Piccola Londra, di Marco Lodoli

Un breve racconto tratto da Isole. Guida vagabonda di Roma di Marco Lodoli che parla una minuscola area del quartiere Flaminio chiamata Piccola Londra.

Si sa com’è Londra per noi: una città impossibile da fre­quentare se non si ha il portafoglio straboccante di sterline. Una cena costa un occhio della testa, per un caffè servono più o me­no tre euro, per un cinema quattordici e cosi via. I voli aerei sono economici, le compagnie fanno a gara ad abbassare i prez­zi, ma una volta atterrati comincia il massacro.
E poi c’è l’annoso problema della lingua: fin da piccoli abbiamo studiato la grammatica inglese da capo a fondo e tradotto le loro canzoni più belle, ormai riusciamo a comporre alcune frasette come si deve, ma quando ci troviamo davanti a un londinese che parla speditamente non capiamo più nulla e ci assale la frustrazione.
Che inventarsi, allora, se d’improvviso ci viene voglia di fare quattro passi per le vie di quella città che oggi è il centro della musica, del teatro, della letteratura e di tante altre cose? Vi pro­pongo un ripiego modesto ma simpatico.
Tesa tra via Flaminia e via del Vignola c’è una stradina che i romani chiamano Little London (n.d.r. il nome della strada è via Bernardo Celentano). Due grandi cancelli impediscono il flusso delle mac­chine, ma a piedi si può passare tranquillamente e snap! in un attimo siamo in una traversa di Sloane Street o di Belgrave Square, e Roma è un ricordo lontano.
Non so come sia stato pos­sibile questo miracolo, è come se un meteorite si fosse staccato dal pianeta Londra per volare libero nello spazio e conficcarsi all’interno della nostra città. Le case sono basse e hanno tutte le classiche scale di pietra che salgono fino ai portoncini di le­gno, le recinzioni hanno punte dorate, le buche delle lettere so­no vezzose riproduzioni delle loro sorelle d’oltremanica, sem­bra addirittura che il cielo sia meno azzurro che sul Lungoteve­re, che una leggera nebbiolina avvolga l’intera strada. Restiamo sbalorditi, balbettiamo beautiful e very ioell, e ritorniamo muti ad ammirare quei cento metri di pura Inghilterra.
Sul marciapiede cammina un gentiluomo, potrebbe essere Paolo Meccarti o Ringo Stella, o forse il dottor Gechi che si sta trasforman­do nel signor Aidi, o Giacomo lo Sbudellatore, e allora scap­piamo da quel misterioso sogno inglese, via di corsa, per rientrare nella nostra sicura caciara romana!
Il soggetto di questa pagina è:
relativo alla Zona da Belle Arti a via Guido Reni,
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