Calendario 2016

Nel 2016, il Comitato Piazza Verdi ha pubblicato un Calendario

Copertina – Dettaglio della facciata del Poligrafico dello Stato – Fotografia di Donatella Marini

Un’architettura da raccontare e architetti da ricordare. Un patrimonio da preservare e valorizzare.

Crediamo in un territorio ricco di iniziative e vitalità sociale, confidiamo in residenti e cittadini attenti che coltivino anche l’interesse alla conoscenza dei palazzi, della loro architettura e degli architetti e ingegneri che li hanno costruiti; crediamo in un ambiente decoroso e pulito, sicuro, nel quale ognuno possa esercitare pienamente i propri diritti, ma non dimentichi i suoi doveri: uomini e donne animati dal senso civico e dalla coscienza di appartenere ad una collettività viva. Crediamo in Quartieri e in una Città a dimensione di chi vi abita, con l’attenzione verso tutti ma in particolare verso le fasce deboli, i meno fortunati, gli anziani, i bambini, i giovani, verso coloro che sono portatori di invalidità ma sono, al contempo, partecipi e sensibili. Crediamo nelle nostre zone e nella loro storia, che è in fondo la vita delle nostre famiglie e di coloro che ci hanno preceduto e non ci sono più, ma che ricordiamo sempre, ogni giorno, come parti di noi. Per tutto questo abbiamo voluto, ideato e realizzato questo Calendario: ve lo consegniamo come testimonianza di impegno e di passione civile. (Comitato Agorà Piazza Verdi “gente in movimento)

Gennaio

Via Martini – Architetto Marcello Piacentini – Fotografia di Donatella Marini

Marcello Piacentini può considerarsi, a pieno titolo, l’architetto della zona dal momento che molti edifici di piazza Verdi e dintorni portano la sua firma. Inizia la sua attività sotto la guida del padre Pio e negli anni trenta si propone come mediatore tra istanze architettoniche diverse collocandosi, nel ventennio, come uno dei principali interlocutori del regime fascista. Piacentini non fu solo progettista di singoli palazzi e palazzine, ville e villini, ma contribui alla stesura di molti Piani Regolatori, in Italia e all’estero. A Roma redige numerosi progetti di sistemazione di interi settori urbani come quelli per il Quartiere del Rinascimento (1916-1918) e per la “Grande Roma” (1925). Sarà tra i firmatari del Piano Regolatore del 1931, coordinatore per la Città Universitaria dal 32 al 35 e curò i progetti per l’Expo del ’42, poi EUR tra il ’37 e il ’42, componente della Commissione incaricata di preparare il Piano Regolatore della capitale nel ’58. In questa immagine si valorizzano alcuni particolari dell’elegante palazzina di Via Martini, costruita nel 1923.

Febbraio

Piazza Verdi – Palazzo del Poligrafico dello Stato – Fotografia di Antonio Bufalino

Imponente su Piazza Verdi domina la figura del palazzo già sede dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), progettato e costruito dal 1913 al 1918 da Garibaldi Burba insieme a Larderel. Burba fu attivo a Roma tra il 1910 e il 1930, progettando varie opere tra le quali un complesso di palazzine della Cooperativa dei dipendenti dell’allora Ministero del Tesoro, in via Siacci (1920-22). II Palazzo, previsto nei disegni originali della zona come sede della Corte dei Conti, divenne la storica sede dell IPZS per quasi un secolo. Nei suoi ambienti si sono stampati, tra gli altri, su rotative immense i valori dello Stato, pubblicazioni, libri, Gazzette Ufficiali. Dopo il trasferimento dell’IPZS nella nuova sede di via Salaria l’edificio è oggetto da parte di Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare, tramite una sua controllata, di una vasta opera di ristrutturazione e valorizzazione: nel corso del 2016 sarà costruito un parcheggio sotterraneo multipiano proprio sotto il palazzo mentre negli anni successivi continueranno i lavori all’interno del palazzo per farne una residenza alberghiera, appartamenti residenziali e uffici

Marzo

Via Donizetti 9 – Architetto Giulio Pediconi – Fotografia di Antonio Bufalino

Giulio Pediconi (Roma, 1906-1999) è un altro architetto della nostra zona. Nel 1931 Giulio e Mario Pediconi iniziano la loro attività e si qualificano subito per la qualità e articolazione dei lavori, dai progetti urbanistici agli interventi di restauro e ricostruzione di interi complessi urbani, dagli edifici pubblici a quelli inseriti in zone urbanistiche di enti pubblici come INA-Casa, dall’edilizia privata di pregio ai complessi religiosi. I due progettisti negli anni ’50 si caratterizzano, sull’edilizia abitativa, nell’adesione a un linguaggio razionalista di volumi svuotati, balconate aggettanti e pareti con ampi riquadri. La palazzina di Via Donizetti, del 1960, ne è un esempio, al pari di opere forse più eleganti come quella che si affaccia su Villa Balestra, in via Spadini.

