Le sue prime realizzazioni riguardano interventi sul tessuto urbano del centro storico, come il restauro del palazzo Wedekind (1879), a piazza Colonna (fu lui a mettere un solo orologio sulla sommità dell’edificio in luogo dei due originari).
Spesso ebbe a che fare con ampliamenti di fabbricati, talvolta anche di sensibile entità, effettuati con malcelato intento speculativo da committenti facoltosi: eclatante in tal senso è l’edificio che il marchese Filippo Theodoli fece costruire, su progetto del G., nel giardino della propria residenza di via del Corso accorpandolo a essa. Interventi di questo tipo venivano attuati in virtù di licenze edilizie rilasciate per lavori di “sopraelevazione” (con l’opportuna modifica delle coperture e l’aumento di altezza degli ambienti sottostanti) e di “riduzione” degli alti ambienti risultanti (come nei palazzi Malatesta, oggi Pecci-Blunt, e Costaguti).
È palese in questi primi lavori la ricerca di soluzioni progettuali il più possibile corrette che non pregiudicassero ulteriormente l’omogeneità del tessuto urbano: volontà concretizzata dal G. in una grande sobrietà stilistica, la quale risulta peraltro con altrettanta evidenza anche nelle architetture affrontate ex novo, come i casamenti Mencacci-Pericoli, oggi hotel Tritone, Spithöwer e Tombari, nei quali il progettista si rifece ad austeri modelli cinquecenteschi o della prima architettura barocca (rispettivamente: ibid., prott. 55733/1886 e 92343/1890; 8831/1886; 59039/1888).
Del tutto differente l’atteggiamento progettuale del G. alle prese con particolari tipologie residenziali come il villino unifamiliare o la palazzina di lusso: nel complesso costituito dal casamento e dal villino Folchi e nel villino Boncompagni, di epoca successiva, tra le più pregevoli realizzazioni della zona di villa Ludovisi, il G. attinse con mano particolarmente felice al repertorio formale tardobarocco, sorprendente omaggio a un gusto che come archeologo e restauratore lo stesso architetto negava polemicamente.
Dopo gli scandali finanziari che avevano sancito la crisi dell’attività edilizia, il G., dando voce alla necessità fattasi urgente di salvaguardare la qualità del patrimonio architettonico, fondò nel 1890 l’Associazione artistica fra i cultori di architettura, che, analogamente alle istituzioni sorte in Francia e in Gran Bretagna, nacque con l’obiettivo di risollevare le sorti e il prestigio dell’architettura attraverso una serie di iniziative volte allo studio dei monumenti, in particolare di quelli della cosiddetta “età di mezzo”, ma anche alla promozione di concorsi per la realizzazione degli edifici pubblici o di rappresentanza. L’azione di tutela, costante, e per certi versi ambigua, era esercitata attraverso una sorta di vigilanza compiuta da una commissione dei rioni, composta da quattordici soci, a cura della quale venne redatto un Inventario dei monumenti, intrapreso a partire dal 1895 durante la presidenza di Gaetano Koch, e che ebbe l’indubbio merito di rivalutare i pregi artistici di una certa edilizia minore.
Il restauro della chiesa di S. Maria in Cosmedin (1896-99) vide il G. impegnato personalmente fin dagli studi preliminari, condotti con grande rigore filologico. La fase progettuale, egualmente affidata al G. e oggetto di plauso unanime da parte dei contemporanei, costituì il manifesto del cosiddetto “restauro scientifico”, secondo il quale l’indicazione metodologica di intervento doveva essere dedotta in maniera univoca dall’analisi della formazione del monumento, e attuata rendendo i rifacimenti e le eventuali aggiunte individuabili in ogni tempo.
Fonte: Raffaella Catini Dizionario Biografico degli Italiani Treccani
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“Fra Cannoni e Osterie” di Armando Bussi
RACCONTO DEL FLANEUR ROMA2PASS pubblicato il …
Questo racconto si è classificato 3° nel concorso Premio AMUSE 2023.
Non tutti sanno che Porta Pia sostituisce una più antica porta romana, dalla quale usciva, con un tracciato leggermente diverso dall’attuale, la via Nomentana.
Tale porta, anch’essa chiamata porta Nomentana, era stata realizzata nelle mura edificate sotto l’imperatore Aureliano tra il 270 ed il 275 d.C. e venne murata 15 secoli dopo (nella foto) sotto papa Pio IV. Fu infatti tale pontefice che fece costruire – circa 80 metri più a ovest, fra il 1561 e il 1564 – la porta che da lui prese il nome, progettata da Michelangelo Buonarroti in modo tale da risultare in asse, da una parte, con la nuova Strada Pia (attuale via XX Settembre); dall’altra, con un differente percorso della via Nomentana; così si creò un unico rettifilo, dal Quirinale fin quasi al complesso della basilica di Sant’Agnese. Continue reading
“Fra cannoni e osterie 3”
Se da Porta Pia imbocchiamo via Nomentana, tenendoci sulla sinistra, ci troviamo a fiancheggiare una serie di palazzi, per lo più fine Ottocento o inizio Novecento, il cui accesso è in genere costituito da un alto portone di legno; finché – al civico 133 – ne troviamo uno con un ingresso più arioso, chiuso da una cancellata, oltre la quale si intravede un poggio alberato. Ci fermiamo qui: non pare un luogo particolarmente significativo, eppure anch’esso, come molti a Roma, può raccontarci tante storie di varie epoche. Continue reading
LUISS di viale Romania: Storia del luogo
Il luogo in cui sorge il complesso LUISS in viale Romania ha una lunga storia. 
“Napoleone Bonaparte, la verità storica” di Carlo De Bac
RACCONTI DEL FLANEUR ROMA2PASS …
Leggo, non senza preoccupazione, da più parti, che ieri, 5 maggio 2021, ci si è affrettati a ricordare il bicentenario della morte di Napoleone, celebrato nella letteratura italiana con le famose sestine di Manzoni: “Ei fu; siccome immobile ecc. ecc.” e quindi nutro il timore che questo avvenga in senso unicamente elogiativo, come si fa abitualmente per un uomo ritenuto grande, ma che, invece, era ed è pieno di ombre: “ai posteri l’ardua sentenza”, appunto. (a destra la prima pagina dell’Ode “il V Maggio” di Alessandro Manzoni). Continue reading
Storia del Quartiere Flaminio fino al 1870
La storia dell’area oggi denominata quartiere Flaminio, ha origini antiche. I Romani chiamarono quest’area pianeggiante Prata Flaminia dal nome della via Flaminia, una delle sette vie consolari di Roma voluta nel 220 a.C. dal censore Gaio Flaminio alla vigilia delle guerre contro Annibale. Continue reading
