via Nedo Nadi

Via Nedo Nadi è la strada circolare che circonda il Palazzetto dello Sport, tra viale De Coubertin e il Palazzo del CONI.

MAPPA PARIOLI 5 della Zona Parioli 5 (Villaggio Olimpico e Villa Glori)

La viaè intitolata a Nedo Nadi, una leggenda sportiva del Novecento, uno spadaccino, in grado di vincere sei medaglie d’oro in tre discipline diverse: fioretto, spada e sciabola.

Nedo Nadi esordisce a 18 anni con una medaglia d’oro alle Olimpiadi di Stoccolma nel 1912. La prima guerra mondiale interrompe la sua carriera sportiva. Arruolato come ufficiale di cavalleria, rischia la corte marziale per aver fraternizzato con un prigioniero austriaco nel quale aveva riconosciuto uno schermidore incontrato in pedana anni prima:

Ad Anversa (1920) vince cinque medaglie d’oro vinte nella stessa edizione delle Olimpiadi stabilisce un primato battuto solo nel 1972, a Monaco, dal nuotatore statunitense Spitz, che ne vince sette. Si racconta che Alberto I durante la terza premiazione, gli abbia detto: «Siete ancora qui, Monsieur Nadi?» a cui risponde: «Con il Vostro permesso, conto di tornare ancora» e infatti il sovrano premierà altre due volte l’atleta azzurro, protagonista assoluto di quell’Olimpiade insieme al fratello Aldo, anche lui vincitore di tre ori a squadre e sconfitto in finale nella sciabola individuale dal fratello maggiore.

Torna in Italia dal Sud America dove si era trasferito e si rifiuta di iscriversi al Partito Nazionale Fascista attirandosi ripetute minacce dagli squadristi. Declina l’invito di Benito Mussolinia di aprire una nuova sala d’armi per non diventare un simbolo dello stato fascista.

Chiude la propria carriera nel 1931 e accetta di allenare la squadra olimpica di scherma che, nel 1932 alle Olimpiadi di Los Angeles, ottiene otto medaglie. A Berlino del 1936, nove medaglie, quattro delle quali d’oro.

Nedo Nadi muore nel 1940 a soli 47 anni per un ictus. Sulla facciata del palazzo dove abitava in piazza Santiago del Cile 7, dietro il fioraio, c’è una lapide scolorita dal tempo e dall’incuria, che ricorda le gesta del campione.

Nei dintorni: Viale Tiziano, Auditorium, Palazzo del CONI, Cubo di Ceroli, Stadio Flaminio, Cubo di Ceroli,

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