Morte in Prigione

Nella chiesa di Santa Maria del Popolo, a sinistra della porta laterale, c’è uno strano monumento funebre. Fu fatto realizzare dall’architetto Giambattista Gisleni ( 1600-1672) romano e, a quanto si evince dal lungo epitaffio, gran viaggiatore.

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MAPPA FLAMINIO 1 della Zona Flaminio 1 (da Porta del Popolo a Belle Arti)

Nella tomba si distingue uno scheletro in marmo giallo, avvolto nel sudario, che stringe le sbarre di una nicchia. La tradizione ha fatto nascere su di esso un’assurda leggenda. I membri dell’Arciconfraternita della Buona Morte, che avevano il compito di seppellire i morti nella prima chiesa incontrata durante il loro trasporto, si trovarono una notte a passare nei pressi della Via Flaminia con un cadavere.

Non riuscendo a svegliare i frati di S.Maria del Popolo, sfondarono le porte della chiesa, e lasciarono il defunto all’interno della costruzione. Il pontefice non avendo gradito quest’affronto ai frati, ma non sapendo chi incolpare, decise di punire la morte stessa, mettendola in carcere. Ordinò di fare innalzare quel simulacro che il popolo ancora oggi chiama “La morte in prigione”.

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