Via Barnaba Oriani

Via Barnaba Oriani è il proseguimento di via Antonio Bertoloni e dalla sommità del Monticello scende verso l’Acqua Acetosa

MAPPA della Zona Pinciano 4 (da piazza Pitagora a piazza Euclide)

L’atmosfera che respiriamo in via Barnaba Oriani è quella di una zona esclusiva, abitata da persone che considerano la privacy uno dei fattori fondamentali della qualità della vita. Su questi marciapiedi poteva incontrare Vittorio Cecchi Gori che in pelliccia porta a spasso il cane oppure Claudio Lotito che va allo stadio a vedere la “sua” Lazio.

E’ una strada creata nel 1920, sulla base delle indicazioni del Piano Regolatore del 1909, lottizzando il parco di Villa Pisa. La via presenta palazzine e villini, spesso costruiti da architetti famosi, in cui il barocchetto romano, caratteristico di via Antonio Bertoloni, lascia il posto al razionalismo.

A proposito degli architetti che hanno progettato gli edifici lungo questo itinerario, bisogna fare una premessa dovuta: non vedremo la parte più importante e impegnativa del loro lavoro, cioè lo studio e la realizzazione degli interni. In queste abitazioni infatti, gli appartamenti sono ampi, eleganti, ben studiati e realizzati in modo raffinato, spesso con l’impiego di materiali pregiati.

Gli alberelli che vediamo sui marciapiedi sono dei ligustri, arbusti caratteristici della macchia mediterranea. Sono presenti anche esemplari di lagerstroemia.

Barnaba Oriani, prete e astronomo milanese, allievo di Lagrange, stabilì l’orbita del pianeta Urano.

Lato sinistro della via

  • al n. 3, sull’angolo con via Francesco Denza, una madonnina in smalto protegge l’ingresso del Villino Pasinati.
  • al n. 5, un altro villino unifamiliare, con particolari linee di gronda e delle enormi grate aggiunte. L’ultimo restauro delle facciate non è riuscito molto bene
  • al n. 11, l’Hotel degli Aranci, costruito negli anni ’90 ristrutturando villa Chiovenda 3, le cui stalle sulla strada sono diventate delle lussuose suite
  • al n. 15 all’angolo con largo Elvezia, un villino unifamiliare in stile neo-medioevale, è il Villino Saffi,
  • largo Elvezia, un piccolo slargo a sinistra della via con un spiazzo pedonale al centro.
  • sulla via, le scuderie, poi autorimesse, di Villa Monticello, oggi trasformate in ambienti dell’ambasciata di Svizzera. La costruzione è sovrastata da un serbatoio che ricorda l’origine campestre di tutto l’edificio.
  • al n. 63 l’ingresso attuale di Villa Monticello, segue il parco della villa
  • via Paolo Frisi
  • al n. 67, all’angolo con via Paolo Frisi, sorge un villino dalla tipica architettura razionalista: il villino Argenti del 1937 di Pietro Sforza,
  • al n. 71-73 e al n. 79, vediamo due palazzine del 1938 di Elio Leoni dalle ripetute scansioni cilindriche che “citano” la Casa del Cannocchiale che vedremo più avanti,
  • al n. 85, un villino plurifamiliare caratterizzato da uno stile barocchetto romano molto semplificato, con una sopraelevazione e l’aggiunta di un bow window sul fronte e di un corpo scala sul lato sinistro.
  • ai n. 91-113 la palazzina detta Casa del Cannocchiale,
  • al n. 115 sull’angolo con via Paolo Frisi, è Villa Marziale che oggi ospita l’ambasciata del Sud Africa,
  • via Paolo Frisi
  • alto sulla strada, il villino in via Paolo Frisi … che si fa notare per le sue linea semplice e bianca.
  • ai n. … , notiamo due villini plurifamiliari bianchi, simili tra loro. Entrambi con la facciata caratterizzata da balconi orizzontali, concava a seguire la curva, entrambe alte sulla strada su un basamento completamente coperto di rincosperma, costituito dai garage e dal piano degli gli ex appartamenti degli chauffeur. Il primo, il villino Mazzitelli, ha l’entrata in via Paolo Frisi  50;
  • al n. 145 il portone del secondo villino. Dietro queste due villini, c’è il parco di Villa Monticello;
  • al termine della via,all’angolo con via Francesco Denza, il Villino delle Palme, senza più una palma: sono tutte morte a causa del famigerato punteruolo rosso. Nel 1944, in questo villino, abitava l’amante del feldmaresciallo Kesselring;
  • via Francesco Denza.