Aprile

Via Paisiello, 42 – Architetto Clemente Busiri Vici – Fotografia di Antonio Bufalino

Clemente Busiri Vici componente di una “dinastia di ingegneri e architetti famosa non solo a Roma, a cominciare da Andrea senior (Roma, 1818-1911), discendente dell’architetto Andrea Vici (1743-1817), per continuare con il figlio Carlo e i nipoti Andrea junior, Michele (1984-1981). Clemente si caratterizza per una serie di progetti nella nostra zona: tra tutti la chiesa di San Roberto Bellarmino, in piazza Ungheria. Carlo interviene invece su numerose ville di campagna preesistenti nel nostro quartiere con restauri significativi come quello di un antico casale cinquecentesco appartenuto originariamente alla Compagnia di Gesù e oggi residenza degli Ambasciatori degli Stati Uniti nella stupenda cornice di Villa Taverna. Clemente progetta questa palazzina su Via Paisiello dove una sobria targa ricorda la feconda attività di uno degli studi romani di architettura più interessanti.

Maggio

Via Paisiello, 42 – Villino Alatri – Architetto Mario Ridolfi – Fotografia di Antonio Bufalino

Mario Ridolfi aderisce al razionalismo nella seconda metà degli anni 30 soprattutto con le sue opere romane di via di Villa Massimo e di via San Valentino. Insieme a Wolfgang Frankl, con il quale divide lo studio dal ’34, inizia una produttiva collaborazione che lo porta, tra l’altro, a realizzare numerosi progetti, soprattutto a Terni. Proprio con Frankl e con Mario Fiorentino realizza l’originale sopraelevazione di tre piani del Villino Alatri, costruito da Vittorio Ballio Morpurgo (1890-1966) negli anni venti con uno stile definito dal Rossi lezioso barocchetto” che descrive l’accostamento di due stili cosi diversi come “soluzione che rasenta il virtuosismo: le strutture portanti in muratura vengono usate come fondazioni della nuova struttura in cemento armato … e ogni dialogo con la struttura preesistente rifiutato … In sostanza il vecchio edificio viene ridotto a semplice basamento del nuovo“.

Giugno

Via Raimondi – Architetto Mario Ridolfi per la terrazza – Fotografia di Donatella Marini

Questo villino dei primi del novecento si affaccia su via Raimondi e sul Bioparco, verso Parco dei Daini, una delle vedute più suggestive dal quartiere Sebastiani. I recenti lavori lo hanno ancor di più valorizzato e i colori chiari fanno risaltare particolari di solito trascurati. Anche qui un esempio di sopraelevazione forse meno pronunciata rispetto a quella del Villino Alatri: si trattava di aggiungere un piano nel quale collocare uno spazio di soggiorno che potesse appunto affacciarsi sui “pini romani di Villa Borghese. Ridolfi progetto con Frankl (1954-1955) una grande terrazza in cemento armato su cui poggiando 16 pilastri a sezione romboidale disposti secondo una pianta a croce greca perfettamente centrata rispetto alla terrazza. La copertura conserva le vecchie tegole.

Luglio

Hotel Claridge di Viale Liegi – Architetto Francesco Berarducci – Fotografia di Roberto Di Veglia

Francesco Berarducci (Roma, 1924-1992) si laurea nel 1950 e insieme ad altri architetti, tra gli altri Aymonino e Melograni, è fortemente legato alla “scuola romana” al cui interno farà riferimento a Vittorio Ballio Morpurgo e Mario De Renzi: con il primo lavora infatti al quartiere INA-Casa di Torre Spaccata a Roma (1955-63). Riprende anche principi di chiarezza strutturale che gli derivano dall’insegnamento di Pier Luigi Nervi, suo docente di Tecnologia. Negli anni ’60 s’ ispira alla tipologia della palazzina di Mies e Le Corbusier e, da quest’ultimo, raccoglie l’idea dell’apertura alla luce, con ampie vetrate, cosi come in quest’opera del ’62, l’Hotel Claridge di Viale Liegi

