Santa Maria Immacolata a San Lorenzo

Santa Maria Immacolata è la chiesa del quartiere San Lorenzo.  La chiesa è sede parrocchiale affidata ai Giuseppini del Murialdo. Dal 1969 è sede del titolo cardinalizio dell’“Immacolata al Tiburtino”.

La chiesa fu costruita per volere di papa Pio X tra il 1906 e il 1909 su progetto dell’architetto Costantino Schneider e fu solennemente consacrata dall’arcivescovo di Malines, il cardinale Desiré Mercier, nel 1909. Essa fu dedicata a Santa Maria Immacolata, dogma proclamato nel 1854 da papa Pio IX, e a Giovanni Berchmans, gesuita belga particolarmente devoto all’Immacolata, come segno di riconoscenza verso i cattolici belgi che avevano dato un sostanzioso contributo economico per l’edificazione della chiesa.

La chiesa è in stile neoromanico con elementi neogotici. L’esterno è rivestito di mattoni a vista; la facciata è a salienti e presenta, al centro, il portale con lunetta musiva e, in alto, il rosone circolare. Il campanile, ispirato a quello di San Marco a Venezia ma di dimensioni minori (altezza m 50 e lato m 9,20), fu aggiunto in seguito, nel 1929, e ospita un concerto di sei campane.

L’interno è a croce latina a tre navate, con volte a crociera e finestre a vetri policromi. La decorazione dell’interno risale al secondo dopoguerra (1946-1954) ad opera di Mario Prayer.  La decorazione pittorica si sviluppa su un’area di oltre 650 mq; nell’abside è raffigurato il trionfo della Vergine tra santi e martiri mentre lungo la navata ogni lunetta comprende due episodi della vita della Madonna.  Al centro delle lunette, sotto i finestroni, sono affrescate in bianco e nero a tempera, nicchie con statue in falso bassorilievo rappresentanti allegorie mariane con le virtù della Madonna e figure femminili bibliche; mentre, nella parete di fondo intorno al rosone centrale in vetro policromo, viene descritto il trionfo della fede e la glorificazione di San Pio X, che accompagna le anime al cielo sotto la guida della Vergine.  Molti personaggi raffigurati nelle decorazioni del transetto e della navata centrale sono tratti da fotografie di uomini e donne che caddero in questo quartiere sotto i bombardamenti del 19 luglio 1943.

Sulla cantoria alle spalle dell’altare maggiore vi è l’organo a canne, costruito nel 1925 da Zeno Fedeli e successivamente elettrificato, che dispone di 17 registri su due manuali e pedale.

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