Impacchettata da Christo

Nel gennaio del 1974, l’artista Christo offrì ai romani una delle sue perfomance, impacchettando i quattro archi di Porta Pinciana, ovvero il tratto delle antiche Mura aureliane tra Villa Borghese e Via Veneto.

Utilizzando tessuto in polipropilene e corde in dacron, l’artista coprì entrambi i lati delle mura, la parte superiore e gli archi. L’installazione, esposta per quaranta giorni, faceva parte della mostra ‘Contemporanea’ per gli Incontri Internazionali d’Arte, a cura di Achille Bonito Oliva, svoltasi nel garage sotterraneo di Villa Borghese.

Quattro, i giorni di lavoro impiegati da Christo per l’esecuzione dell’opera. Molti romani pensarono che il Comune stesse portando avanti dei lavori di restauro

Christo Vladimirov Yavachev è nato in Bulgaria nel 13 giugno del 1935. Considerato un apolide, in gioventù rinuncia al suo cognome slavo per utilizzare unicamente il suo nome, con cui è diventato famoso. Poco più che ventenne lascia il suo Paese e si trasferisce prima a Praga, poi a Vienna, infine a Parigi. In questo periodo comincia a realizzare le sue opere: in un primo momento ritratti e dipinti astratti, in seguito si dedica ad “impacchettare” vari tipi di oggetti come lattine, bottiglie, sedie, perfino una macchina. Con la moglie Jeanne Claude Denat de Guillebon, morta nel 2009, inizia un percorso comune molto fiorente dal punto di vista artistico. Christo e Jeanne-Claude sono fra i maggiori rappresentanti della “land art” e realizzatori di installazioni su grande scala. Insieme creano alcune delle opere visivamente più spettacolari del XX e del XXI secolo. Scopo primario dell’artista è da sempre quello di creare opere d’arte spettacolari, gioiose e totalmente gratuite per i visitatori.

La performance più famosa di Christo e Jeanne-Claude è l’impacchettamento del Reichstag, a Berlino, nel 1995. L’opera ha attirato nella capitale tedesca centinaia di migliaia di persone. Per l’occasione, il Parlamento tedesco è stato coperto da 100mila metri quadri di tessuto di propilene argentato e legato con 15 chilometri di cavi. All’impresa hanno lavorato 70 climber specializzati e oltre 120 operai. L’installazione dà alla coppia una fama mondiale.

Christo, in compagnia della moglie, sbarca per la prima volta in Italia nel 1963, anno della prima personale alla Galleria Apollinaire a Milano. Seguono altre mostre a Roma, Venezia e Torino, l’anno dopo. Negli anni Sessanta la coppia “impacchetta”, senza autorizzazione, per la prima volta un monumento nel nostro Paese: si tratta di una statua a Villa Borghese, a Roma. Nel 1968, durante il Festival dei Due Mondi a Spoleto, Christo e Jeanne-Claude “impacchettano” la torre medievale e la Fontana barocca sulla piazza del Mercato. Nel 1970 Christo e Jeanne-Claude, a Milano, realizzano in contemporanea due opere, impacchettando la statua di Vittorio Emanuele II in piazza Duomo e il monumento a Leonardo da Vinci in piazza della Scala. Christo è tornato nel nostro Paese nel 1974 per offrire ai romani l’impacchettando i quattro archi di Porta Pinciana e  nell’estate del 2016, per realizzare la passerella sul lago d’Iseo che ha portato nella località lombarda circa un milione e 200mila visitatori.

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