via Savoia: 14 Gennaio 1951

“Signorina giovane intelligente volenterosissima attiva conoscenza dattilografia miti pretese per primo impiego cersasi. Presentarsi in via Savoia 31″. Questo trafiletto apparve negli annunci economici del Messaggero il 14 gennaio 1951.

MAPPA della Zona Salario 1 (da corso d’Italia a via Savoia)  

Lo stesso giornale, quarantotto ore dopo, pubblicava in prima pagina: “Una terribile disgrazia è accaduta ieri mattina nell’interno di un villino in via Savoia, dove settantasette giovani donne sono rimaste ferite in modo più o meno grave ed una è deceduta per l’improvviso crollo dell’intera scala dello stabile. La presenza di tante persone in quel luogo e a quell’ora era dovuta ad un annuncio comparso domenica mattina sui giornali cittadini”.

“Si vede che le lettrici dell’avviso” scriveva Il Giornale d’Italia nella stessa data “che han creduto di avere tutti i bei requisiti richiesti insieme alle miti pretese sono state non poche e tutte volenterose ad accaparrarsi l’unico posto allettante nonostante che lo stipendio si annunziava miserello anzichenò, perchè, all’ora stabilita e qualche minuto prima, anzi, si è veduta una processione di belle ragazze avviarsi in via Savoia all’appuntamento. L’incontro di tante concorrenti non è stato piacevole tra loro, ma ciascuna covava segretamente in cuore la speranzella di essere la preferita”.

“Verso le dieci la massa era ancora aumentata” continuava l’Unità “A questo punto la portiera dello stabile ha cominciato a preoccuparsi ed è intervenuta per sconsigliare le ragazze dall’ammassarsi tutte sulla scala, avvertendole del pericolo di un crollo. Ma, naturalmente, nessuna ha voluto ritirarsi per prima, perchè troppo grande era il bisogno di trovare lavoro. Visto che i suoi consigli non approdavano a nulla, la portinaia ha telefonato al commissariato di PS chiedendo l’intervento degli agenti per stabilire un servizio d’ordine”.

“Al commissariato dovevano però essere occupatissimi”, faceva notare l’Avanti!, a diffidare illegalmente i commercianti della zona a chiudere allorché giungeva il Mac Arthur d’Europa (ndr Eisenower) a Roma, perché nessun agente intervenne tempestivamente, i primi giunsero soltanto allorché il crollo si era già verificato”.

Il Messaggero così descrisse quello che accadde in seguito: “Alle dieci, facendosi largo tra le aspiranti all’impiego giungeva in via Savoia l’inserzionista: il cancello veniva aperto e le giovani facevano una pacifica irruzione nel villino, formando una lunga coda sul pianerottolo e lungo le scale. L’uomo dell’annuncio saliva nel suo ufficio, posto al secondo piano, allorché si udiva un fragore assordante misto a disperate grida di dolore e di aiuto. Due rampe di scale, forse per il peso di coloro che vi sostavano, forse per la difettosa struttura, erano crollate all’improvviso travolgendo nel groviglio delle ringhiere, dei calcinacci e dei marmi, un’ottantina di giovani donne”.

La cronaca della disgrazia è in un libro intitolato “Roma ore 11” scritto da un giovane Elio Petri, allora giornalista alle prime armi, dopo l’inchiesta che conduce per conto del regista Giuseppe De Santis che ne realizza un film. Elio Petri è futuro premio Oscar con il film “Un cittadino al di sopra di ogni sospetto”.

Petri condusse l’inchiesta in modo organico, capillare: ragazza per ragazza rintracciò le loro storie, le loro famiglie, gli ambienti, registrò le espressioni dei volti, sondò i sogni e le attese. L’indagine divenne un dito puntato sulla piaga della disoccupazione, una denuncia delle miserie, della disperazione, delle prepotenze sessuali subite dalle ragazze. È un’Italia lontana e ingenua, che parla di come erano i nostri padri e le nostre madri, eppure sorprendentemente racconta anche l’Italia di oggi con le sue miserie, i suoi piccoli sogni, i suoi grandi problemi di lavoro.

L’incipit del libro è ““Via Savoia è posta dietro piazza Fiume in un quartiere borghese, il Salario, dove confluiscono altri quartieri borghesi. E’ una strada in discesa ed è compresa tra via Salaria e viale Regina Margherita, nettamente divisa in due parti. Una alla sommità, quasi all’incrocio con la Salaria, dove la gente appartiene alla piccola borghesia povera, di origine e mestieri popolari. L’altra parte, fino al grande viale è abitata da blasonati, da deputati, da ricchi ebrei. E’ in questa seconda parte della strada che è situata la palazzina del crollo, al numero 31 …”.

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