Venturino Ventura

Venturino Ventura (1910 – ……) è stato un architetto.

Nato a Firenze nel 1910, si laurea a Roma nel 1936 alla Regia scuola di Architettura, Allievo di Enrico Del Debbio, lavora con importanti architetti del regime come Ballio Morpurgo e stava per ottenere fama e successo: aveva infatti vinto, nel 1938, a soli due anni dalla laurea, l’importante incarico per la Torre alla Mostra d’Oltremare a Napoli. Stava iniziando la carriera universitaria e collaborando con architetti del calibro di Adalberto Libera.
A un certo punto, il silenzio. Sappiamo che è ebreo e che, per sfuggire alle leggi sulla razza, si trasferisce a Chieti dove vive una esistenza defilata.

Dopo la Liberazione, ritorna a Roma e mette in piedi uno studio professionale, dedicandosi quasi esclusivamente alla clientela privata e stando al di fuori dal dibattito architettonico. Nessuna rivista si accorgerà di lui se non episodicamente, nessun critico lo citerà. Eppure Ventura, oltre a essere un abile professionista, è un sognatore: scrive un testo di cinquecento pagine, dall’inquietante titolo La città condannata, dove racconta la sua utopia per le metropoli del futuro. Il saggio non viene stampato e del manoscritto ‒ l’ultima testimonianza che abbiamo è di Mangone, che lo ha visto rimanendo colpito dalla bellezza dei disegni ‒ non ne sappiamo più nulla: forse è andato perso o è riposto in qualche cassetto. Mentre il resto del materiale progettuale pare sia in gran parte andato distrutto a causa di un incendio.

Fonte:

Alcune delle opere di Venturino Ventura a Roma sono:

La sua notorietà deriva dall’aver costruito la Torre delle Nazioni nella Mostra d’Oltremare a Napoli, o Torre del Partito Nazionale Fascista, alta 46 metri, con posizione asimmetrica rispetto al piazzale dell’Impero. Inaugurata assieme alla fontana dell’Esedra solo nel 1940, la torre rappresentò il simbolo per eccellenza del quartiere espositivo della Mostra d’Oltremare a Fuorigrotta di Napoli più vicina alla costa di Pozzuoli e la collina di Posillipo per celebrare il grandioso progetto del Partito Fascista per la bonifica dell’area dei Campi Flegrei.

La Torre è costruita nel punto più importante della Mostra e cioè all’incrocio tra i due assi compositivi e quindi anche perfettamente allineato con l’asse del Viale Augusto, principale motivo di ricostruzione del rettilineo medesimo nel punto esatto in cui questo riparte dalla chiesa parrocchiale di San Vitale Martire. Nel progetto di costruzione della Torre delle Nazioni è stata data massima attenzione a tutti e quattro i fronti rispetto ai significati connessi al doppio asse di simmetria dei viali che lo cingono.

Fonte: Artribune

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