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Villa Ludovisi: il mito

Documentarsi e ricostruire monumenti, ville e strade non più esistenti a Roma è coinvolgente ma al tempo stesso sconvolgente.   Enorme infatti è la perdita del patrimonio culturale e paesaggistico della città, che non è rimasta certo indenne ai millenari passaggi storici e quindi ai cambiamenti che questi portarono con sé.  Con questa pagina torniamo sulle tracce di una villa urbana che non esiste più: Villa Ludovisi Continue reading

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Luigi Vanvitelli

Luigi Vanvitelli (Napoli 1700-Caserta 1773) è stato un pittore e architetto italiano figlio dell’olandese Gaspar Van Vittel.

Il Vanvitelli è considerato uno dei maggiori interpreti del periodo del Rococò; eseguì un cospicuo numero di opere che ancor oggi caratterizzano il paesaggio di varie città italiane: a Caserta la scenografica Reggia, alla quale il suo nome è tuttora indissolubilmente legato, e l’imponente acquedotto Carolino; ad Ancona il grande Lazzaretto, su un’isola artificiale pentagonale da lui realizzata, e la chiesa del Gesù; a Napoli il Foro Carolino, il palazzo Doria d’Angri, la chiesa della Santissima Annunziata; a Roma il difficile restauro della Basilica di Santa Maria degli Angeli.

Si affermò in seguito alla partecipazione ai concorsi per la Fontana di Trevi e per la facciata di San Giovanni in Laterano: i suoi progetti, pur non risultando vincitori, furono molto apprezzati e ne rivelarono l’estro artistico.  Assurto a notorietà, fu molto attivo in centro Italia, in particolare ad Ancona e a Roma, per poi essere assunto al servizio di Carlo di Borbone, per il quale realizzò, a partire dal 1752, la celebre Reggia di Caserta.

L’eclettismo delle sue realizzazioni e la versatilità del suo estro creativo rendono Vanvitelli un architetto difficilmente inseribile entro i ristretti orizzonti di una definita corrente artistica: la produzione del Vanvitelli appare pertanto non priva di contraddizioni, tipiche del periodo di transizione fra barocco e neoclassicismo. Generalmente, si può affermare che il linguaggio vanvitelliano da una parte raccoglie l’eredità delle esperienze tardo-barocche, e dall’altra promuove le nuove soluzioni architettoniche offerte dal neoclassicismo; in ogni caso, continuano i dibattiti per inserire il Vanvitelli nella schematicità scandita dalla suddivisone in stili artistici.

Dalle testimonianze, inoltre, sappiamo che Vanvitelli non era un assiduo frequentatore della vita mondana napoletana; ciò malgrado, quando il lavoro glielo permetteva, amava recarsi a teatro, specialmente al San Carlo. Per allontanarsi dalle normali occupazioni e ricrearsi, inoltre, spesso il Vanvitelli giocava a lotto, inoltrando al fratello Urbano soldi e istruzioni ben precise sui numeri da scegliere, spesso in riferimento a episodi bizzarri avvenuti a Napoli, seguendo così i dettami dell’interpretazione cabalistica.

Fonte: https://www.museionline.info/architetti/luigi-vanvitelli

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“Caduti alle Fosse Ardeatine del Municipio II” di Armando Bussi

RACCONTO DEL FLANEUR ROMA2PASS pubblicato il 15 gennaio 2024

È il 10 dicembre 1943.  Sono due mesi esatti che il Generale Giorgio Calvi di Bergolo – comandante di una Divisione dell’Esercito schierata a presidio della città di Roma, nonché genero del Re Vittorio Emanuele III – mentre i tedeschi sconfiggevano gli italiani a Porta San Paolo, ha fatto firmare la resa che ha loro consegnato l’Urbe.  Molti suoi commilitoni però non si sono però arresi.    Continue reading

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RIONE ESQUILINO

Situato sul colle Esquilino, il più alto dei sette su cui fu fondata Roma con i suoi quasi 60 metri, il Rione XV  è conosciuto per essere la zona in cui si intrecciano il maggior numero di nazionalità e tradizioni della città, un vero e proprio melting pot culturale e un crocevia del gusto, grazie ai numerosi ristoranti e negozi di alimenti etnici e chioschi di street food presenti nella zona.  Continue reading

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Goethe a Roma

Arrivato a Roma il 30 Ottobre del 1786, Johann Wolfgang von Goethe si stabilisce presso la casa di un pittore tedesco J.H. Tischbein, in via del Corso, in un palazzo che ospitava anche altri artisti tedeschi. Allora aveva quasi quarant’anni ed era già uno scrittore di fama mondiale, grazie al suo “Werther”, ma non ancora quel genio indiscusso delle “Affinità elettive. Continue reading

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