Villa Napoleone

La Villa Napoleone (o Parco Napoleone) doveva essere un grande parco pubblico che i Francesi volevano realizzare tra la via Flaminia e il Tevere, da piazza del Popolo a Ponte Milvio.

A inizio Ottocento, quando i Francesi governavano lo Stato Pontificio, nella zona nord di Roma:

  • all’interno delle Mura Aureliane, è realizzato il Giardino del Gran Cesare (o parco del Gran Cesare), il primo giardino pubblico romano, poi denominato Pincio,
  • all’esterno delle Mura Aureliane, è studiato un grandioso progetto urbanistico: il Parco Napoleone che si sarebbe dovuto estendere tra la via Flaminia e il Tevere, da piazza del Popolo a Ponte Milvio per accogliere l’Imperatore dei Francesi quando sarebbe venutoa Roma. La storia ci insegna che questa visita non avvenne mai.

La rotonda di cipressi ancora presente a piazza Melozzo da Forlì è l’unica traccia di quel pochissimo che fu realizzato di questo progetto.

Un’opera che invece gli ingegneri di Napoleone realizzano è la sistemazione, a nord del ponte, del piazzale di Ponte Milvio che, per la convergenza della via Cassia e la via Flaminia, costituiva il vestibolo di accesso alla città per chi veniva da nord. La forma ovale della piazza è ancora disegnata dagli alberi che discendono da quelli allora piantati , mentre la colonna centrale prevista dal progetto non fu mai collocata.

Sull’area della Villa Napoleone, aggiungendo i Monti Parioli, gli urbanisti italiani progettarono il parco Margherita (anch’esso non realizzato).

Un’altra opera concepita nel periodo napoleonico ma attuata più tardi, è il Cimitero del Verano.

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