Arco di Sisto V

L’Arco di Sisto V o arco delle Pere nel piazzale Sisto V è a pochi passi dal quartiere Tiburtino e segna il confine tra il rione Esquilino e il rione Castro Pretorio. 

A breve distanza dal fianco della Stazione Termini che affaccia su via Marsala, il bell’Arco di Sisto V è oggi ridotto a poco più che uno spartitraffico, attraversato quotidianamente da migliaia di automobilisti frettolosi, che dimenticano di apprezzarne le forme eleganti e perfette. L’Arco, che segna i confini tra il Rione XV, Esquilino, e il XVIII, Castro Pretorio, costituisce il proseguimento dell’Acquedotto Felice e domina il piazzale Sisto V. Viene chiamato anche Arco delle Pere, per i frutti che compaiono nella decorazione dell’arco insieme con le stelle, i monti, la testa leonina, tutti elementi riferibili allo stemma di Sisto V, al secolo Felice Peretti.

E’ costruito in blocchi di peperino, con riquadri in travertino. Ha tre fornici, di cui il centrale, più grande, ha sulla chiave di volta una testa marmorea di leone, simile a quella posta sulla Porta Furba. Due ampie volute, terminanti in acroteri a forma di monti, inquadrano una grande targa marmorea per lato. Su quella affacciata su via di Porta San Lorenzo si ricorda che il Pontefice aveva aperto a proprie spese due strade dirette a Santa Maria Maggiore e a Santa Maria degli Angeli, per favorire la comodità e la devozione del popolo: “SIXTUS V PONT MAX VIAS UTRASQ ET AD S. MARIAM MAIOREM ET AD S. MARIAM ANGELORUM AD POPULI COMMODITATEM ET DEVOTIONEM LONGAS LATASQ SUA IMPENSA STRAVIT”.

In effetti, papa Peretti non doveva aver pensato molto a rendere più agevole il cammino di pellegrini e devoti, quanto piuttosto a migliorare la viabilità verso la Villa Montalto, che le due strade cingevano sui entrambi i lati.  La prima delle due arterie, che arrivavano in linea retta nei pressi della chiesa di Sant’Antonio Abate, venne sommersa dopo l’Unità d’Italia dai caseggiati umbertini e fu snaturata dagli ampliamenti per la Stazione.  La seconda corrispondeva all’attuale via Marsala e correva per oltre un chilometro, fino a piazza dei Cinquecento.
Sulla faccia opposta dell’Arco, quella che guarda sul piazzale Sisto V, l’iscrizione recita che il Pontefice aveva realizzato a sue spese la conduttura dell’Acqua Felice, sotterranea per 13 miglia e su arcate per 7 miglia. “SIXTUS V PONT MAX DUCTUM AQUAE FELICIS RIVO SUBTERRANEO MILL PASS XIII SUBSTRUCTIONE ARCUATA VII SUO SUMPTU EXTRUXIT”.

Subito sotto, direttamente incisa sul peperino, si può leggere la data: 1585, primo anno di pontificato.

Fonte: L’Arco delle Pere o di Sisto V di Antonio Venditti

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