Ernesto Emanuele Oblieght

Ernesto Emanuele Oblieght (Budapest 1838 – Roma 1900) è stato un imprenditore e finanziere ungherese attivo a Roma dal 1870. La sua residenza è Villa Oblieght, sulla sinistra dì via Flaminia a circa 2 km da Porta del Popolo, nell’area di Villa Massani, dove oggi sorge Villa Flaminia.

Ernő Obladt nasce a Budapest dal rabbino Sigismondo Samuele Obladt e si trasferisce in Italia ancor giovane. Negli anni ’60 dell’Ottocento si stabilisce a Firenze, dove apre un’agenzia pubblicitaria e ottiene la gestione della quarta pagina, quella delle inserzioni commerciali, di numerosi quotidiani. La sua proficua attività fa dire a Collodi, l’autore di Pinocchio, che «il giornalismo è un pretesto per vendere la quarta pagina», frase che coglie lo scopo vero di Oblieght: far guadagnare i giornali, assumerne il controllo e trovarsi quindi la porta aperta di esponenti politici, dal quale ottenere appalti e affari, cosa che puntualmente avviene.

Nel 1870 si trasferisce a Roma dove fonda la Società Generale Italiana per la pubblicità e acquista Villa Massani, che sarà intorno al 1880 il campo di prova della prima linea tranviaria elettrica romana, il “telefero”. Nel 1877 ottiene la concessione per la prima linea tranviaria di Roma, lungo la via Flaminia ed esercitata con la trazione a cavalli (gli omnibus). Sempre lungo la via Flaminia acquista circa 32.000 m² di terra, che rivende poi sia alle aziende di trasporto che ai privati. Nel campo dei trasporti è ricordato anche quale primo concessionario della funicolare del Vesuvio.

Nel campo dei giornali è stato proprietario di molti periodici tra cui Il Fanfulla. Nel 1879 acquista il suo periodico più importante, il Pungolo, ma iniziano anche a circolare voci sulle sue attività. Oblieght viene accusato di essere il prestanome di alcuni politici di primo piano della sinistra storica quali Agostino Depretis e Benedetto Cairoli. Oblieght infatti acquista quotidiani in perdita, ma così operando si assicura appoggi politici in grado introdurlo in nuovi settori di investimento.

Nel 1882 è coinvolto in uno scandalo che assunme un rilievo particolare non solo per il tentativo di scalata dei politici amici di Oblieght alla proprietà di giornali, ma per la modalità con cui avvenne. Per la prima volta emerge che il controllo della pubblicità può favorire l’acquisizione della proprietà dei giornali. Il suo piccolo impero era nato proprio rastrellando concessioni pubblicitarie.

Negli anni seguenti Oblieght prosegue la sua attività finanziaria. E’ appaltatore del prestito emesso in occasione dell’Esposizione di Torino del 1884 e a Roma è nel giro dell’aristocrazia fondiaria e speculatrice gravitante sulla Banca Romana (della quale nel 1893, al momento della liquidazione dopo il grave scandalo, figurava tra i principali creditori).

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