Storia del Castro Pretorio

Il Castro Pretorio erano la caserma dei pretoriani a Roma, situata nell’estrema parte nord-orientale della città, tra il Viminale e l’Esquilino, tra la via Nomentana e la via Tiburtina.

I pretoriani, nati sotto Augusto tra il 29 e il 20 a.C., costituivano il principale corpo della guardia imperiale e ebbero grande influenza nella storia dell’impero.  I Castra Praetoria vennero costruita tra il 20 e il 23 d.C. da Tiberio per consiglio del potente comandante (præfectus prætorio) Seiano, per radunarvi le nove coorti esistenti dei pretoriani.

Il campo misurava m 440 x 380 metri, cioè 16,72 ha e presentava verso la città un’area per le esercitazioni (Campus Cohortium Praetoriarum). Le mura del castra, alte sotto Tiberio 3-5 metri, furono danneggiate durante la guerra civile del 69 d.C. e ricostruite da Vespasiano.

Quando Aureliano fornì di mura la città, l’accampamento dei pretoriani fu inglobato nel loro percorso. In questa occasione le mura sono innalzate, sempre in opera laterizia, e le porte chiuse. Il muro venne ulteriormente alzato sotto Massenzio, agli inizi del IV secolo e vi furono inoltre aggiunte delle piccole torri. , fino allo scioglimento sotto Costantino. Ulteriori interventi si ebbero sotto Onorio e nel VI secolo ad opera dei Bizantini (restauro in particolare del lato meridionale con materiali di recupero, forse blocchi in tufo provenienti dalle mura serviane).

Tra il XVI e il XVIII secolo si ebbero una serie di restauri ai resti della recinzione. Nel XVII secolo si installò all’interno una villa del “Noviziato dei Gesuiti” e nel 1862 vi ebbe sede una caserma. A partire del 1960 vi furono condotti scavi precedenti l’impianto della Biblioteca nazionale di Roma e di una stazione della metropolitana, nel corso dei quali si rinvennero diversi resti delle strutture interne.

Nei pressi del Castro fu rinvenuto nel XIX secolo un grandissimo deposito di anfore romane intatte, accatastate per riempire il fossato del vicino aggere delle mura serviane. Sulla base di queste anfore, appartenenti a varie epoche, fu possibile a Heinrich Dressel studiare i diversi tipi di questi contenitori utilizzati dai romani e dai popoli vicini e definirne la tipologia.

I Castra Pretoria spiccano per la notevole finezza del laterizio, con il quale sono eseguite le cornici a metà altezza, i pilastri e altri dettagli architettonici.
Il Castro Pretorio erano la caserma dei pretoriani a Roma, situata nell’estrema parte nord-orientale della città, tra il Viminale e l’Esquilino, tra la via Nomentana e la via Tiburtina. Il campo misurava m 440 x 380 metri, cioè 16,72 ha e presentava verso la città un’area per le esercitazioni (Campus Cohortium Praetoriarum). I pretoriani, nati sotto Augusto tra il 29 e il 20 a.C., costituivano il principale corpo della guardia imperiale e ebbero grande influenza nella storia dell’impero.

I Castra Praetoria vennero costruita tra il 20 e il 23 d.C. da Tiberio per consiglio del potente comandante (præfectus prætorio) Seiano, per radunarvi le nove coorti esistenti dei pretoriani.

Le mura del castra, alte sotto Tiberio 3-5 metri, furono danneggiate durante la guerra civile del 69 d.C. e ricostruite da Vespasiano. Quando Aureliano fornì di mura la città, l’accampamento dei pretoriani fu inglobato nel loro percorso.

Il recinto dei castra venne inglobato nelle mura cittadine costruite dall’imperatore Aureliano nella seconda metà del III secolo: in questa occasione il recinto venne innalzato, ancora in opera laterizia, e vennero chiuse le porte. Il muro venne ulteriormente alzato sotto Massenzio, agli inizi del IV secolo e vi furono inoltre aggiunte delle piccole torri. , fino allo scioglimento sotto Costantino. Ulteriori interventi si ebbero sotto Onorio e nel VI secolo ad opera dei Bizantini (restauro in particolare del lato meridionale con materiali di recupero, forse blocchi in tufo provenienti dalle mura serviane).

Tra il XVI e il XVIII secolo si ebbero una serie di restauri ai resti della recinzione. Nel XVII secolo si installò all’interno una villa del “Noviziato dei Gesuiti” e nel 1862 vi ebbe sede una caserma. A partire del 1960 vi furono condotti scavi precedenti l’impianto della Biblioteca nazionale di Roma e di una stazione della metropolitana, nel corso dei quali si rinvennero diversi resti delle strutture interne.

Nei pressi fu rinvenuto nel XIX secolo un grandissimo deposito di anfore romane, utilizzato per riempire il fossato del vicino aggere delle mura serviane. Sulla base di queste anfore, appartenenti a varie epoche, fu possibile a Heinrich Dressel definire la tipologia di questo tipo di contenitori.

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