Interni del Sacro Cuore

 La pianta della Basilica del Sacro Cuore Immacolato di Maria è costituita da due navate a forma di croce, circoscritte da un cerchio che forma come un’aureola, mentre le quattro capelle sono disposte diagonalmente a raggiera.   

La basilica, lunga m 94, larga m 58, è collegata da un passaggio circolare dove diagonalmente si aprono quattro grandi capelle a forma di baluardi. La decorazione di due delle quattro cappelle laterali (del Santissimo Sacramento e del Perpetuo Suffragio) sono completate da Brasini dal 1958 al 1963.

I quadri della navata sono opera della pittrice Elena Virginia Constantinescu: La Madonna vista da San Luca Evangelista, La Madonna vista da San Giovanni Evangelista e Maria Maddalena; e di R. Merussi: Annunciazione, Ultima Cena, Sepoltura e Risurrezione del Signore.

Ci sono due Via Crucis alternativamente esposte: una è opera di Carlo Sismonda, pittore e musicista (2000) e l’altra è una copia di un’opera di G. Vicentini.

Nel corridoio di sinistra:

  • la Fonte Battesimale (1): Battesimo del Cristo (1960-1962), opera di Gregor Sciltian (1900-1985) Nove grandi tele, espressioni esemplari del suo realismo magico. Opera omogenea, inscindibile come una sinfonia musicale. Anche la monocromia degli angeli vuol condurre alla massima valorizzazione del colore nel Battesimo di Gesù.
  • la Prima cappella (2): del Perpetuo Suffragio, decorata da Brasini. Pala dell’altare la Sepoltura del Signore (1959), di F. M. Trombini.
    Altare (3) del Cuore di Gesù, tela di R. Merussi (1984).
  • la seconda cappella (4): Presiede una tela della Madonna di Pompei. Negli angoli della cappella ci sono i modelli dei 4 evangelisti, del Brasini, pensati per essere scolpiti in pietra e messi nei pinnacoli della facciata della Basilica. A sinistra tomba del Cardinale Arturo Tabera, missionario clarettiano. Una lapida, a destra, reca le date della consacrazione del mondo (1948) e dell’Urbe (1953) al Cuore di Maria. All’ingresso della capella si trovano due busti, a destra quello del Brasini, in marmo, di Silvio Canevari (1893-1932), e a sinistra di Pio XII, in gesso, di L.M. Sibio (1969).

L’altare maggiore: Grande mosaico del Cuore di Maria (5), titolare della Basilica, della Scuola Vaticana, riproduzione del quadro del gesuita Sebastiano Gallés (1870), circondato da due angeli in bronzo, opera di Domenico Ponzi. Dietro si possono vedere le canne dell’organo, della fabbrica di V.zo Mascioni (1954), Cuvio (Varese).

Nel corridoio di destra:

  • Altare (6) del Crocifisso de l’Espiazione (Novecento). Con la iscrizione in latino:TI ADORIAMO, CRISTO, E TI BENEDICIAMO, PERCHÈ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO. E sotto:SALVE, O CROCE, UNICA SPERANZA.
  • Prima Cappella (7): Mosaico di San Giuseppe della Scuola Vaticana, riproduzione di un dipinto del Prof. Gaudenzi. A sinistra tomba del Cardinale Arcadio Maria Larraona, missionario clarettiano, morto nel 1973.
  • Altare (8) di Sant’Antonio Mª Claret, tela di R. Merussi (1984). Lo segue il monumento ai Martiri Clarettiani di Barbastro, opera in marmo (1992).
  • Seconda Cappella (9): del Santissimo Sacramento, con altare e decorazione del Brasini. Vetrata di J. Grau Garriga con l’immagine di Sant’Antonio M. Claret. Sopra il tamburo l’iscrizione in latino:IO SONO IL PANE VIVO CHE È DISCESO DAL CIELO. CHI MANGIA DI QUESTO PANE VIVRÁ IN ETERNO.

La Cupola (10) rimane un’opera incompiuta. Con 23 metri di diametro interno sarebbe stata la più grande cupola a Roma dopo quella del Vaticano (m 42). Il plastico della cupola è nell’angolo interiore del pilastro centrale destro. Nel tamburo della cupola si può leggere questa iscrizione in latino: CI AFFIDIAMO E CI CONSACRIAMO AL TUO CUORE IMMACOLATO. PIO XII

Nel ingresso a destra si trova la porta per scendere alla cripta (11), antica cappella sede della parrocchia. In questa cripta, tra altri eventi, sono stati battezzati alcuni membri della casa reale spagnola, ha detto la prima messa Sant’Oscar Arnulfo Romero, martire di El Salvador, e si sono celebrate le feste della beatificazione di Sant’Antonio Maria Claret. Oggi è occupata dal Magnifico Presepe Poliscenico Monumentale, opera di Fulgenzio Martínez.

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