Interni di San Roberto Bellarmino

L’interno della chiesa dedicata a San Roberto Bellarmino, in piazza Ungheria, è caratterizzato da scarsa luce, forme spigolose e strutture portanti in cemento armato lasciate a vista.

MAPPA della Zona Parioli 2 (Villa Ada e Monte Antenne)  

L’altare maggiore è stato donato da Beniamino Gigli: il tenore infatti in quegli anni era tornato in Italia dopo i successi americani e risiedeva nel suo villino nel vicino quartiere Coppedè.

L’abside maggiore ha sette lati decorati con mosaici su sfondo blu che illustrano il santo illuminato dalla luce dello Spirito Santo.  Il grande mosaico è di Renato Tommassi.   Sulle due cantorie ai lati del presbiterio si trova l’organo a canne Tamburini opus 175, costruito nel 1934 e restaurato più volte, di cui l’ultima da Carlo Soracco nel 20092010.  A sinistra dell’altare è la stele commemorativa, opera del 1938 di Busiri Vici, in memoria di Riccardo Perucchetti, morto in un incidente stradale a vent’anni.

Il quadrato al centro della chiesa è coperto con tiburio ottagonale, nei pennacchi della crociera i Quattro Evangelisti e, sopra l’arco absidale, la Croce Gloriosa.

Anche nei due bracci del transetto, formati da un semi-ottagono, ritroviamo il numero otto. A sinistra c’è l’altare del Sacro Cuore, dove si svolgono le celebrazioni quotidiane. A destra quello dedicato alla Madonna.

Sulle pareti della chiesa è la Via Crucis è di Corrado Vigni (1888-1956), l’autore di diverse opere nella coeva basilica del Cristo Re in viale Mazzini e dei due grandi bassorilievi dei Dioscuri, ai lati dell’edificio del Rettorato nella Città Universitaria.

Lungo la navata, coperta con capriate lignee, si aprono cinque cappelle per lato, sormontate da finestre ottagonale con vetrate policrome che illustrano la vita del Cardinale Bellarmino. Le dieci vetrate sono state realizzate su cartoni di Alessandra Olsoufieff, nobile russa e cognata dell’architetto.

Uscendo, notiamo la vetrata sulla contro-facciata che mostra in modo inequivocabile come San Roberto, per anni direttore della Biblioteca Vaticana nonchè presidente del Tribunale del sant’Uffizio, avesse grande familiarità con libri e codici

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