Scuderia d’agenzia di Villa Ada

La Scuderia d’agenzia è il primo delle Scuderie Reali, i tre edifici di Villa Ada realizzati per ospitare cavalli e carrozze di casa Savoia.

MAPPA della Zona Parioli 2 (Villa Ada e Monte Antenne

La prima scuderia è indicata nei documenti indifferentemente come “d’agenzia” o “di rappresentanza”, perché vi si custodivano i cavalli di razza della Casa Reale.

L’edificio è realizzato contestualmente alla completamento delle ben più monumentali scuderie del Quirinale e mostra analogie stilistiche e architettoniche con esse. Inoltre, confrontando i documenti relativi alle Scuderie di Villa Ada Savoia con quelli del Quirinale, è evidente che ci si avvalse delle stesse maestranze. Le Scuderie del Quirinale sono realizzate da Antonio Cipolla, l’architetto napoletano responsabile anche degli interventi di ammodernamento e adattamento dell’intero complesso del Quirinale, divenuto, nel 1870, la residenza dei Re d’Italia. Alla morte di Antonio Cipolla nel 1874, non essendo ancora conclusi i lavori, l’incarico è affidato all’arch. della Real Casa Gennaro Pretagna che conclude i lavori nel 1876. Si può quindi ipotizzare che l’edificio è realizzato su progetto di Gennaro Petagna.

Per il progetto dell’edificio di Villa Savoia, Petagna si ispira alla stessa tipologia architettonica ideata da Cipolla per le Scuderie del Quirinale, adattandola al diverso contesto topografico ma anche alle più modeste esigenze funzionali. Ne riduce notevolmente le dimensioni e conferisce al fabbricato un’impronta prettamente utilitaristica, avvalorata dalla mancanza quasi totale di aggetti, se si eccettuano le teste equine e gli stemmi sabaudi, presenti, peraltro, anche al Quirinale.

La pianta di questo immobile, realizzato con sobrio classicismo, presenta recinti distribuiti su due file, in cui i cavalli sono disposti dorso a dorso, separati da un corridoio centrale. La copertura è a tetto spiovente con tegole, mentre il prospetto presenta un piano terreno un ordine unico, scandito da una teoria di grandi archi a tutto sesto intervallati da lesene. In prossimità dei quattro angoli, al posto degli archi, compaiono quattro finestre con sovrastante timpano ad arco, chiuse da grate. Gli arconi del pianterreno, se si eccettuano le porte di ingresso sulle facciate ovest ed est e le due grandi aperture per i cavalli sui prospetti nord e sud, sono murati ed intonacati, con l’architrave che chiude alla base l’arco a tutto sesto fino a formare un finestrone a lunotto chiuso anch’esso da grate. Un semplice cornicione con mensole delimita il piano terreno, su cui si innesta il livello superiore.

Il prospetto presenta finestre quadrate. dieci nei lati lunghi e tre in quelli brevi, alternate a lesene che proseguono nel piano inferiore. Gli interni del piano terra, dotato probabilmente nel 1940 di un soppalco in legno, erano ampi, destinati a scuderia, con gli stalli separati da eleganti ed esili colonnine in ghisa tuttora esistenti.

Al piano superiore dell’edificio vi erano gli alloggi per gli stallieri, modificati in tempi recenti, con la creazione di tramezzi come si evince da alcune planimetrie catastali allegate ad una “Domanda di sanatoria presentata della Società “Villa la Ada 87″ proprietaria dell’immobile prima del passaggio al Comune di Roma nel 1996. Queste piante sono state rinvenute, insieme ad altri incartamenti, all’interno dell’edificio, nel 2005, nel corso delle operazioni di sgombero di abusivi da parte dell’Amministrazione Comunale.

Nel grande stemma Savoia al centro dell’edificio centrale è ben visibile il Collare dell’Annunziata, un simbolo di appartenenza a Casa Savoia.

Nei dintorni: Serre di Villa Savoia,

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