Lato destro della via

  • al n. 2, sull’angolo con via Giuseppe Luigi Lagrange, una bella palazzina rivestita di travertino.
  • al n. 6, una palazzina del 1935 dell’arch. Giovanni Albonetti con il filo della facciata non allineato alla strada per rispettare il pino, allora molto giovane
  • al n. 8A, la palazzina dove abita Emi De Sica. Lì Vittorio De Sica ha abitato con la prima moglie Giuditta Rissone; Vittorio De Sica (1901-1974) attore, regista e sceneggiatore, figura preminente del cinema italiano e mondiale. È considerato uno dei padri del Neorealismo, e allo stesso tempo uno dei grandi registi e interpreti della Commedia all’italiana. Vincitore di quattro premi Oscar: nel 1946 con Sciuscià, nel 1948 con Ladri di biciclette, nel 1965 con Ieri, oggi, domani, nel 1972 con Il giardino dei Finzi-Contini.
  • al n. 8B-10, la palazzina Theodoli-Ruggero del 1936, progettata dall’ing. Cherubino Malpeli con i proprietari del terreno M.G. Theodoli e C. Ruggiero. Qui abitava Sandro Pallavicini, il creatore de La Settimana INCOM il telegiornale che, prima dell’arrivo della televisione, informava tutti gli italiani su quello che stava succedendo in Italia e nel mondo.
  • al n. 16-18, villino realizzato dall’arch. Mario Marchi del 1932. E’ il secondo costruito dall’architetto per la famiglia Valle dopo il Villino Valle all’angolo tra via Carissimi e via Paisiello,
  • al n. 20 notiamo un villino rossiccio, elegante esempio di architettura razionalistica del 1936 dell’arch. Lorenzo Chiaraviglio, caratterizzatato da volumi semplici e masse squadrate che presenta, come uniche decorazioni, marcapiani e cornici delle finestre in travertino (notare che sono quadrate le finestre verso gli angoli dell’edificio). Qui abitava Giovanni Aimone Cat (1934-2007) ufficiale di Marina ed esploratore antartico. Nel 1969 compie la sua prima spedizione nella Penisola Antartica con il veliero di 16 metri, il San Giuseppe II e un equipaggio di sei persone. Nel 1973, realizza la seconda spedizione, da Torre del Greco, alle Isole Falkland e, attraversato lo Stretto di Drake, raggiunge diverse basi antartiche, rientrando ad Anzio l’anno seguente. Lorenzo Chiaraviglio (1910-1973) architetto romano Eè il progettista della Villa Farinacci, costruita nel 1940 in un fondo agricolo di proprietà del gerarca fascista nei pressi di Casal dei Pazzi sulla via Nomentana. Nel 1975 l’edificio è stato espropriato agli eredi Farinacci ed è entrato a far parte del Parco regionale urbano di Aguzzano.
  • Villino Giacinti, via Barnaba Oriani 22-24, del 1956, degli arch. Mario De Renzi e Roberto Nicolini. Qui abitava il pittore Amerigo Bartoli Natinguerra.
  • via Gian Battista Brocchi con le sue scalette che scendono a viale dei Parioli in corrispondenza del ristorante La Scala, un’antica panetteria in cui i ragazzi della vicina scuola Ippolito Nievo andavano a comprarsi la pizza
  • al n. 24, il Villino Masutti, in cortina di mattoni e un corpo rossiccio aggettante sull’angolo
  • al n. 26 e 28 due villini in stile rinascimentale. Il primo, al 26, è la sede del Consolato dell’Algeria, il secondo al n. 28 è il Villino Del Drago, unifamiliare, progettato nel 1931 dagli arch. F. Galassi e Mario Marchi oggi caratterizzato dal celeste delle pareti accostato al grigio del peperino.
  • al n. 30 una bella costruzione arretrata rispetto al fronte degli altri edifici. E’ sede dell’Ambasciata della Repubblica di Corea, detto anche Villino Tupini (o Villa de Martino perchè qui abitavano entrabi gli uomini politici
  • al n. 32, prima della traversina a destra, la villa di Attilio Biseo, ufficiale dell’Aeronautica amico di Italo Balbo e trasvolatore atlantico.
  • al n …, Villa per Antonio Marziale, del 1958, dell’ing. Fabio Dinelli, plurifamiliare, decorato, con una sopraelevazione successiva al progetto originario ????
  • una piccola strada privata che da accesso a palazzi con una splendida vista verso l’Acqua Acetosa, il Tevere e in lontananza il monte Soratte
  • al n. 34A, villino dell’avv. De Rienzi, con un vistoso ampliamento del 1949 di Sabino Staffa e E. Strada
  • al n. 36, palazzina, del 1938 ca, di Marcello Partini
  • al n. 42 un villino che sembra immerso in un grande parco un muro di cinta l’edera cresciuta sulla recinzione crea una specie di portico verde, frutto di arte topiaria ormai in disuso, e,
  • al n. 44, un cancello chiuso: è Villa Fiammingo al n. 60, un’elegante costruzione bianca. E’ la palazzina Narbone dove ha abitato per anni Giorgio Albertazzi.
  • via Paolo Frisi
  • al n. 92 il Villino Ruta, unifamiliare, decorato con affreschi e balaustre, oggi un bed & breakfast di alto livello: la Suite Oriani
  • al n. 94-100 un altro villino unifamiliare, di proprietà dell’Opus Dei (sul cancello è scritto Gamma), con affreschi e interessanti cancellate, inferriate e balaustre in ferro battuto
  • al n. 114 una prestigiosa palazzina con una pianta a quadrifoglio e un ingresso imponente sulla strada. Nella parte retrostante si affaccia su via Francesco Denza  e su piazza Euclide. Qui, tra altri personaggi noti, ha abitato Nanni Loy.
  • via Francesco Denza

da sistemare

  • villino in via Barnaba Oriani .., del 1935, di Ugo Gennari, costruito per la soc. an. rom. immobili
  • Villino Campilli, ??? via Barnaba Oriani …. del 1950 dell’ing. Arch. Clemente Busiri Vici ???
  • L’on. Tambroni abitava in una villa a mezza costa (Villa Fiammingo??)

Pagine a livello inferiore:

Amerigo Bartoli

Amerigo Bartoli Natinguerra (Terni 18090 - Roma 1971) è stato pittore e scrittore. Continue reading →

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