Museo Andersen

Il Museo Andersen sorge in via Pasquale Stanislao Mancini 20, tra lungotevere Arnaldo da Brescia e via Flaminia, dietro il villino Torlonia, davanti al villino Almagià, a pochi metri da Ponte Matteotti e Palazzo Marina.

MAPPA della Zona Flaminio 1 (da Porta del Popolo a Belle Arti)  

Il Museo Andersen è una elegante palazzina dal colore rosa al civico in via Mancini dove si conservano le opere di Hendrik Christian Andersen (Bergen 1872- Roma 1940), scultore, pittore e urbanista statunitense, di origine norvegese. Lui stesso l’aveva chiamata Villa Helene ed era la casa che si era fatto costruire e in cui abitava.

Il museo, aperto dal 1999, è inserito nel Polo Museale del Lazio.

Hendrik Christian Andersen nasce a Bergen in Norvegia nel 1872 da povera famiglia e naturalizzato americano essendo emigrato ancora bambino negli Stati Uniti, a Newport (Rhode Island), il giovane Andersen intraprende il viaggio di formazione in Europa nel 1894 e, dopo Parigi, si stabilisce definitivamente a Roma dove vive per oltre quarant’anni. Andersen è sepolto nel Cimitero acattolico di Roma.

Andersen è un ammiratore di Mussolini e a lui lascia il suo studio-abitazione e quanto in essa contenuto: opere, arredi, carte d’archivio, materiale fotografico, libri. Usufruttuaria del lascito è Lucia Andersen adottata nel 1919 dalla madre dell’artista e, per circa vent’anni, Villa Helene è stata una pensione, mentre alla Galleria Nazionale è affidata la tutela delle raccolte e dell’edificio. Nella Pensione Villa Helene ha soggiornato per circa sei mesi Ala Marinetti, figlia del pittore futurista. Alla morte di Lucia, nel 1978 si è completato il passaggio di proprietà a beneficio dello Stato italiano e, dopo un completo lavoro di restauro e sistemazione degli ambienti, è nata la casa-museo che oggi vediamo.

La collezione delle opere (oltre duecento sculture di grandi, medie e piccole dimensioni in gesso e bronzo; oltre duecento dipinti; oltre trecento opere grafiche) si segnala per la sua eccezionalità essendo quasi interamente incentrata attorno all’idea utopica di una grande “Città mondiale”, destinata ad essere la sede internazionale di un perenne laboratorio di idee nel campo delle arti, delle scienze, della filosofia, della religione, della cultura fisica. A tale progetto e alla sua diffusione Andersen aveva dedicato nel 1913 insieme all’architetto francese Ernest Hébrard un ponderoso volume (Creation of a World Centre of Communication; consultabile presso il Museo) che, partendo dalle concezioni urbanistiche delle antiche civiltà, doveva indicare l’approdo alla nuova e moderna “Città”.

Sito ufficiale: http://www.polomusealelazio.beniculturali.it/index.php?it/248/museo-hendrik-christian-andersen

Per approfondire: http://1995-2015.undo.net/it/mostra/70293#

Nei dintorni:  Villino Caproni,  Via Giuseppe Pisanelli,  Palazzo Salviati,

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