Agosto

Via Porpora – Architetto Carlo Pincherle – Foto di Antonio Bufalino

Carlo Pincherle (Venezia, 1860 – Roma, 1942) fu uno dei maggiori architetti della Roma umbertina e giolittiana. Si caratterizza su progetti per committenti facoltosi, concentrandosi sulle tipologie tipiche del villino e delle residenze unifamiliari. Nella zona del Quartiere Parioli e in particolare nel quartiere Sebastiani, tra Via Paisiello e Parco dei Daini, compare con frequenza proprio per le caratteristiche della zona, riprendendo i motivi architettonici dell hotel particulier francese nei limitati spazi del lotto, aperto al proprio interno su giardini non certo ampi e in un rapporto di continuità tra l’edificio e la strada. Esempi significativi su via Porpora, via Carissimi, via Raimondi. Questa casa su Via Paisiello si presenta originale rispetto ai villini adiacenti. Pincherle è il padre di Alberto Moravia.

Settembre

Via Paisiello – Architetto Mario Marchi – Fotografia di Roberto Di Veglia

Mario Marchi può considerarsi l’architetto della tipica palazzina romana: i suoi interventi prestano attenzione al dettaglio e alla cura del particolare. Trova unanimi consensi e la sua architettura viene definita da Marcello Piacentini “solida e sicura”. Lavora, tra l’altro, sui quadranti nord e ovest di Roma e lungo grandi arterie cittadine come via Gregorio VII e via Baldo degli Ubaldi, con interventi rispettosi dell’orografia dei luoghi. In questa immagine il Villino Valle (con G. Biamonti, 1924) dove si possono ammirare gli elementi che caratterizzano il suo esordio storicista e neobarocco che evolveranno poi verso i linguaggi vagamente futuristi e déco degli anni Trenta e quelli più unificati e precisi degli anni Cinquanta.

Ottobre

Viale Liegi – Architetto Marcello Piacentini – Fotografia di Roberto Di Veglia

Un altro villino (1916-1922) di Marcello Piacentini su Viale Liegi, al civico 62, viene giustamente citato da Piero Ostilio Rossi (Roma, Guida all’architettura moderna, 1909-2000, editori Laterza, collana Grandi Opere) come una delle opere di rilievo del noto architetto, “… di sapore Secessionista… negli anni del primo dopoguerra“. Sempre il Rossi: “Già intorno al 1923 (si vedano ad esempio le case al numero 6 di via Martini in questo calendario al mese di Gennaio ndr) nei progetti di Piacentini faranno la loro comparsa i primi elementi Novecento che negli anni successivi costituiranno l’ossatura sulla quale egli costruirà un proprio linguaggio eclettico, scenografico e monumentale che si dimostrerà in grado di assorbire di volta in voltagli innesti più diversi cosi da porsi come punto di riferimento per la costruzione di un’architettura nazionale.”

Novembre

Piazza Verdi – Fabbricati IRCI – Fotografia di Donatella Marini

La relazione presentata a Roma il 21 Marzo 1912 dal consigliere relatore G. Wanderlingh ai soci dell’Istituto Romano Case Impiegati dello Stato (IRCI) già tracciava le prospettive di sviluppo e decantava la centralità della zona posta all’interno di un vasto quadrilatero tra via Pacini, via Scarlatti, Piazza Verdi, Via Donizetti e via Spontini. “I nostri fabbricati – diceva Wanderlingh – si trovano in prosieguo di un quartiere già costruito e da esso divisi dalla via Salaria che verrà allargata e sistemata… Le nostre case sorgono in un Quartiere già popolato e bello di eleganti villini, in un Quartiere fra i più signorili della città, destinato a un crescente sviluppo …

Dicembre

Via Martini – Architetto Attilio La Padula – Foto di Antonio Bufalino

Attilio La Padula (Pisticci, MT, 1917 Roma, 1981) si distingue per un’attività professionale caratterizzata anche da una rilettura della lezione di Richard Neutra, architetto austriaco (Vienna 1892- Wuppertal, 1970), con l’utilizzo di ampie superfici vetrate, spesso raggruppate e ripetute come in questo palazzo, attuale sede dell’Autorità Garante della concorrenza e del Mercato e della CONSOB. costruito con A. Marchini tra il ’63 e il ’66. L’edificio, già sede dell’ENEL, sorge sullo spazio occupato dalla Casa dell’Automobile, demolita per dare posto al nuovo palazzo e costruita nel 1929 su 10 piani di cui uno seminterrato, capace di ospitare 1000 automobili, con soluzioni tecniche moderne per quel tempo: una doppia rampa elicoidale permetteva di raggiungere, per ogni piano, 4 gallerie di box. Attilio è il fratello minore di Ernesto, il progettista del Colosseo quadrato dell’EUR.

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