Rodolfo Lanciani

Rodolfo Lanciani (1845-1929), esperto di archeologia ma anche ingegnere e topografo, è protagonista e testimone diretto del periodo in cui Roma, divenuta capitale d’Italia nel 1871, subisce una serie di interventi, funzionali al suo nuovo status, che modificano profondamente la struttura e l’urbanistica della vecchia città papalina.

Speculazioni e distruzioni sono compiute in nome della edificazione della nuova città ma i numerosi scavi effettuati permettono una straordinaria esplorazione archeologica del sottosuolo romano. Lanciani partecipa a tutto questo, potendo seguire buona parte dei numerosi ritrovamenti, avvenuti nel corso dei lavori per Roma capitale, che descrive in varie opere con precisione e vivacità.

Tra le sue opere ricordiamo lo studio “Delle scoperte di antichità avvenute nelle fondazioni degli edificii per le Ferrovie dello Stato nella già Villa Patrizi in via Nomentana“: sei dettagliate tavole, con una planimetria dell’area e la raffigurazione delle caratteristiche geologiche del terreno e dei ritrovamenti archeologici avvenuti, con un’ampia relazione corredata da una serie di altri disegni e di fotografie. Lo studio è poi pubblicato in due puntate, nel secondo semestre dello stesso anno, sulla “Rivista Tecnica delle Ferrovie Italiane”.

Il Lanciani partecipa anche alla rilevazione antecedente (anzi contemporanea) alla costruzione di Forte Antenne, ma le pressioni e le priorità di carattere militare sono tale che in questo caso l’efficacia della sua azione, anche in termini solo documentativi, è di sicuro inferiore a quanto raggiunto in altri casi.

Per approfondire: https://it.wikipedia.org/wiki/Rodolfo_Lanciani

 

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