Sepolcreto di via Isonzo e via Tevere

Il Sepolcreto di via Isonzo e via Tevere fa parte del Sepolcreto Salario.

All’angolo Sud – Ovest tra via Isonzo e via Tevere, vennero alla luce, alla profondità di m. 2,00, resti di un muro in opera reticolata con ricorsi di mattoni di 70 cm di spessore. Questo, che era orientato Est – Ovest e proseguiva sotto via Tevere, doveva essere il recinto di una fornace per la cottura dei vasi.

Essa era formata da due parti: un forno, posto in basso e costruito in opera cementizia, e un camera di cottura, in opera laterizia composta di mattoni quadrati refrattari (m. 0,21 x 0,05), allettati sopra uno spesso strato di argilla anch’essa resistente al fuoco. Il forno aveva una volta a sesto ribassato e la bocca era sormontata dalla metà dell’orlo di un dolio sostenuto da blocchi di tufo e peperino. Da questa entrata si accedeva ad uno spazio semicircolare (m. 1,70 x 1,40), probabilmente utilizzato per l’accensione della legna e per il ritiro del materiale già cotto. La volta del forno era costituita da laterizi disposti verticalmente, in modo da lasciare degli spazi di forma cilindrica riempiti da argilla refrattaria. Il nucleo interno della volta era formato da frammenti di laterizi con i marchi di fabbrica. Il primo, il secondo e il quarto si datano al 123 d.C., il terzo al 134 d.C.: essi costituiscono un terminus post quem per la costruzione della fornace, che quindi non avvenne prima della metà del II sec. dell’Impero.

Fra la terra di scarico si trovarono sparsi molti oggetti legati alla produzione ceramica della fornace : olpe di impasto scuro con ansa verticale a nastro (alt. m. 0,17, diam. m. 0,12), sei lucerne fittili (due avevano il bollo e due erano anepigrafi), un frammento di rython rosso chiaro a forma di testa di cavallo, un colatoio fittile con tre piedi , due frammenti di antefissa di terracotta con girali, una spatola d’osso (lung. m. 0,15) con graffite le lettere RV, semiasse di bronzo, un chiodo di bronzo (lung. m. 0,05), un centupondio di marmo palombino di forma circolare (alt. m. 0,19, diam. m. 0,33) con tre fori pieni di piombo e iscrizione Exact[…]]ad Artic[…], due balsamari di vetro, sei balsamari a corpo piriforme , largo bordo intorno alla bocca e peduncolo, 14 frammenti di laterizi con lo stesso bollo del 123 d. C., due frammenti di laterizi del 123 d.C., 5 frammenti di laterizi con bollo del 123 d.C., un frammento di laterizio con bollo. Tutti questi oggetti sono nel Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano.

A circa 14m ad Ovest della fornace fu scoperta una vasca di forma quadrangolare (m. 1,20 x 1,10) costruita in laterizi e rivestita internamente di cocciopesto spessa 2 cm. Una seconda vasca fu trovata affiancata a questa e differiva dalla prima solo per la forma e le dimensioni : era rettangolare e più piccola (m. 0,60 x 0,45). La funzione di questa struttura, come quella della precedente, era la depurazione e la manipolazione dell’argilla necessaria per la produzione ceramica.

Nei dintorni: Ipogeo di via Livenza, Sepolcreto di via Tevere via di Santa Teresa, Sepolcreto Salario.

Il soggetto di questa pagina è:

nella mappa Pinciano 1 (zona da via Salaria a via Pinciana),
nell’elenco delle tombe, catacombe e mausolei nel Municipio,
nelle pagine di archeologia,
relativo al periodo Roma2pass: Roma Imperiale

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