Gelatiere di Casa Savoia

Nel 1880 si ricorda la nascita di Giovanni Fassi, principale esponente della famiglia e della sua attività. Fin da ragazzo Giovanni aiuta i genitori nella bottega ed entra in simpatia, grazie anche alla conoscenza della famiglia con l’ambiente del Quirinale, con gli addetti alla cucina reale. Nel 1900 infatti, quando Vittorio Emanuele III diviene re, Giovanni diventa apprendista pasticciere e gelatiere presso la casa reale conquistandosi subito la fama di “gelatiere sovrano”. A quel tempo non esisteva ancora il gelato come lo intendiamo oggi, ma c’era il sorbetto che veniva chiamato più comunemente gelato. Il sorbetto gelato però, era un prodotto riservato solo ai palati dell’aristocrazia. Si lavoravano dei composti di ghiaccio raffreddati con il potassio e si impastavano con le materie prime in sorbettiere di rame. Il gelato nasce dalle cosiddette nevere, cioè dalla neve fresca che veniva conservata dentro delle buche di montagna dette appunto nevere. All’interno della casa reale quindi Giovanni ricevette un’accurata formazione, ma nel 1902 il padre Giacomo morì. L’anno successivo venne emessa a corte un’ordinanza che vietava barba e baffi al personale delle cucine per motivi di igiene. Giovanni, che andava orgoglioso dei suoi baffi, preferì licenziarsi. Tornò quindi nella bottega con la madre e il fratello Salvatore e si trasferirono a Piazza Navona aprendo una pasticceria-gelateria.

I successi della pasticceria e i progressi tecnologici incoraggiano i Fassi a compiere altri passi in avanti tanto che Giovanni trasferì la sua attività in via Piave dove aprì la “Grande gelateria elettrica siciliana”. Infatti nel frattempo si era diffusa l’illuminazione elettrica e i Fassi si dotarono delle prime refrigeratrici elettriche di importazione tedesca. La vendita di ghiaccio e birra quindi scese sempre di più per far posto al gelato che, da prodotto di élite si trasforma in consumo popolare e conquista l’uomo della strada anche per il prezzo basso. Durante gli anni della sua attività imprenditoriale Giovanni poté sempre contare sulla madre Giuseppina e sulla moglie anche lei di nome Giuseppina, le quali sono tra le prime donne imprenditrici di notorietà nel mondo romano e alle quali sono dedicati il cortile e la sala esterna. Inoltre, nel segno della loro impronta nascono alcuni prodotti tipici della gelateria come la “Caterinetta” e la “Cassata siciliana e Giuseppina”. Le Caterinette sono semifreddi ispirati alle caterinette, ovvero le sarte torinesi emancipate e devote a Santa Caterina. Nasce anche il “Ninetto”, il primo gelato su stecco dedicato da Giuseppina al marito Giovanni. Infatti il soprannome di Giovanni era Nino e, poiché era un uomo di piccola statura, venne aggiunto il diminutivo e diventò “Ninetto”.

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