Pirro Ligorio

Quando papa Pio IV riesce a mettere le mani su Villa Giulia  affida a Pirro Ligorio l’incarico di realizzare sul ninfeo nella Vigna Bassa dietro la fontana dell’Acqua Vergine l’edificio che vediamo oggi sulla via Flaminia e che chiamiamo Palazzo Borromeo.

Su Palazzo Borromeo Ligorio ci lavora in due fasi. La prima è la progettazione e inizio della costruzione del palazzo per i due giovani nipoti di papa Pio IV, Federico e Carlo Borromeo. La seconda è quando Marcantonio Colonna, entrato in possesso dell’edificio non completato, grazie al matrimonio del figlio con … Borromeo, o chiama a completarlo sulla base delle sue esigenze della famiglia Colonna. Anche in questa fase l’edificio non sarà completato.

Pirro Ligorio, napoletano, è il creatore del Sacro Bosco di Bomarzo, l’onirico giardino dei mostri del principe Orsini, e di Villa d’Este, la splendida residenza del cardinale Ippolito a Tivoli.

Il Ligorio prima di essere architetto è un attento studioso di cose antiche che disegna una pianta dell’antica Roma, Antiquae Urbis Imago e, per conto del cardinale Ippolito, conduce un campagna di scavo a Villa Adriana con intenti scientifici, cosa non frequente in quei tempi in cui si scavava per prendere opere d’arte o cavare materiale pregiato da costruzione.

A Roma Ligorio è l’architetto di papa Pio I che regna solo cinque anni ma lascia la sua impronta su tutta la città. Ligorio costruisce la Casina di Pio IV in Vaticano, Palazzo de Torres in piazza Navona, ora Lancellotti, progetta i giardini del Quirinale e inizia la sistemazione del Cortile del Belvedere in Vaticano dominato dal Nicchione da lui progettato. Nel 1564, alla morte di Michelangelo, Ligorio è nominato architetto della Fabbrica di San Pietro ma, avendo voluto modificarne il progetto, è licenziato qualche anno dopo.

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