Storia del Policlinico

La storia del Policlinico Umberto I è legata alla figura di Guido Baccelli (1830-1916), sette volte ministro dell’Istruzione e una volta ministro per l’Agricoltura, ma soprattutto medico lungimirante e innovatore, tra i primi ad usare lo stetoscopio e la terapia con l’ossigeno. 

Fu lui a progettare un ospedale per padiglioni o cliniche, con correlata comunicazione tra le stesse, anche mediante corridoi sotterranei  ed a seguire i lavori che per dodici anni impegnarono un imponente cantiere fino al 1902.

Il Policlinico, intitolato al Re Umberto I, cominciò a funzionare nei primi mesi del 1903: a pieno regime il moderno nosocomio poteva ospitare 1.200 malati. La zona prescelta aveva un’area di 160.000  metri quadrati di cui solo 40.000 erano coperti dagli edifici ed era considerata  una delle più salubri della città.

Quindi un ospedale decentrato,  ripartito in padiglioni distanziati, spesso circondati da aiuole,  tutti con una graziosa struttura neo-rinascimentale. Nella vigna preesistente ai lavori  fu rinvenuto, nel 1839, un sepolcro che conteneva al suo interno un sarcofago decorato  con l’immagine della testa della Medusa, che divenne così il logo grafico del Policlinico. Il sarcofago è attualmente custodito presso i Musei Lateranensi.

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Policlinico Umberto I

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