Esposizione Universale

Nel 1911 il cinquantenario dell’Unità d’Italia è celebrato nel 1911 con una Esposizione Internazionale che si articola in due grandi esposizioni: una a Torino dedicata alla tecnica e al progresso, l’altra a Roma dedicata alle arti e alla cultura. l’obiettivo è quello di mostrare al mondo i progressi compiuti dalla giovane Regno d’Italia.

MAPPA della Zona Pinciano 5 (da Villa Taverna a Villa Giulia)

L’Esposizione Universale del 1911 a Roma prevede:

  • una mostra regionale ed etnografica allestita nella Piazza d’Armi (la futura piazza Mazzini) dove a quei tempi si arrestava l’urbanizzazione della città;  una “fantasmatica città di tela e di gesso” costruita per l’occasione e destinata a scomparire a chiusura dei festeggiamenti. Negli edifici dedicati alle regioni italiane, realizzati sotto la regia dei più importanti architetti dell’epoca tra i quali spicca Marcello Piacentini, fu organizzata una vastissima “Mostra Etnografica e Regionale” dalle cui raccolte trarrà origine il nucleo principale delle collezioni del Museo Nazionale delle Arti e delle Tradizioni Popolari, oggi all’EUR
  • una mostra internazionale di belle arti a Vigna Cartoni (Valle Giulia) nell’edificio ideato da Cesare Bazzani e “l’Esposizione Internazionale di Belle Arti” che determinerà la nascita della Galleria Nazionale di Arte Moderna. (oggi Galleria Nazionale di Arte Moderna);
  • una mostra archeologica alle Terme di Diocleziano;
  • la mostra del Risorgimento e delle raccolte garibaldine all’interno del monumento a Vittorio Emanuele (inaugurato per l’occasione);
  • alcune mostre retrospettive a Castel Sant’Angelo: topografia romana, numismatica, epigrafia, arte medievale, stoffe, strumenti, mobili, fotografie, ecc.
  • una esposizione di architettura sul tema della Casa Moderna; la mostra suddivisa in due concorsi, impegnò gli architetti a presentare alcuni progetti di edifici, i migliori dei quali sarebbero stati effettivamente realizzati nell’area dall’esposizione: i villini di lungotevere delle Armi son la testimonianza di questi sforzi (Concorso nazionale di architettura per l’Esposizione).

Nonostante la provvisorietà delle maggior parte delle realizzazioni, il lavoro svolto allora ha lasciato una traccia indelebile nella sistemazione urbanistica di interi quartieri della Capitale costruiti tra Vigna Cartoni (oggi Belle Arti) e Piazza d’Armi (oggi quartiere Delle Vittorie).

foto Padiglione Belle Arti

foto Palazzo Abruzzo

foto Palazzo Toscana

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