Itinerario naturalistico nella Valle dei Platani.

La Valle dei Platani è un angolo del Parco di Villa Borghese in cui predomina l’assetto naturalistico per l’assenza di elementi decorativi.

La vallata, al suo stato naturale, è un luogo suggestivo ricco di piante tra le più belle e decorative, la maggior parte spolianti, per cui in autunno il paesaggio offre un immagine spettacolare dovuta alle diverse tonalità di colorazione delle foglie.

Il patrimonio vegetale è costituito da esemplari di
platani (Platanus orientalis),
bagolari (Celtis australis),
querce (Quercus rubra e robur)
castagni (Castanea sativa),
noci (Juglans nigra e regia),
acer Negundo (Acero Negundo),
albizzia o acacia di Costantinopoli (Albizzia Julibrissin),
ailanto (Ailanto Altissima o glandulosa).
Inoltre sono presenti alberi dalla bellissima fioritura primaverile quali: robinie (Robinia pseudoacacia), ippocastani (Aesculus hippocastanum), tigli (Tilia cordata), alberi di giu-da (Cercis siliquastrum), catalpe (Catalpa bignonoides).
I platani situati al centro della vallata hanno un’età considerevole: si tratta di esemplari ultracentenari distribuiti in modo ordinato lungo un filare, posti ad una distanza di pochi metri l’uno dall’altro. La presenza di questi esemplari esotici ultracentenari con la loro maestosa grandezza rende la valle incantevole e suggestiva. L’impianto risale probabilmente ai tempi del cardinale Scipione Borghese e rappresenta quindi un enorme patrimonio storico paesaggistico da salvaguardare.
Il platano (Platanus orientalis), originario dell’Europa Sud Orientale e del Medio Oriente, è una pianta che può raggiungere anche 30 m di altezza, molto suggestiva per via della corteccia di colore verde-giallo che si sfalda in placche e delle foglie palmate e suddivise in cinque lobi. La fioritura avviene nei mesi di apri-le e maggio, i frutti sono sferici e raggruppati in numero variabile da 3 a 6. Preferisce posizioni soleggiate e terreni argillosi.
Numerosi sono gli esemplari di tigli (Tilia cordata) presenti nella vallata. Il tiglio è una pianta orna-mentale molto bella, a foglia caduca, che fiorisce a giugno, con i fiorellini bianchi e profumati attaccati ad una brattea (la brattea è una squama dalla cui ascella hanno origine i fiori). È una pianta molto usata per abbellire parchi e giardini per la bella chioma fogliare e per la ricca e profumata fioritura.
Numerosi sono anche gli esemplari di noci tra cui: il noce nero o americano (Juglans nigra) e il noce europeo o nostrano (Juglans regia) che appartengono alla famiglia delle Juglandaceae. Il noce europeo, originario dell’Asia, è una pianta dalla chioma larga ed espansa, le foglie sono composte e sono lunghe circa 20-30 cm, la fioritura avviene da aprile a giugno, il frutto è rappresentato da una drupa verdastra e tondeggiante con diametro di 5 cm. Questa pianta cresce bene ovunque e predilige posizioni soleggiate e climi temperati non troppo freddi e umidi. Il noce nero o americano è originario del Nord America, ed è stato introdotto in Europa nel XVIII secolo. Ha le foglie composte di tipo paripennate lunghe fino a 50-60 cm, il margine è seghettato con apice appuntito e con la superficie inferiore leggermente tomentosa, il colore delle foglie è verde chiaro. Fiorisce alla fine della primavera-inizio estate, il frutto è costituito da una drupa rotondeggiante, con diametro di circa 4-6 cm. È a rapida crescita e viene quindi utilizzato come specie ornamentale paesaggistica, inoltre è resistente ai parassiti ed alle malattie.
Nella valle sono presenti due esemplari di catalpa (Catalpa bignonioides), pianta molto bella e decorativa durante il periodo della sua fioritura, originaria dell’America meridionale e orientale, appartenente alla famiglia delle Bignoniaceae, introdotta in Europa anch’essa nel XVIII secolo. È un albero di medie dimensioni dalle foglie grandi e lunghe10-20 cm con lamina cuoriforme di colore verde chiaro e con sfumature rosate o violaceo. I fiori sono tubulosi campanuliformi di 3-5 cm di diametro, di colore bianco con variegature interne ocraceo-giallastre o violacee, riunite in infiorescenze terminali a pannocchie. Fiorisce in estate da metà giugno a metà luglio, il frutto è formato da una capsula allungata a forma di legume lunga fino a 30-40 cm. Questa pianta preferisce grandi spazi, si adatta a qualsiasi terreno prediligendo posizioni soleggiate ed è abbastanza resistente agli agenti inquinanti.
Altra pianta interessante presente nella valle è l’albizzia o acacia di Costantinopolí (Albizzia Julibrissin) appartenente alla famiglia delle Leguminosae, è una pianta proveniente dall’Asia Occidentale, le foglie sono decidue, composte imparipennate, i fiori hanno un aspetto piumoso con sfumature rosate, la fioritura avviene nel periodo estivo tra giugno ed agosto, quando le foglie sono già presenti; i frutti sono rappresentati da legumi lunghi da 8 a 15 cm. Il nome comune Albizzia deriva dal fatto che verso la metà del ‘700 venne diffusa da Costantinopoli in tutta l’Europa da un famoso botanico italiano di nome Albizzi. La particolarità di questa pianta consiste nel fatto che le foglie durante la notte si chiudono.

Testo tratto da un saggio di Rosaria Adduci.

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